ALLEGATO 5
LAPIDI RICORDO – LUOGHI DI COMBATTIMENTI
AICURZIO : Giovanni Bersan - marzo 1944
Giovanni Bersan di Ronco dell’Adige, ostaggio politico impiccato nel marzo 1944 dopo tentativo di far saltare un traliccio dell’alta tensione che dava corrente agli stabilimenti industriali di Sesto San Giovanni. Il fallito attacco di sabotaggio fu condotto dal 1° distaccamento della 103^ brigata Garibaldi.
AGRATE BRIANZA : Perego Mario – 30-5-1944 lapide ricordo
Caduto sotto il piombo nazifascisti mentre tentava di sottrarsi alla cattura, durante un rastrellamento.
BRUGHERIO : partigiani caduti
Confalonieri Ambrogio, della brigata “Fratelli Rosselli” caduto in combattimento il 2 giugno 1944 a Ballabio
Gariboldi Mario, militare in Albania, ucciso dai tedeschi il 17 dicembre 1943
Teruzzi Luigi, partigiano del 6° distaccamento di Brugherio, 105^ brigata Garibaldi, divisione Fiume Adda, caduto in combattimento il 25 aprile 1945 in frazione Pobbia a Brugherio
Acerbi Emilio, partigiano, caduto in combattimento il 16 otobre 1944 in Val Tidone (Piacenza)
CASSANO D’ADDA : Ruggieri Giuseppe, fucilato, 31 marzo 1945
Catturato in un rastrellamento durante un’azione di trasporto d’armi da parte del gruppo di Rossino del quale faceva parte. Dopo torture feroci (gli strapparono le unghie delle mani) viene fucilato.
Vennero fucilato anche : Giovanni Ballarati, Giuseppe Fontana, Luigi Lodola, Luigi Restelli.
CASCINA CAMUZZAGO – BELLUSCO/ORNAGO : 26-4-1945
Il giorno 26-4-1945 transitava una forte colonna motorizzata tedesca uscita dall’autostrada al casello di Cavenago Brianza; vincendo la Resistenza posta da parte del 2° distaccamento di Cavenago Brianza, tentava di raggiungere il campo trincerato di Merate attraverso i paesi di Ornago, Bellusco, Cantone, Subiate, Bernareggio, Cernusco Lombardone, Merate.
All’altezza ella cascina Camuzzago il distaccamento di Rossino tenta un attacco ma la forza del nemico è tale che non basta solo il coraggio per fermarla e cadono in combattimento i partigiani:
Saronni Giovanni 1920
Besana Augusto 1921
Besana Luigi 1924
Ronco Giacomo 1925
Il partigiano Ripamonti Giovanni, fratello del comandante del gruppo di Rossino, è fatto prigioniero ed è costretto a camminare davanti all’autoblindo di testa come ostaggio per impedire altri attacchi nell’attraversamento dei paesi.
Dopo la liberazione dell’ostaggio presso Subiate la colonna viene inseguita e continuamente attaccata dal 1° distaccamento.
Sulla strada Bernareggio-Robbiate la colonna si ferma sventolando bandiera bianca.
Subito dopo riparte sparando all’impazzata e la reazione dei partigiani è tale che non permette via d’uscita. I tedeschi si arrendono all’altezza di Cernusco Lombardone. I prigionieri furono un maggiore, 90 soldati, 12 donne ausiliarie.
GERNO – LESMO : Livio Cisana, impiccato il 25-10-1944 – 104^ brigata Garibaldi
Tentativo di liberazione condotto dalla squadra del 1° distaccamento della 103^ brigata Garibaldi, fallito perché all’appuntamento è mancata la staffetta partigiana che doveva indicare il luogo dell’esecuzione.
CONCOREZZO
Valagussa Gino, appartenente al battaglione Val d’Ossola, morto disperso in Val Grande nel rastrellamento del 12 giugno 1944
MONZA : 8-11-1944
Fucilati di piazza Trento e Trieste:
Paleari Alberto Monza
Centemero Giuseppe Arcore
PESSANO CON BORNAGO : cippo
Cippo eretto in memoria di :
Bazagno Angelino anni 30 nato a Bussero 201^ brigata Garibaldi (Giustizia e Libertà)
Cerizza Romeo anni 22 nato a Milano 119^
Cesana Claudio anni 21 nato a Carate Br.za 119^
Cesana Dante anni 25 nato a Carate Br.za 119^
Gabellini Alberto anni 30 nato a Cambiago già comandante 103^ e 119^ brigata
Garibaldi
Vago Mario anni 20 nato a Lodi raggruppamenti mazziniani
Vigano Angelo anni 25 nato a Carate Br.za 119^ brigata Garibaldi
Nei primi mesi del 1945, sotto l’occupazione nazista, imperversava nella zona di Gorgonzola, e principalmente a Pessano, un maggiore tedesco che si abbandonava a rappresaglie e repressioni feroci.
