Il processo che portò alla cattura di Osama bin Laden fu molto lungo ed altrettanto contorto e causò numerose vittime. La complessità di questa operazione diede a tantissimi registi e scrittori una storia di cui parlare. Tra le molte opere narranti quest'evento spicca il film "zero dark thirty" con la regia di Kathryn Bigelow. Questo film di guerra, considerabile anche un thriller per la sua violenza ben distribuita nelle sue due ore e mezza di durata, vince l'Oscar al miglior montaggio sonoro e al miglior film, un Golden globe per la migliore attrice protagonista e altri premi tanto il personaggio principale e Maya Lambert interpretata da Jessica chastain. È un agente della CIA inviata in Pakistan, il cui obiettivo è catturare a tutti i costi il leader terrorista Osama bin Laden, autore dei molteplici attentati terroristici compiuti dal 2001 al 2011, anno della sua morte per mano delle forze speciali americane. In questo lungometraggio è di particolare rilievo la descrizione ben definita delle difficoltà riscontrate dal gruppo investigativo in particolare da maglia che durante gli anni spesi alla ricerca di un uomo praticamente invisibile ha perso tutti i suoi compagni, rimanendo da sola contro la burocrazia statunitense non Provenza ai suoi metodi di cattura del terrorista. La rappresentazione dei fatti realmente accaduti è più che Fedele è precisa. Il finale del film è angosciante, perché dimostra come la mente di Maya dopo tutti quegli anni, si fosse legata al desiderio di catturare il suo avversario fino a che una volta raggiunto il proprio obiettivo, si sentisse persa, vuota è incerta su quale sarebbe potuto essere il suo futuro. Nella parte conclusiva è presente la sequenza di azione militare, più precisamente dell'irruzione nel rifugio di Osama, 30 minuti di totale oscurità nella casa del nemico dove non c'è pietà per nessuno.