Ferma su una banchina, Letteratura sventola un fazzoletto bianco in direzione di una nave. Di fronte a lei, Wilbur Smith, uno dei più grandi scrittori degli ultimi tempi, pronto a salpare verso una nuova avventura, verso l’ignoto.
Si è spento il 13 novembre 2021, a Città del Capo in Sudafrica. Come ha annunciato il suo sito:
“Se n'è andato in modo inaspettato, dopo una mattinata di lettura e scrittura, con al fianco la moglie Mokhiniso”.
Se n’è andato con la penna tra le dita; immerso nel mondo magico delle parole fino alla fine, proprio come scrisse in Leopard Rock, l’avventura della mia vita:
“Non smetterò di scrivere fino a quando non smetterò di respirare, e anche in quel momento il coperchio della mia bara si aprirà cigolando e una mano scheletrica emergerà e scriverà la parola FINE.”
Wilbur Smith, all’età di 88 anni, ha regalato al mondo un’estesa raccolta di romanzi, bestseller indimenticabili da milioni di copie.
Durante un’intervista, ammette di voler arrivare ai cento anni scrivendo, non perché ne abbia economicamente bisogno ma proprio perché non riesce a fermare la sua immaginazione.
Nelle sue storie di avventura percorre in lungo e in largo la sua amata Africa, descrive posti sconfinati e persone complesse. Coinvolge il lettore tra le meraviglie dei paesaggi mozzafiato e, nonostante la difficoltà nel pubblicare il suo primo libro, lui non ha mai perso le speranze ed è diventato “il maestro di avventura”.
“Per cavalcare la cresta dell’onda, bisogna prima trovarsi nel luogo dove l’onda comincia a incresparsi.”
Comprende che la scrittura è la sua strada già da piccolo. Dovette affrontare l’opinione del padre, deluso da questa scelta instabile di vita; mentre di nascosto sua madre leggeva i suoi scritti e il suo primo “capolavoro”: The Gods First Make Mad (Prima di distruggerti, gli dei ti rendono folle).
In quanto ancora molto giovane, non aveva considerato alcuni aspetti: il talento non era sufficiente, doveva emozionare scrivendo con il cuore nell’altra mano e affascinare raccontando ciò che meglio conosceva; motivo per il quale, diversi anni più tardi, la penna scrisse per la prima volta sul foglio: Il destino del leone, vero capolavoro pubblicato nel 1964.
Alla soglia degli 80 anni, Wilbur decide di scrivere la sua biografia: Leopard Rock, l’avventura della mia vita. Il titolo ha un significato ben preciso: Leopard Rock è la sua tenuta in Sud Africa, cui lui è profondamente legato. Racchiude in due parole tutto ciò che quel luogo ha significato e racconta i suoi momenti più intimi e le sue grandi follie:
“pilotavo aerei, guidavo auto veloci, uscivo con donne ancora più veloci e cacciavo animali pericolosi”
Un vero e proprio romanzo.
Sulla copertina infatti, la sua casa editrice ammette che sembrerebbe un altro libro di avventura e che, vista in questi termini, non ha nulla da invidiare ai suoi personaggi. D’altronde gli appassionati di avventura non possono fare a meno di idolatrare Wilbur per l’aspetto realistico dei suoi romanzi, attraverso la descrizione minuziosa nei dettagli, capace di far immergere il lettore in
un mondo apparentemente lontano ma straordinariamente vicino.