Paura ed oppressione della donna sono concetti attuali e sono gli stessi che il regista Cremonini mette a nudo con il suo film “I Profeti” dove Racconta la storia di due donne provenienti da due parti del mondo differenti. Sara, una giovanissima giornalista italiana, rapita dall’isis durante una ripresa in un’antica chiesa della Siria e Nur, moglie di un miliziano del califfato che la tiene prigioniera nella sua casa costruita in un campo. Durante i 110 giorni di prigionia Nur tenta di convertire Sara all’estremismo islamico.
Questo film racchiude solo una parte delle innumerevoli catastrofi successe in Oriente , solo un episodio tra mille in cui le donne vengono private della loro dignità e sottomesse alla volontà degli uomini. Cremonini torna dopo molti anni ad indagare la risposta dell’essere umano a queste condizioni di prigionia che più che fisica di potrebbe definire mentale.
Tutt’ora in molti paesi islamici le donne vengono ogni giorno violentate e uccise, obbligate a credere in Allah e indossare il burqa, un abito che non lascia nemmeno intravedere gli occhi. Sottomesse ad un regime che non fa altro che denigrarle e privarle di ogni diritto UMANO.
Nur è ormai accecata dallo stesso regime, non comprendendo a pieno la difficoltà che significa essere donne e ambire al rispetto da parte degli uomini. Il regista infatti non si focalizza né sulla guerra né sulla distruzione delle città ma si basa su un concetto di annullamento della protagonista in quanto donna.
Essere una donna in Medio Oriente significa anche privarsi delle proprie emozioni e annullare ogni tipo di paura e desiderio di vivere in un mondo tranquillo lontano dalle bombe e dalle morti che ne conseguono. Non è affatto semplice dimenticarsi di essere umani , dimenticarsi della spensieratezza di essere liberi e di scegliere per il proprio destino. Molti dicono che questo appartiene alla natura umana ma in medio oriente non è così ,gli uomini islamici hanno la facoltà di decidere per e sulle donne e di scegliere il futuro di quest'ultime per ciò che dovranno diventare .
Hanno il pieno potere sulle loro vite. Essere donna nei paesi islamici è una condanna secondo una religione, la loro, alla quale noi esseri liberi non capaciteremo mai.