E a proposito dell’inferno, Francesco ha aggiunto: «Questo non è dogma di fede - quello che dirò - è una cosa mia personale, che a me piace: a me piace pensare all’Inferno vuoto. È un piacere: spero che sia realtà. Ma è un piacere».
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30 luglio 2024
Sia lodato Gesù Cristo!
Cari fratelli e sorelle.
Nell’apparizione del 13 luglio 1917 a Fatima, Nostra Signora del Rosario disse, tra l'altro, le seguenti parole:
- Sacrificatevi per i peccatori, e dite molte volte, specialmente ogni volta che fate qualche sacrificio: “O Gesù, è per amor Vostro, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria”.
Dicendo queste ultime parole, aprì di nuovo le mani, come nei due mesi precedenti.
Sembrò che il riflesso penetrasse la terra e vedemmo come un mare di fuoco. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero brace trasparenti e nere, o bronzee, in forma umana, che fluttuavano nell’incendio, trasportate dalle fiamme che uscivano da loro stesse, insieme a nuvole di fumo che cadevano da ogni parte, uguali al cadere delle scintille nei grandi (incendi), senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che suscitavano orrore e facevano tremar di paura. (Dev’essere stato dinanzi a questa visione che lasciai scappare quell’«ai!», che dicono di avermi sentito dire). I demoni si distinguevano per le forme orribili e schifose di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni roventi. Spaventati e come per chiedere aiuto, alzammo gli occhi alla Madonna, che ci disse con bontà e tristezza:
– Avete visto l’Inferno, dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato.
https://www.fatima.pt/it/pages/narrativa-delle-apparizioni-
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Inoltre, cari fratelli e sorelle, vi esorto a leggere per intero la stupenda omelia:
che il Santo Padre Giovanni Paolo II pronunciò il 13 maggio 2000, in occasione della beatificazione dei Venerabili Giacinta e Francesco, pastorelli di Fatima.
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È fondamentale per un credente in Cristo conoscere ciò che il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma in merito allo stato di eterna perdizione:
IV. L'inferno
1033 Non possiamo essere uniti a Dio se non scegliamo liberamente di amarlo. Ma non possiamo amare Dio se pecchiamo gravemente contro di lui, contro il nostro prossimo o contro noi stessi: « Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna » (1 Gv 3,14-15). Nostro Signore ci avverte che saremo separati da lui se non soccorriamo nei loro gravi bisogni i poveri e i piccoli che sono suoi fratelli. 628 Morire in peccato mortale senza essersene pentiti e senza accogliere l'amore misericordioso di Dio, significa rimanere separati per sempre da lui per una nostra libera scelta. Ed è questo stato di definitiva auto-esclusione dalla comunione con Dio e con i beati che viene designato con la parola « inferno ».
1034 Gesù parla ripetutamente della « geenna », del « fuoco inestinguibile », 629 che è riservato a chi sino alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi, e dove possono perire sia l'anima che il corpo. 630 Gesù annunzia con parole severe: « Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno [...] tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente » (Mt 13,41-42), ed egli pronunzierà la condanna: « Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno! » (Mt 25,41).
1035 La Chiesa nel suo insegnamento afferma l'esistenza dell'inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell'inferno, « il fuoco eterno ». 631 La pena principale dell'inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l'uomo può avere la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira.
1036 Le affermazioni della Sacra Scrittura e gli insegnamenti della Chiesa riguardanti l'inferno sono un appello alla responsabilità con la quale l'uomo deve usare la propria libertà in vista del proprio destino eterno. Costituiscono nello stesso tempo un pressante appello alla conversione: « Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano! » (Mt 7,13-14).
« Siccome non conosciamo né il giorno né l'ora, bisogna, come ci avvisa il Signore, che vegliamo assiduamente, affinché, finito l'unico corso della nostra vita terrena, meritiamo con lui di entrare al banchetto nuziale ed essere annoverati tra i beati, né ci si comandi, come a servi cattivi e pigri, di andare al fuoco eterno, nelle tenebre esteriori dove ci sarà pianto e stridore di denti ». 632
1037 Dio non predestina nessuno ad andare all'inferno; 633 questo è la conseguenza di una avversione volontaria a Dio (un peccato mortale), in cui si persiste sino alla fine. Nella liturgia eucaristica e nelle preghiere quotidiane dei fedeli, la Chiesa implora la misericordia di Dio, il quale non vuole « che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi » (2 Pt 3,9):
« Accetta con benevolenza, o Signore, l'offerta che ti presentiamo noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia: disponi nella tua pace i nostri giorni, salvaci dalla dannazione eterna, e accoglici nel gregge degli eletti ». 634
https://www.vatican.va/archive/catechism_it/p123a12_it.htm
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Cari fratelli e sorelle: l’insegnamento magisteriale di un Sommo Pontefice si attua mediante encicliche, esortazioni, dichiarazioni, motuproprio, eccetera.
Evidentemente un’intervista, anche se a seguirla fossero miliardi di persone, non costituirebbe affatto un atto magisteriale.
Tuttavia (cosa, questa, che Jorge Mario Bergoglio, ovviamente, non può ignorare), l’impatto delle affermazioni da lui rilasciate in televisione - sulle moltissime persone, credenti e non, che lo hanno visto e ascoltato - non può che essere vastissimo e a suo modo, purtroppo, incisivo e formante la mentalità.
Perché, in fin dei conti, quando egli parla, che sia all’Angelus domenicale o che sia per rispondere a Fabio Fazio, è comunque il papa.
Ne consegue che, anche in questo caso – per amore a Cristo Verità e alle anime che Gesù Signore ha redento a prezzo del Suo Sangue –, devo necessariamente concludere che papa Francesco nel dire:
“Questo non è un dogma di fede - quello che dirò - è una cosa mia personale, che a me piace: a me piace pensare all’Inferno vuoto. È un piacere: spero che sia realtà. Ma è un piacere.”
è un illuso, non pio (come si usa dire), ma pericoloso: perché - con una affermazione oltretutto molto insipiente sulla bocca di un papa -, ancora una volta, egli, invece di esortare le anime alla conversione e alla santificazione, le conferma nel gravissimo e menzognero inganno secondo il quale alla fine ci sarebbe una sorta di “assoluzione generale”.
Cosa posso dirvi, cari fratelli e sorelle?
Per la gloria di Dio e per il vero bene dell’anima vostra: non seguite questi suoi insegnamenti!
Il nostro Maestro sia Gesù Cristo - Via, Verità e Vita - e, in Lui, tutti quei pastori: Vescovi e sacerdoti, che insegnano la vera Dottrina Cattolica.
Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’Inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua Misericordia!
Sabrina Luraschi Corbetta