C’era una volta una bambina che, quando il gelido inverno cedeva il passo alla fiorita primavera, andava a passeggiar sulla spiaggia e, camminando attenta, toglieva ogni tagliente pezzetto di vetro (frammento di infrante bottiglie), che tra sassi e sabbia scorgeva: onde i fratelli e le sorelle, correndo poi nella bella stagione, non avessero a ferirsi.
Ora, un giorno accadde che, mentre la bambina era tutta intenta a raccoglier piccole ma insidiose scaglie di vetro, d’improvviso vide dinanzi a sé qualcosa di molto prezioso: “E’ una perla?” si chiese: “Possibile?!... una perla su quest’umile spiaggia? ...”.
Le apparve allora un giovane, tutto vestito di bianco - il volto bellissimo e austero, lo sguardo così dolce da non potersi esprimere -, e le disse: “Sì, piccola figlia: la perla più preziosa sta celata tra la sabbia e i sassi di una vita, all’apparenza, insignificante e monotona: solo chi ama, può scorgerla.”. La bambina si fermò a pensare.
Il giovane proseguì: “Ti ringrazio, piccola figlia, che per amore umilmente vigili togliendo gli aguzzi pezzetti di vetro che rischiano ferire i Miei amati ed incauti figli … Le ferite dell’anima, quanto dolorose sono! E, delle volte, quanto tempo occorre prima che si rimarginino … Io però possiedo un Balsamo e un Liquore Santo, che Mi sgorga dal Cuore: Esso sana ogni ferita, fin la più profonda e mortale … Non occorre denaro per comprarlo, Io lo dono con tanto Amore!!... È il Mio Sangue: rimedio al peccato, dolcezza di Paradiso, inebriante mistica Bevanda. Solo chiedo che l’anima lo voglia: ch’essa aneli sinceramente a guarire.”.
Il giovane si fermò in silenzio, mirando il vasto e placido mare, che innanzi a loro splendeva, illuminato dai lieti raggi del sol di primavera; anche la bambina, guardandolo, assorta, taceva.
Poi lo sfolgorante giovane riprese a parlare, con voce pacata e mesta: “Vedi, piccola figlia, quanti pezzetti di vetro il Mio crudele nemico ha sparso nel mondo? Sono di tanti colori, e le Mie povere creature, sedotte da tale effimero brillare, li raccolgono, e con essi si lacerano il cuore… Io cerco anime che Mi aiutino a rimuovere dal loro cammino i menzogneri e fosforici luccichii del perfido avversario.”.
La bambina ascoltava in contemplativo silenzio, commossa e rapita dalla ineffabile Bontà che da quelle labbra, soffuse di Grazia, sempre più si palesava; e, proprio in quel momento, sentì che da Lui si effondeva, devoto e santo, intenso profumo di mirra e d’incenso.
Il giovane, chinando lo sguardo su la preziosa perla che ancora, lì frammezzo a loro, a terra giaceva, le domandò: “Ed ora, Mia bambina, che farai? Sceglierai la perla o le preferirai qualche pezzetto di vetro, scintillante sì, ma di nessun valore?”.
“AscoltaMi.”, aggiunse con soave tenerezza: “Voglio aiutarti affinché anche tu non sia ingannata da vani bagliori. Un giorno, tanto tempo fa, Io dissi:
“Il Regno dei Cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.”
(Matteo 13, 45-46)
La bambina, gioiosa e festante, ruppe finalmente il suo silenzio, ed esclamò: “Signore. O dolce Signore della mia piccola anima!... Ecco, io me ne riconosco indegna, ma Ti ringrazio di avermi fatto trovare questa perla preziosissima: proprio qui, in modesto luogo, ove non pensavo affatto vi potessero essere perle di tale bellezza e splendore… Certo, mio Signore, scelgo la perla di inestimabile valore!” e, così dicendo, la fanciullina si chinò, la raccolse e se la strinse sul cuore.
Poi, mirandoLo, mentre un grazioso sorriso le illuminava il volto, esclamò: “Ma chi mai, o soavissimo Salvatore, posto dinanzi ad una perla così preziosa, la trascurerebbe per continuare a racimolare piccoli e aguzzi pezzetti di vetro?!”.
Il bellissimo giovane, largitore di celestiali perle, la guardò con immensa tenerezza, e una grandissima felicità brillava negli occhi Suoi celesti. Spalancò le braccia, e allora si vide che le Mani Sue, bianche avoriate, eran forate: ma da quelle Sacre Ferite non fluiva Sangue, bensì raggi di Luce purissima.
La bambina intese, colse l’amorevole invito: e, subito, con gioioso balzo – simile a mistica cerva – fu stretta a Lui: col capino dolcemente reclinato su quel così amabile, trafitto Cuore: aspirando, con estatica delizia, ogni prezioso profumo di Cielo.
Sabrina Luraschi Corbetta
(Questo mistico racconto è stato composto il 24 aprile 2025, Giovedì nell’Ottava della Pasqua del Signore)
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E noi, caro fratello/cara sorella, cosa faremo?
Avremo, con la Grazia di Dio e buona volontà, il coraggio di abbandonarci con amore tra le braccia di Gesù, scegliendo la Sua Amicizia, e rinunciando a tutto ciò che a Lui si oppone?
Oppure continueremo ad illuderci di trovare la vera felicità e la pace del cuore - là ove esse non sono affatto - negli abbaglianti e velenosi inganni del nemico di Dio e dell’uomo?
La Luce superna del Divino Paraclito ci illumini: affinché scegliamo Dio e non il mondo; la Vita eterna e non la gloria che passa; l’Amore e la Verità che danno ali e splendori allo spirito, e non i lacci mortiferi del demonio che soffocano, tormentano e piagano il cuore.
Il Signore è veramente risorto, alleluia!
Sabrina