“Beato chi in Lui si rifugia.”
Beata Vergine Maria della Medaglia miracolosa
27 novembre 2024
Sia lodato Gesù Cristo!
Cari fratelli e sorelle; tempi difficili si avvicinano e anzi, per certi aspetti, già li stiamo attraversando.
In tali frangenti, il migliore atteggiamento interiore che possiamo decidere di avere è l’affidamento fiducioso al Dio fatto uomo per nostro Amore e per la nostra eterna Salvezza:
Gesù Salvatore
– o ineffabile Amore! –
nell’ora delle lacrime e del dolore,
soave mio Rifugio sia il Tuo Divino Cuore!
***
Il discepolo del Signore sa che “non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiano quella futura.” (Ebrei 13,14); ne consegue che siamo chiamati dal nostro Dio e Padre a vivere il nostro pellegrinaggio terreno tenendo presente che passa la scena di questo mondo.
Ricordiamo quanto San Paolo Apostolo scrive nella Prima Lettera ai Corinzi (7,29-31)
“Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo!”
Tutto ciò, cari fratelli e sorelle, ben lungi dal gettarci nello sconforto, costituisce al contrario per chi ama Dio, una salutare bussola per vivere il presente da una parte come corrispondenza all’Infinito Amore con cui Dio ama ciascuno di noi, e d’altra in un sapiente distacco da tutte le vanità del mondo.
Ma allora, ci chiediamo, nella nostra condizione di viatori e pellegrini in cammino verso la vera Patria – il Cielo –, chi sono coloro che trovano veramente, pur in mezzo ai travagli dell’esistenza, la pace del cuore e persino la santa letizia?
Nello scrigno preziosissimo che è la Sacra Scrittura sono contenute non poche beatitudini.
Oggi, vorrei portarne all’attenzione del vostro cuore tre:
“Beato chi in Lui si rifugia.”
(Salmo 33,9)
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“Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della vita.”
(Apocalisse 22,14)
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“Beati gli invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!”
(Apocalisse 19,9)
Sì, fratelli e sorelle:
- felice chi si abbandona nel Cuore di Gesù: perché Cristo è la Roccia indefettibile;
- felice chi, pentito, riceve il Perdono di Dio nella Santa Confessione: nella remissione dei propri peccati avrà la pace vera e, perseverando nel bene, sarà fatto degno di ereditare la Vita eterna;
- felice – sì, veramente beato – chi accetta di morire al mondo del male per potersi assidere alla Sacra Mensa Eucaristica e, nel Giorno eterno della gloria celeste, essere commensale a quel mirabile Banchetto, parlando del quale Cristo stesso afferma:
“Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli;
in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.”
(Luca 12,37)
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Non è errato, carissimi, mirare alla Speranza del Regno eterno: in particolar modo quando tale considerazione, dettata dalla fede viva, ci aiuta ad affrontare più serenamente il presente e ad elevare i nostri pensieri e i nostri cuori al di sopra della vana e opaca materialità.
Tuttavia, per grazia grande, lo sappiamo: Dio è il Vivente, il Supremo Bene, l’Infinita Carità:
Dio è Amore.
(1Giovanni 4,16)
Merita quindi ogni adorazione, lode e gloria considerato per Sé stesso, ben prima che andiamo meditando, con lieta riconoscenza di figli, le grazie e i benefici che il Signore elargisce, momento dopo momento, a ciascuno di noi.
Purtroppo però
il nostro Salvatore è così poco amato e così spesso mal compreso:
cristiani, sorelle e fratelli, adoriamo e amiamo Gesù!
Così sia.
Sabrina Luraschi Corbetta