Lettera aperta ai Vescovi e ai sacerdoti
5 maggio 2025
Siano lodati Gesù e Maria!
Cari fratelli e sorelle, la vera Pace, luminoso dono del Risorto, dimori nei vostri cuori!
Nostro Signore Gesù mi ha chiesto di annunciare la tremenda realtà dell’Inferno.
Con il Suo Divino Soccorso, prossimamente lo farò.
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Oggi inizio a rivolgermi, col cuore in mano, ai ministri della Santissima Eucaristia: i Vescovi e i presbiteri della Chiesa Cattolica.
Eccellenze, reverendi sacerdoti.
Con carità, rispetto e parresia, vi esorto a riprendere, con devoto slancio e santo fervore, l’imprescindibile annuncio delle realtà ultime, i Novissimi: Morte - Giudizio - Inferno - Paradiso: poiché è sotto gli occhi di tutti che, in questi nostri tempi così profondamente segnati da sterile e vacua secolarizzazione, la stessa è alquanto penetrata, qual mortifero veleno, anche in seno alla santa Chiesa Cattolica.
Di conseguenza, ci si sofferma molto su realtà “orizzontali” (delle volte, anche buone) inerenti alla vita presente, ma ben poco ci si occupa di predicare quelle - assolutamente fondamentali - ultraterrene.
Non di rado, a certe persone “interessa” conoscere il pensiero della Chiesa in merito al Sesto Comandamento: ossia, soprattutto, se la Chiesa (o meglio, gli uomini che sono, in questi anni, al governo della Chiesa di Gesù Cristo) sia disposta a sdoganare il male – aborto, contraccezione, divorzio, rapporti omosessuali, eccetera – come se fosse un bene.
Ma ricordiamoci tutti, amati Vescovi e sacerdoti, che il Signore Gesù - con la Sua Beata Passione, Morte di Croce, mirabile Risurrezione e gloriosa Ascensione - ci ha riaperto la porta del Cielo: Lassù è la vera Patria nostra! La vita terrena con le sue vanità, invece, è peritura: come fiore di campo presto dissecca…
Amati pastori, tornate, ve ne prego, tornate ad annunciare ciò che c’è dopo la morte corporale.
La quale morte è sorella - come il Poverello di Assisi mirabilmente afferma - per coloro che saranno, nell’ora suprema, trovati nell’amicizia con il Signore: in Grazia di Dio.
Avvisate le anime che non si accostino alla Santa Comunione Eucaristica in stato di peccato mortale. È un sacrilegio!
E poi, delle volte, si va di male in peggio: poiché, dato che la tal persona prova vergogna a confessare “certi peccati” ed aver per giunta commesso tale sacrilegio, ricevendo la Santissima Ostia in stato di peccato grave … in Confessione tace queste colpe: e così a sacrilegio se ne aggiunge un altro, e poi un altro ancora …
Vescovi e sacerdoti, siate consapevoli e annunciate, per amor di Dio! che tale modo di procedere - o, detto meglio: di discendere, spiritualmente parlando - segna la via verso la perdizione.
L’Inferno esiste veramente.
È eterno, e i tormenti che in tale abisso tenebroso si patiscono, dai demoni e dalle anime dannate, sono (a dir poco) atroci.
Lo affermo con certezza: è realmente così.
Il peccato mortale - specie poi se reiterato - del quale non ci si pente e non ci si confessa, è come l’anticamera dell’Inferno.
Di fatto, nel peccato il cuore non trova la vera gioia! bensì inquietudine e tormento. E dunque, perché ostinarsi in esso?
Grazie a Dio, siamo persone dotate di intelligenza: quindi supplichiamo il Signore Gesù che ci aiuti – ed Egli certamente lo desidera! –, mano nella Mano con Lui, a percorrere il sentiero del bene, della virtù, della verità: cammino, questo, che alla vera Vita e all’autentica realizzazione della persona umana conduce.
Secondo la Volontà di Dio, annunciate la reale e tristissima possibilità della perdizione eterna: per coloro che si ostinano sino alla fine nel rifiuto di Dio e del Suo Amore Misericordioso.
Non v’è peccato tanto grande che il Signore non possa o non voglia perdonare.
Dio è Infinita Carità! e ardentissimo anelito del Suo Santo Cuore è che tutti i Suoi figli e le Sue figlie dimorino per sempre con Lui in Paradiso:
1024 Questa vita perfetta, questa comunione di vita e di amore con la Santissima Trinità, con la Vergine Maria, gli angeli e tutti i beati è chiamata « il Cielo ». Il Cielo è il fine ultimo dell'uomo e la realizzazione delle sue aspirazioni più profonde, lo stato di felicità suprema e definitiva.
(Dal Catechismo della Chiesa Cattolica: https://www.vatican.va/archive/catechism_it/p123a12_it.htm )
Nostra Signora del Rosario di Fatima interceda per Voi tutti, pastori di Santa Romana Chiesa, affinché annunciate la Verità di Cristo integralmente: per essere davvero, come il Signore Gesù desidera, sale e luce del mondo.
Il Divino Paraclito - Eterno Vincolo di Amore del Padre e del Figlio - sempre vi illumini!
Sabrina Luraschi Corbetta