Santa Cecilia, vergine e martire
22 novembre 2024, venerdì
Sia lodato Gesù Cristo!
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SILENZIO!
Non disturbiamo il dialogo con Dio di chi vuole pregare.
Limitiamoci a un breve saluto.
Evitiamo chiacchiere inutili: rovinerebbero il clima di raccoglimento che si deve osservare in chiesa.
Ho letto questa iscrizione in una chiesa, nella quale mi sono recata per fare una visita al Santissimo Sacramento.
A fianco di essa è stata posta, sapientemente, un’immagine del Santissimo Crocifisso.
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Cari fratelli e sorelle.
Penso che abbiamo molto da imparare in merito al sacro silenzio che dovrebbe potersi vivere nella casa di Dio.
Anzitutto perché nelle nostre chiese dimora, notte e giorno, il Santissimo: Nostro Signore Gesù Cristo, realmente presente nell’Ostia Consacrata.
E poi (come giustamente ricorda l’avviso di cui sopra) perché le persone che vogliono pregare, e adorare Cristo, hanno il sacrosanto diritto di poterlo fare senza essere disturbate da coloro che invece chiacchierano.
- Quanto spesso invece la chiesa diventa peggio di un mercato.
Questo è brutto: intendo dire, questo ciarlare - e ridere sguaiatamente: sì, delle volte accade pure questo - che si constata nella casa di Dio.
- Non fa a tempo a finire la Messa, che subito la chiesa diventa il parlatorio pubblico.
Dove è finita l’attenzione adorante al Signore Gesù ricevuto nel Sacramento Eucaristico pochi minuti prima?
- Non si sa più, in questo “fare, fare”, cosa sia il ringraziamento dopo la Santa Comunione. Questo è molto triste.
- E, in certi casi, spiace dirlo, anche i sacerdoti non danno un bell’esempio.
Infatti, per salutare il tale o il tal altro, cosa fanno? Voltano le spalle al Santissimo e chiacchierano con (almeno apparente) noncuranza.
Non sono rispettosi, né educati, né giusti questi comportamenti messi in atto alla Reale Presenza del Signore.
Pensiamoci, cari fratelli e sorelle: poiché, se vogliamo bene a Nostro Signore Gesù, l’adorante nostro amore deve necessariamente tradursi in opere improntate a carità ed estremo rispetto verso Dio, in modo del tutto speciale quando siamo in chiesa.
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Domenica 1° dicembre la Madre Chiesa, la Sposa dell’Agnello Immacolato, entrerà nel tempo forte dell’Avvento.
Noi fedeli ambrosiani già stiamo vivendo - da Domenica 17 novembre - questi santi giorni in preparazione al Natale di Gesù Salvatore.
Amati cristiani, l’Avvento è Divina esortazione - lieta e austera nel contempo - a disporci alla celebrazione del Grande Mistero della Nascita del Verbo del Padre - Dio fatto uomo - dalla Beata Vergine Maria.
Il Natale è una Meraviglia!
La contemplazione dell’Eterno Signore che si fa piccolo bambino ci aiuta a recuperare la dimensione più vera del nostro essere interiore.
Non dimentichiamo mai, carissimi, la Parola del Signore (Matteo 18,3):
“In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli.”
È altresì vero che tutta l’esistenza terrena del credente ha da essere tempo di Grazia animato dalla fede viva: anni, mesi, notti e giorni vissuti nell’attesa del supremo Incontro con Dio.
In questo perenne avvento che è la vita - che ci è donata istante per istante - il silenzio ha un ruolo fondamentale, che dobbiamo assolutamente recuperare e vivere, carissimi, se davvero vogliamo essere discepoli del Nazareno benedetto.
Il sacro silenzio; il devoto raccoglimento.
La rinuncia volontaria a tutto quell’inutile e dannoso chiasso che fa il mondo.
Quel mondo che non ha tuttora avuto la grazia grande di incontrare il Signore Gesù, e quindi cerca nelle seduzioni effimere e nel frastuono assordante, quella serenità e quella gioia che, in verità, solo Cristo può donare al cuore umano.
E ancora, quel mondo che, in un modo o nell’altro, ha sì incontrato la Buona Notizia del Vangelo di Gesù: ma - purtroppo! - Lo ha rinnegato, e ostinatamente continua a rifiutarLo: spesso preferendo a Gesù - il soavissimo e Buon Pastore delle anime nostre - la schiavitù delle passioni, la crudele tirannia del nemico infernale.
O Eterno Padre, per le Sacre Piaghe del Tuo Cristo, Ti supplichiamo:
presto concedi, alle anime drogate, smarrite e indocili,
l’inestimabile grazia della conversione del cuore.
Così sia.
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Il sacro silenzio, condizione essenziale per poter ascoltare il Signore, che desidera parlare a ciascuno di noi dalle pagine immortali delle Sacre Scritture.
Ricordiamo cosa Dio afferma attraverso il Suo profeta Osea (2,16):
“Perciò, ecco, la attirerò a Me,
la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore.”
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Molto bello e significativo anche ciò che San Bruno, fondatore del glorioso Ordine dei Certosini, scrive a Rodolfo:
“Quanta utilità e gioia divina rechino la solitudine e il silenzio dell’eremo a coloro che li amano, lo sanno solamente quelli che ne hanno fatto esperienza.
Qui, infatti, agli uomini forti è consentito raccogliersi quanto desiderano e restare con sé stessi, coltivare assiduamente i germogli delle virtù e nutrirsi, felicemente, dei frutti del paradiso.
Qui si conquista quell’occhio il cui sereno sguardo ferisce d’amore lo Sposo, e per mezzo della cui trasparenza e purezza si vede Dio.
Qui si pratica un ozio laborioso e si riposa in un’azione quieta.
Qui, per la fatica del combattimento, Dio dona ai suoi atleti la ricompensa desiderata, cioè la pace che il mondo ignora, e la gioia nello Spirito Santo.”
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Cari fratelli e sorelle, questo povero mondo giace in fitte tenebre: ha bisogno di Luce!
È soffocato dal fetore dei vizi: ha bisogno di Purezza e nitore!
È morto: ha bisogno di Vita, Vita vera ed eterna!
Cristo è la Luce, Cristo è la Purezza, Cristo è la nostra Vita!
E se noi - ciascuno di noi, là ove la Bontà di Dio lo ha collocato a lavorare nella Sua vigna - vogliamo realmente giovare al bene dell’umanità, dobbiamo per prima cosa ritrovare noi stessi: il nostro autentico essere, che troppo spesso invece - in quest’epoca tanto caotica, stressante e vacua - è sommerso e oppresso da tante cose che “non sono”, perché non sono buone.
Tante cose che non ci edificano, vanità e stolte frivolezze che ci distruggono.
Accogliamo dunque l’invito al silenzio: al sacro silenzio, quello vissuto per amore.
Con la Grazia di Dio, se perseveriamo in questo silenzio, dolci e amabili, molteplici frutti di santità matureranno nel nostro cuore; e saremo resi partecipi di quella vera e mai deludente Pace, che - sfigurando in sé stesse l’immagine di Dio - tante, tantissime persone invano cercano nei peccati.
Tutta la gloria a Dio solo!
Sabrina Luraschi Corbetta