Cuore Immacolato di Maria
28 giugno 2025, sabato
Ai reverendi sacerdoti, ai fratelli e alle sorelle in Cristo
Sia amato e adorato, notte e giorno, Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento!
Reverendi presbiteri, cari fratelli e sorelle: la Pace del Signore regni nei vostri cuori!
Dopo il Concilio Vaticano II, con la riforma liturgica, decisamente si sono buttate a mare troppe cose; e, purtroppo, anche tradizioni molto preziose.
Oggi desidero portare alla vostra attenzione, amati sacerdoti e cari fratelli e sorelle, il fatto che (tranne rare eccezioni) nella Chiesa attuale non si favorisce affatto la possibilità, per i fedeli cattolici che lo desiderano, di ricevere la Santa Comunione stando in ginocchio.
Nel corso degli anni, solamente in due chiese ho constatato come questa modalità di ricezione della Santissima Ostia fosse promossa:
- nel primo caso, i fedeli che lo vogliono si pongono in ginocchio alla balaustra e il sacerdote, in modo devoto e riverente, porge loro il Corpus Domini.
- Nel secondo, nei pressi dell’altare, è stato disposto un apposito inginocchiatoio. E si ha pure molta cura (per esplicita disposizione del parroco) di agire in modo tale che nessun Frammento del Pane Eucaristico cada (involontariamente) per terra.
- Per inciso: ricordo, per chi non lo sapesse, che la Reale Presenza di Nostro Signore Gesù Cristo è persino in un piccolo e visibile Frammento di Ostia Consacrata. -
O Umiltà inconcepibile del nostro Dio!
O Eterno Signore, come Ti sei umiliato pur di rimanere con i Tuoi fedeli!
Gloria e lode a Te, o Cristo, ora e nei secoli dei secoli. Amen!
Certamente ci sono uomini e donne che desiderano ricevere Gesù Eucaristia stando in ginocchio, ma che non possono farlo perché, ad esempio, sono anziani che hanno qualche difficoltà a deambulare, e che quindi, senza l’apposito inginocchiatoio, faticherebbero non poco (o non ci riuscirebbero affatto) a rialzarsi dopo aver ricevuto la Santa Comunione ponendosi in ginocchio sul pavimento della chiesa.
Davvero, perché non attuare una modalità di ricezione dell’Ostia Santissima molto più rispettosa, tale che favorisca la santa devozione e un atteggiamento adorante verso Dio stesso, celato in questo Mirabile Sacramento?
Qui non si tratta, infatti, di “nostalgie del passato”, - passato che non era “tutto” buono; come, d’altra parte, neppure ciò che si fa attualmente, in materia di Sacra Liturgia, è “tutto” lodevole - bensì di tributare il massimo onore e la più devota adorazione a Nostro Signore Gesù, Dio e fratello, realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare.
Infatti, in questi tempi segnati da fitte tenebre, sono molte le espressioni di palese e notevole decadenza che si constatano, purtroppo anche all’interno delle chiese.
E quando esse ineriscono direttamente il Sacramento dell’Eucaristia, risultano per ciò stesso particolarmente dolorose e deplorevoli agli occhi, e soprattutto al cuore, di quei credenti che cercano sinceramente di amare Dio.
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Nell’Ostia Consacrata è realmente presente la Persona di Nostro Signore Gesù Cristo in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.
Ne siamo consapevoli? Al vedere come, non di rado, viene trattata l’Eucaristia, direi proprio di no.
Dio Onnipotente e Misericordioso aiuti la Chiesa in cammino sulla terra verso il Cielo, a ricambiare l’Infinito Amore del Suo Cuore con sincera carità e fervida devozione dell’anima: salda e autentica devozione, che si traduca in opere e comportamenti degni del Sommo Re: il Quale si degna abitare tra noi, piccoli e poveri figli dell’uomo, per nutrirci di Sé, Pane sostanziale della Vita che non muore.
Amore con amor si paga!
Sabrina Luraschi Corbetta