Santa Veronica Giuliani, 9 luglio 2024
Sia lodato Gesù Cristo!
PREMESSA
Anzitutto, tengo pacatamente a precisare che io non sono né “tradizionalista”, né “modernista”: come si usa dire, mutuando dalla vita profana queste due parole.
Umilmente, poggiandomi sulla Roccia indefettibile che è Cristo Signore e Salvatore, e sull’autentico Magistero della Chiesa, cerco di comprendere quella che è la Volontà di Dio.
Detto questo, entro nel merito della Santa Comunione ricevuta sulle mani.
E mio unico, e nel contempo duplice, fine è: la maggior gloria di Dio e il vero bene delle anime.
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Ritengo sia stato un grave errore concedere - sia pure obtorto collo, mediante un indulto del Papa Paolo VI - nella Chiesa Cattolica, la ricezione della Comunione sulla mano: https://lanuovabq.it/it/comunione-sulla-mano-una-disobbedienza-legittimata
La Santa Comunione ricevuta direttamente sulle mani di per sé non è gradita al Signore:
- perché di fatto favorisce l’asportazione indebita e colpevole di Ostie Consacrate, per usarne a fini sacrileghi;
- poiché è molto più frequente il rischio della caduta a terra di frammenti visibili del Santissimo Sacramento; ricordo, per chi non lo sapesse, che la Reale Presenza del Signore Gesù Cristo è tale – interamente – anche in un piccolo frammento.
Inoltre, purtroppo molto spesso, si assiste ad un ben triste e svilente spettacolo di sciatteria, nel vedere coi propri occhi “come” viene ricevuto il Santissimo Sacramento da parte di molte persone, che si comunicano ricevendo appunto il Signore Gesù eucaristico sulle mani.
E, cosa anche questa di notevole rilievo ed importanza: chi vigila affinché ogni persona che si accosta per ricevere la Comunione Eucaristica, di fatto assuma il Santissimo Corpo di Cristo?
Affinché nessuno si allontani portando con sé il Signore sacramentato, come dicevo poc’anzi, con fini malvagi e blasfemi.
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D’altra parte, non condivido la decisione di quelle persone che, quando a causa del covid non fu possibile ricevere la Santa Comunione nel modo tradizionale - che è sicuramente il più rispettoso del Sacramento: su questo non v’è dubbio -, per tale motivo si privarono però volontariamente della Comunione Eucaristica. Perché, secondo loro, ricevere Gesù Ostia sulle mani è un vero e proprio sacrilegio.
E quindi, sempre secondo questi credenti - dei quali il demonio si burla senza che essi se ne avvedano -, in quei casi particolari nei quali non è concesso ai fedeli di ricevere l’Ostia Santa direttamente in bocca, diventa preferibile – anzi, per essi questa è l’unica decisione possibile – fare una comunione spirituale.
Per inciso: in quel frangente, in quei mesi segnati dal covid, ricordo molto bene che ricevendo la Santa Comunione sulle mani, avevo estrema cura di verificare immediatamente che non vi fossero rimasti uno o più frammenti.
Tengo molto a sottolineare che privarsi del Pane Vivo disceso dal Cielo - quando l'anima, beninteso, è in Grazia di Dio: libera cioè da qualsiasi peccato mortale almeno dall'ultima Confessione ben vissuta - perché in una data situazione non Lo si può ricevere nel modo tradizionale, è una grande stoltezza spirituale.
Inoltre - anche se ho motivo di pensare che la maggior parte delle volte tali persone agiscano in buona fede -, non di meno è un grave errore non comunicarsi al Santo Corpo del Signore, poiché si dà retta alle indicazioni fuorvianti di certi personaggi.
Ad esempio:
- con la questione dell’“una cum”, sulla quale ora non mi dilungo, perché ne ho già trattato in precedenza.
Basti qui ricordare che essa è un’assurdità: poiché non è certo la menzione di papa Francesco ad invalidare o a vanificare la transustanziazione, la quale è già avvenuta, per opera dello Spirito Santo, prima della proclamazione della preghiera per il Papa e per tutto l’Ordine sacerdotale, nel Canone Eucaristico.
- È questo anche il caso di quei fedeli cattolici i quali, quando per vari motivi sono impossibilitati, di Domenica e negli altri giorni festivi, a partecipare ad una Santa Messa officiata in Rito Antico, omettono di partecipare alla Messa. Punto.
In quanto per queste persone, che definisco “ultratradizionaliste”, la Santa Messa in novus ordo è una “falsa messa”.
E così, per essere osservanti delle tradizioni umane, buone finché si voglia, essi trasgrediscono di fatto il Terzo Comandamento del Decalogo:
“Ricordati di santificare le feste.”
E in certi casi, si illudono persino, così facendo, di essere pii e zelanti cattolici.
La realtà è invece ben altra, purtroppo: e cioè che satana si prende gioco di queste persone … poiché, se ci allontaniamo, cari fratelli e sorelle, dal Nostro Signore Gesù - il Quale ci dona la Sua Divina Grazia mediante i Santi Sacramenti - che ne sarà di noi?...
E, pur con tutto l’apprezzamento che posso esprimere per la pia pratica della comunione spirituale, ad ogni modo essa non è un sacramento, e non può quindi essere equiparata alla ricezione del Santo Corpo del Signore nell’Eucaristia.
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A questo punto, è giusto e doveroso da parte mia aggiungere che sono d’accordo con coloro che soffrono a causa dei, purtroppo non rari, abusi liturgici di vario genere che si constatano nel corso di certe Messe celebrate in novus ordo. Anch’io ne soffro.
E, a dirla tutta, ritengo che a seguito del Concilio Ecumenico Vaticano II, siano stati messi da parte (un po’ troppo in fretta e con troppa superficialità) vari elementi della Tradizione alquanto rilevanti e arricchenti la Sacra Liturgia Cattolica.
Ora mi limito ad un esempio: il canto gregoriano del Gloria, del Credo e del Sanctus.
Sono poche ormai le persone che sanno cantarli in latino.
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Tuttavia, tengo molto a sottolineare che sostanzialmente la Santa Messa come è attualmente celebrata, intendo dal post-Concilio in poi, è pienamente valida.
In Essa il Figlio di Dio si rende realmente presente con il Suo Corpo, il Suo Sangue, la Sua Anima e la Sua Divinità: Nutrimento di Grazia Celeste per le povere anime nostre; Invincibile Sostegno nel deserto del mondo; vera Pregustazione del Banchetto del Paradiso.
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Può darsi che qualcuno, ascoltando questo mio audio, pensi a me come ad una persona ondivaga, che dà un colpo al cerchio e uno alla botte, come si dice.
Vi assicuro, cari fratelli e sorelle, non è così.
Ho solo cercato, oggi – per amore di Dio e della Sua Chiesa – di umilmente mettervi in guardia da alcuni subdoli inganni mediante i quali il demonio, perfido nemico di Dio e invidioso dell’uomo, cerca di confondere e sviare le anime di non pochi credenti: per ottenere che non ricevano da Cristo stesso - realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare - la Grazia; la fede, la speranza, la carità, l’umiltà, la fortezza e tutte le altre virtù necessarie per poter vincere i nemici dell’anima, nel buon combattimento quotidiano.
Gesù Cristo, Dio e fratello, è il Supremo Bene!
Il nostro vero bene è stare vicino a Lui.
Col Suo aiuto, così sia, oggi e per sempre.
Sabrina Luraschi Corbetta