Lo Spirito Santo ci conduca alla Verità sulla Persona di Cristo
19 agosto 2025
Sia lodato Gesù Cristo!
Cari fratelli e sorelle, la Pace del Signore sia con tutti voi.
A pagina 417 de “La Tenda” (che, per chi non lo sapesse, è il sussidio mensile predisposto dalla Diocesi di Milano con i testi della Santa Messa, giorno per giorno, e le relative meditazioni quotidiane), a commento del Vangelo proclamato ieri (Lc 11,27-28), leggo, tra l’altro, riguardo alla Persona del Signore Gesù:
“Egli è un uomo, senza alcun dubbio: ha fame, sete, ride, piange, ascolta, parla, si arrabbia, si stanca, dorme, gode dell’amicizia e soffre incomprensioni e ostilità.”
Come? Gesù Cristo “si arrabbia”?!
Suppongo che l’autore di queste meditazioni per “La Tenda” (libretto dei mesi di luglio e agosto 2025), nello scrivere che il Signore “si arrabbia”, sia andato col pensiero al ben noto episodio evangelico, che ora vi riporto come narrato dall’Apostolo San Giovanni nel suo Vangelo (al capitolo 2):
13Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 14Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. 15Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, 16e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato». 17I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. 18Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». 19Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». 20Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». 21Ma Egli parlava del tempio del suo corpo. 22Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Quindi, stiamo a ciò che San Giovanni afferma:
“… sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora.”
Una cosa è la rabbia – realtà negativa che non poteva assolutamente avere posto nel Cuore Divino di Gesù – e ben altro è lo zelo ardente di Nostro Signore, il Quale, evidentemente, non vuole che la casa del Padre Suo sia profanata.
E, soprattutto, Gesù Amore non vuole che le nostre anime, cari fratelli e sorelle, siano profanate e deturpate da quel grande male che è il peccato mortale.
- Per inciso: magari che questo santo zelo ce lo avessero, ai giorni nostri, anche non pochi sacerdoti, che invece (specie in questa stagione estiva, ma non solo) permettono, senza batter ciglio né pronunciar parola, che nella casa di Dio entrino e permangano donne (s)vestite in modi assolutamente indegni del luogo sacro.
In concreto, mi manca solo ormai di vedere - in chiesa - una donna in costume da bagno (ma so che nei luoghi di mare, purtroppo, succede anche questo).
E invece … invece, reverendi sacerdoti, avete paura: paura della gente, paura dei media, paura della cosiddetta gogna mediatica; e non escluso, in certi casi, anche paura del vostro rispettivo Vescovo … perché, se ci si espone a dire certe scomode verità, poi che fine si farà?...
E così lasciate che nelle chiese dilaghino comportamenti sempre più indegni, e scandalosi al punto da far inorridire. E questo alla Reale Presenza del Signore, nel Santissimo Sacramento dell’altare.
Verrà un giorno nel quale, ciascuno per la sua parte, tutti saremo chiamati in giudizio dal Redentore su queste gravi omissioni.
“Tante anime sono ignoranti.”; delle volte ci si giustifica del proprio vile silenzio dicendo così.
Chiedo pacatamente: “E a chi tocca istruirle? Chi è chiamato in primis ad insegnare loro che non si entra in chiesa ormai con quasi più niente indosso?” -
Cari fratelli e sorelle; ogni tanto si sente dire che in passato le vite dei Santi e delle Sante erano narrate con eccessiva enfasi (e magari anche inventando di sana pianta fatti della vita dei Santi che in realtà - secondo questi che in tal modo criticano - non sarebbero altro, appunto, che “pie invenzioni” per muovere il popolo alla fede e alla devozione; argomento, questo, sul quale ora non mi soffermo).
Ma adesso, in questo nostro tempo, a che punto siamo arrivati?
