"Stop alle disuguaglianze. Stop all'AIDS"
Questo è lo slogan che l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha scelto per la giornata mondiale contro l'AIDS di quest'anno.
Dal 1 Dicembre 1988 tale ricorrenza ha lo scopo di ricordare le vittime di questa terribile epidemia, ma soprattutto di sottolineare la necessità di non venire meno all'obiettivo che i maggiori stati del mondo si sono posti al riguardo: estirpare dal mondo questo virus entro il 2030.
Ancora ad oggi sono oltre 37 milioni contagiati tra sieropositivi e malati, e seppur questo dato sia in continuo calo dal 2012, non bisogna assolutamente abbassare la guardia.
A testimoniarlo sono gli oltre 600 mila morti nell'ultimo anno a causa di complicanze collegate al virus.
La difficile situazione sanitaria dovuta al COVID-19 ha inoltre ridotto di molto il personale sanitario e il numero di ambulatori dedicati, incrementando purtroppo il numero di vittime ad essa dovuti.
Al riguardo Hans Kluge, direttore regionale dell'OMS ha detto: "Mentre l’attenzione del mondo è concentrata su Covid-19, non possiamo dimenticare altro virus mortale che ha devastato vite e comunità per quasi 40 anni. Negli ultimi anni molti Paesi della regione europea hanno lavorato per aumentare i test e le cure contro l’HIV ma i nuovi dati raccolti dall’emergere del Covid dipingono un quadro preoccupante″.
Bisogna però dire che molti dei disagi vissuti dalle persone sieropositive nascono dalla bassissima informazione che viene fatta sull’argomento.
Da molti infatti il sesso e le malattie sessualmente trasmissibili sono visti come argomenti tabù, perché troppo espliciti.
Informarsi al riguardo potrebbe però cambiare radicalmente la vita di molte persone.
Molti hanno infatti paura ad interfacciarsi con persone affette da HIV, spesso e ingiustamente escludendole e isolandole, ignorando che il processo di negativizzazione antiretrovirale è un processo attuato da anni, approvato da un punto di vista medico e, se effettuato correttamente, sicuro.
Ma cosa vuol dire essere sieropositivi negativizzati?
Vuol dire semplicemente contrarre la malattia dell’AIDS, e seguire, sotto consiglio medico, una terapia, detta antiretrovirale.
Tale terapia consiste nell’assumere dei farmaci che hanno lo scopo di ridurre e contenere la replicazione di nuove copie di virus, riuscendo così a negativizzarsi.
Di certo questo processo non è adatto a chiunque e purtroppo non può essere sempre attuato, ma bisogna pur sempre tener conto del fatto che grazie al progresso medico i danni creati da questo terribile virus stanno lentamente affievolendosi, e gran parte delle morti ad esso correlate provengono da Asia, Africa, ed America Latina, in particolare dalle rispettive zone più povere e quindi maggiormente sprovviste di cure mediche e farmaci.
Insomma, l’AIDS di certo non è sparita, tantomeno ne è ignorabile l’esistenza e dunque la pericolosità, ma conducendo una campagna medica opportuna in tutto il mondo e affiancando a quest’ultima un processo di informazione adatto e corretto, si potranno vedere i risultati in positivo di tutto ciò nel giro di pochi anni.