Nonostante si pensi ovunque come limitare la censura, la Cina si dimostra controcorrente.
I fan cinesi che aspettavano l’uscita in streaming della serie acclamata negli anni 90, Friends, hanno subìto un torto.
Domenica 13 febbraio è stata mandata in onda la prima puntata della Reunion del tutto diversa dall’originale; infatti, sono state oscurate le scene sessuali e tutti i riferimenti ad esse (con l’eliminazione totale di quelli LGBTQ+).
Tale censura è stata riscontrata anche nelle successive puntate, il che ha cambiato radicalmente l’umorismo e le battute che rendevano esilaranti le singole scene: il consiglio di Joey a Ross di “andare in uno street club”, dopo la rottura, diventa “uscire a divertirti” o l’espressione “orgasmi multipli”, in merito ai vantaggi delle donne diventa forzatamente “bisbigli senza fine”.
Ma non finisce qui, perché ciò che ha compromesso la trama è l’eliminazione di intere parti o di comparse. A partire da alcune famose celebrità che hanno partecipato a diversi episodi (Lady Gaga, Justin Bieber e BTS) considerate scomode, fino ai discorsi riguardo l’ex moglie di Ross. Nella versione originale, infatti, Carol divorzia da Ross dopo aver capito di essere lesbica, mentre nella versione trasmessa in Cina, l’espressione dell’ex marito: ”C’era solo una donna per Carol” è stata censurata come espressione sessualmente suggestiva.
L’indignazione dei fan si è inevitabilmente scatenata sui social (in particolare su Weibo, Twitter cinese) dove l’hashtag #friendscensored è diventato l’argomento più in voga: 54 milioni di visualizzazioni solo in una giornata, per poi essere anch’esso rimosso la mattina seguente.
La notizia di per sé scandalosa ed inaccettabile genera però una riflessione più ampia. Di fatto le nuove generazioni conoscono bene la potenza di strumenti come film e serie tv ai fini di sensibilizzare su delle particolari tematiche e non hanno alcuna intenzione di rinunciarvene. Prima di questo evento infatti, era accaduto un episodio simile con “Fight club” e con “Bohemian Rapsody”. Nella versione holliwoodiana del primo, la scena finale vede il personaggio interpretato da Edward Norton che uccide il suo alter ego Tyler Durden, interpretato da Pitt, e poi sposta lo sguardo verso l'esplosione degli edifici, per indicare la fine dell’età moderna e per sottolineare il messaggio anti-capitalista e anarchico. In Cina invece, cambia completamente la trama e addirittura vince l’autorità; il finale è infatti sostituito da uno schermo nero con la seguente frase: "la polizia ha rapidamente scoperto l'intero piano e arrestato tutti i criminali, prevenendo con successo che le bombe esplodessero".
Inutile dire quanti ascoltatori abbiano storto il naso e si siano agitati nei commenti, ma si è dimostrata una protesta futile, dato che all’uscita di “Bohemian Rapsody”, sono state ugualmente censurati (senza ripensamenti) tutti i riferimenti alla sessualità di Freddie Mercury.
A questo punto c’è da chiedersi se anche “Friends” subirà la stessa ingiustizia a lungo.
Nei commenti sotto l’hashtag #friendscensored, sono emerse alcune considerazioni simbolo della situazione di eccessiva censura che ha espropriato i cittadini delle poche libertà rimaste. È stato possibile leggere interrogativi come “quale sarà il prossimo passo?” oppure “È giusto parlare di conservazione dell’integrità dello stato o sarebbe più corretto parlare di verità scomode negate?”