CAPITOLO DODICESIMO
Successivamente il comandante Iginio venne messo in contatto con il gruppo di Brugherio, col quale concordò un’azione di recupero armi e munizioni. Dopo qualche giorno si fece viva una staffetta del gruppo di Brugherio che ci comunicò il giorno e l’ora prestabilita per l’attacco alla caserma di Gorgonzola. Ci mettemmo tutti all’opera, prima per approntare il camioncino e poi per preparare l’occorrente in armi e munizioni. A questa azione partecipò anche il comandante della 104^, con una staffetta partigiana, nome di battaglia “Mia” di Bagnacavallo. Iginio prese, come al solito, il posto di autista: tutti gli altri dietro nel cassone, coperti dal telo. Partimmo verso Brugherio a prendere i partigiani che ci aspettavano in un cascinotto dietro lo stabilimento Marzotto. Appena il gruppo fu completo, l’avventuroso camioncino ripartì verso Gorgonzola; ma il primo ostacolo non tardò a venire.
Infatti, dopo una decina di minuti di viaggio all’improvviso un carro agricolo, proveniente da una strada secondaria, si mise di traverso sulla carreggiata e Iginio, per evitarlo, sterzò bruscamente finendo con due ruote in un fossetto. Noi all’interno saremmo balzati subito fuori ad aiutare, ma ci trattenne il timore di essere scoperti perché non era ancora abbastanza buio (erano le 17.30). Il nostro comandante, per nulla scoraggiato e sempre molto freddo in simili circostanze, fermò un gruppetto di operai che in quel momento stava uscendo da una fabbrica e si fece aiutare a spingere con molta cautela, poiché aveva detto loro che nel camioncino c’erano delle lastre di vetro; infatti piano piano l’automezzo fu rimesso in strada. Ripartimmo e verso sera arrivammo a destinazione nei pressi della statale padana superiore.
Uno del gruppo di Brugherio andò a perlustrare la zona e a ispezionare i punti strategici dell’attacco, fissato alle ore 20.00. Di ritorno dal sopralluogo ci informò che la caserma di Gorgonzola era rimasta sguarnita di uomini. Ciò avrebbe senz’altro reso l’azione più facile, ma molto meno redditizia per quanto riguarda il recupero di armi. Così, mal volentieri, dovemmo rinunciare all’impresa e ritornare a casa con un nulla di fatto, lasciando al gruppo di Brugherio il compito di procurarsi da solo le armi eseguendo disarmi individuali. Il distaccamento di Brugherio della 105^ Brigata Garibaldi era comandato da Nando Mandelli.