- Ai Vescovi, ai sacerdoti, ai cristiani cattolici -
Mese del Preziosissimo Sangue
Primo Venerdì, 1 luglio 2022
Sia lodato Gesù Cristo!
Eccellenze; reverendi sacerdoti; cari credenti nel Signore Gesù: crocifisso, risorto e realmente presente nel Santissimo Sacramento dell'altare.
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La Santissima Eucaristia è il Tesoro Supremo che Dio ha affidato alla Chiesa Sposa.
Quindi, a costo di apparire (almeno in parte) ripetitiva, torno oggi sul tema: Santa Comunione ricevuta sulla mano.
Poiché, purtroppo, molto spesso, si constatano una sciatteria, una banalizzazione del gesto e una rozzezza molto accentuate e palesi.
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Col cuore in mano, dico a voi, cari fratelli e sorelle in Cristo: certamente, anzitutto - come il Signore vuole e come la Madre Chiesa ci insegna - la cosa fondamentale per poter ricevere la Santa Comunione Eucaristica è essere in Grazia di Dio: cioè non aver commesso alcun peccato mortale dall'ultima Confessione ben fatta.
Ma, essendo noi persone umane: composte di spirito e di corpo, anche il contegno esteriore ha una sua importanza.
Ad esempio: quando nella Adorazione - culto di latria che deve essere tributato a Dio solo - è possibile prostrarsi a terra, è evidente che questo atteggiamento del corpo esprime in modo molto forte e intenso, la devota e amorevole sottomissione del cuore alla Maestà Divina.
E' una cosa che addolora profondamente vedere molte persone che si comunicano con atteggiamenti esteriori di una banalità e di una volgarità molto evidenti:
- o portando l'Ostia Santa dal palmo della mano direttamente alla bocca, da veri maleducati;
- o, cosa che avviene con maggior frequenza, comunicandosi mentre camminano (all'apparenza persino svagati) tornando al proprio posto.
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Per inciso: altra caratteristica frequente e disdicevole, e spiritualmente alquanto controproducente: la fretta! che si constata nella celebrazione del Divino Sacrificio:
- fretta con cui viene letta la Parola di Dio;
- fretta nel proclamare il Gloria e il Credo;
- fretta persino nella distribuzione della Comunione Eucaristica: e anche questo svilisce - e non poco - l'atto del comunicarsi al Santissimo Corpo del Signore.
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Inoltre: dal momento che ci si comunica stando in piedi, e non in ginocchio - come sarebbe, per noi cristiani cattolici fortemente auspicabile: poiché è fuor di dubbio che così si esprimerebbe molto di più l'atteggiamento adorante dell'anima verso il suo Signore, annientato per nostro amore nel Sacramento Eucaristico -, ritengo che almeno un inchino devoto, subito prima di ricevere il Signore Gesù nel Sacramento, sia atto lodevole nonché necessario.
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Ai reverendi sacerdoti, desidero oggi dire: nel periodo segnato dalla pandemia da covid-19, secondo le norme civili allora vigenti per il contenimento della stessa, certi di voi si sono premurati di far ripetere - prima di ogni Santa Messa - che era necessario tenere la mascherina che coprisse bene naso e bocca per tutto il corso della celebrazione, e altre raccomandazioni nel merito.
D'altra parte però devo aggiungere che quasi mai, nel corso degli anni, ho udito che si facesse da parte vostra un paterno e doveroso richiamo ai presenti sulla modalità devota e composta con cui ci si deve accostare a ricevere l'Ostia Consacrata; e neppure sull'abbigliamento modesto e fine che è necessario avere in chiesa, la quale è la casa di Dio - e non una spiaggia o un night ... - e, a maggior ragione, quando ci si accosta a ricevere la Santissima Eucaristia.
C'è da arrossire al pensiero che certe persone (più o meno giovani) vadano ad incontrare Cristo, Dio Vero e Santo, (s)vestite come prostitute o facendo eccessivo sfoggio di vanità.
Che stonature queste, dinanzi all'Uomo Dio, flagellato e coronato di spine, e anche dinanzi a Lui risorto: a questo Gesù che ha tuttora - e così sarà in eterno - le Mani, i Piedi e il Sacro Costato gloriosamente trafitti!
E se non arrossiamo, care sorelle, rientriamo in noi stesse e chiediamoci il perché ... domandiamo umilmente perdono a Dio dei nostri peccati, promettendoGli di voler cambiare mentalità: per Sua grazia e con buona volontà, innalzandoci da quella mondana alla celeste sapienza.
Cambiare mentalità e, di conseguenza, comportamento, laddove constatiamo che il nostro operare è difforme da quanto il Divino Maestro insegna - per il nostro autentico bene, presente ed eterno - dalle pagine immortali del Santo Vangelo.
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A voi, Vescovi e pastori di Santa Romana Chiesa, col cuore in mano, dico: siate consapevoli che il Signore Gesù non gradisce (a parte in situazioni e casi eccezionali) essere ricevuto sulle mani.
Per la gloria di Dio e per il vero progresso spirituale delle anime affidate alle vostre cure pastorali, mettete quindi decisamente da parte le imitazioni di comportamenti assunti dalla pratica protestante, come appunto questo della ricezione della Santissima Ostia tra le mani: considerando, tra l'altro, che quelle chiese hanno ben altra concezione dell'Eucaristia e della Messa.
Non è certo mediante un falso e fuorviante ecumenismo che si giungerà a quella unità del Corpo mistico tanto fortemente desiderata dal Cuore di Gesù Cristo, Figlio di Dio!
Il nostro Misericordioso Salvatore - poche ore prima dell'Immolazione di Sé stesso come Vittima Divina sull'altare della Santa Croce - disse (Giovanni, cap. 17):
20Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in Me; 21perché tutti siano una sola cosa.
Come Tu, Padre, sei in Me e Io in Te, siano anch'essi in Noi una cosa sola, perché il mondo creda che Tu Mi hai mandato.
Siano uno: sì!
Una sola cosa; ma: come il Padre e il Figlio lo sono: nella Verità e nell'Amore.
Così sia.
Sabrina Luraschi Corbetta