Dato che, secondo il “todos, todos, todos” di Francesco I - papa eretico, che gravi e molteplici danni ha provocato alla Chiesa di Gesù Cristo con il suo costante annuncio di una falsa misericordia di Dio: una “misericordia” cioè che ti pioverebbe addosso senza che tu decida di convertirti -, di fatto non esiste più la Verità di Cristo che indica alla coscienza della singola persona il bene da accogliere e fare, e il male da evitare; bensì, in questa visione fuorviante e assurda della misericordia, al contrario, la coscienza si edificherebbe da sé stessa, traendola dal proprio vissuto concreto, “la sua verità”.
Ecco che da tale misericordismo ne conseguono, tra l’altro, anche una presentazione e una descrizione (che constato in certa predicazione come pure in certi scritti “cattolici” che vengono diffusi, sia in formato cartaceo che on line) della fisionomia interiore del Signore Gesù e della Sua Santissima Madre Maria, nonché del glorioso San Giuseppe, deprimente e falsa.
Essi, infatti, ci vengono presentati come persone coi loro difetti.
Come nel caso sopra citato: Luca Crippa ci insegna che pure Nostro Signore – il Verbo Eterno del Padre; il nostro unico Salvatore; il Santissimo – “si arrabbia”.
Cari Vescovi, amati sacerdoti - e voi, cari fratelli e sorelle che, a vario titolo, siete chiamati ad annunciare il Vangelo di Gesù, Figlio di Dio -, col dovuto rispetto, vi dico: non è abbassando la vita interiore del Signore Gesù al livello della nostra debolezza e peccaminosità, che otterrete che le persone si avvicinino realmente alla Religione di Cristo.
State attenti, ve lo scrivo col cuore in mano, quando parlate del Signore - il Verbo Incarnato - nonché della Sua Santissima Madre, a non presentarLi come se Essi fossero “ad immagine e somiglianza” delle nostre comuni miserie: poiché, così facendo, non solo non giovate affatto alle anime - che Cristo ha riscattato versando tutto il Suo Prezioso Sangue sulla Croce -, ma di fatto impartite loro un insegnamento non veritiero, fuorviante, il quale - ben lungi dal far crescere la fede e l’autentica devozione verso Dio - favorisce la malizia in certe menti già corrotte, e (parlando più in generale) la banalizzazione della Persona di Nostro Signore e della Sua Immacolata Madre; della Quale, nella seguente citazione - scelta tra le molte che potrei riportarvi traendole dagli scritti (quelli sì davvero sapienti!) dei santi Padri e dei Dottori della Chiesa - San Luigi Maria Grignion de Montfort, nel suo Trattato della vera devozione a Maria, scrive:
“Maria è il santuario e il riposo della Trinità Santa, dove Dio è presente in un modo più grande e divino che non in ogni altro luogo dell’universo, compresa la Sua presenza tra i cherubini e i serafini.”
E noialtri, carissimi/e, oseremo parlare di Lei - della eccelsa Madre di Dio - e, a maggior ragione, del Figlio Suo Gesù Cristo, con tanta leggerezza, superficialità e - diciamolo pure francamente - diffondendo persino errori grossolani?
Sinceramente, quando, nell’attuale clima di accentuata decadenza spirituale, sento o leggo certe affermazioni strampalate, mi chiedo: “Ma che libri legge costui/costei? Da dove attinge queste idee così riduttive, depauperanti e gravemente erronee sul Signore Gesù e la Sua Santa Madre?”.
***
Umilmente e fortemente imploriamo lo Spirito Santo, affinché con la Sua Luce fulgida e superna illumini le nostre anime – e, in modo speciale, coloro che sono chiamati da Dio stesso ad insegnare nella Sua Chiesa –, affinché dal Santo Paraclito ci sia rivelato il Figlio del Padre, Gesù Cristo, così come Egli realmente è; e non come ce lo si inventa delle volte, plasmato a nostra immagine (per così dire): di modo che poi ci si sente anche molto meno (o addirittura per nulla) esortati a tendere alla misura alta della vita cristiana, perché (secondo tale ragionamento sfasato) in fin dei conti: “Gesù e Maria erano come noi”.
Dio Misericordioso - ricco di Eterno Amore per tutti i Suoi figli - riscaldi i cuori, illumini le menti! Così sia.
Sabrina Luraschi Corbetta