Con un ardito colpo di mano, una pattuglia di partigiani, ai primi di marzo, gli infliggeva una meritata lezione.
In seguito a tale azione, venivano prelevati,m per rappresaglia, dal carcere di Monza, i sette patrioti sopra ricordati (che nulla avevano avuto a che fare, quindi, con la punizione inflitta al criminale tedesco) e, portati a Pessano, dove, il giorno 9 marzo 1945, venivano fucilati fra l’orrore della popolazione.
Meritevole di particolare apprezzamento il comportamento del loro eroico comandante Gabellini, animatore e guida del suo gruppo in tutte le azioni e i combattimenti contro i nazifascisti.
Il comandante Gabellini era stato, in precedenza, arrestato con i suoi compagni in seguito ad un atacco al commissariato di Monza.
A Pessano, davanti al nemico, nel momento dell’estremo sacrificio, egli rincuorava i suoi compagni, dimostrano con essi il coraggio e la fierezza dei combattenti della libertà.
RUGINELLO-VIMERCATE (cimitero). Colombo Antonio - -11-1944
Tomba in memoria di Colombo Antonio, natio nel 1918, vilmente abbattuto con una raffica di mitra dai fascisti di Vimercate, dopo il coprifuoco.
TREZZO SULL’ADDA/CAPRIATE S. GERVASIO : 28-4-1945
Dopo duri combattimenti fra il 2° distaccamento della 103^ brigata Garibaldi ed i tedeschi asserragliati nella cabina elettrica della Falck, questi chiedevano la resa alzando bandiera bianca.
I partigiani cessarono il fuoco, in attesa della resa. I tedeschi non uscivano dalla cabina ed i partigiani cedettero opportuno di andare loro incontro; ma come sempre i tedeschi non mantennero la parola data e ripresero i combattimenti a tradimento, e così caddero i più ardimentosi.
I combattimenti seguirono più violenti sino alla resa totale ottenuta con un assalto in forze all’arma bianca da arte dei partigiani.
I caduti in combattimento furono :
Biffi Angelo Bremate Sotto 1906
Cantoni Luigi Capriate S.Gervasio 1918
Galbussera Carlo Vimercate 1922
Galli Luigi Trezzo sull’Adda 1927
Malvestiti Mario Centrisola 1923
Pagnoncelli Mario Brembate Sotto 1926
Riva Pietro Riviera d’Adda 1910
Sala Adriano Trezzo sull’Adda 1921
Signorini Luigi Capriate S. Gervasio 1912
VALLAPERTA – CASATENOVO : 3-1-1945 lapide ricordo
Beretta Natale
Vitale Nazzaro
Villa Mario
Colombo Gabriele
donarono la loro giovinezza perché il sacrificio fosse seme di amore fraterno per le genti riconquistate alla libertà.
EL DUU FEBBRAR DEL QUARANTACINQU
Parlan ànmò adess dopo trentot’ann
de tutt quell che success ed duee de febraar;
on dì, òna data che i nost Partiggian
… han scrivuu col sangu, e, hin minga staa avaar;
ansi hin staa comè fari luminos
c’han risc’ciàaraa la scena d’on mond amar,
voeuj, pien sultant de prepotensa e furioss
bon sultant de ragiunà col manganèll.
L’è necessari parlàn ew fa sentì la voss
Facch capì ai nost bagaj che se incoeu l’è bell
vivf, parlà, scrivf, di tutt quell che se pensa
e ragionà ognun col so cervell
l’è merit anca de lor; perchè sensa
la sua mor, senz’al so sacrifici
sarissom tornaa indree, con l’incombensa
de ripartì de zero. El giudisi
de la “Storia” al gha no premura;
m’al riva sempre in temp. Do’hin quej tisi
che in camisa negra e con la facia scrua
andaven in gir a somenà ‘l teror?
Ghin; ma han cambiaa el peel e la figura;
vhan doa tira ‘l vent, cambien color
tutt i colt che ghan la convenienza.
Ma sti omen chi hann minga faa ‘mè lor;
han afrontaa la mor, la sofferenza
estrema piutost che mancà al giurament.
Iginio l’è st’al prim; la quintessenza
de la generosità, de l’ardiment;
la daa l’esempi. La sua giovinesa
stroncada sul camp sott’al piomb del tradiment.
Oh! Fosca nocc trista! Quant’amaressa
a pensà che l’è mort per man di fradej:
El Natal l’era pasaa: e, con teneresa
l’havria dovuu dal coeur fa sortì bej
penser de paas; ma la pass tant’aguniada,
tant sospirada l’ha nò troa post in quej
coeur de sass. Chi l’è queli c’ha faa la spiada?
I dovuu de nocc, col geel, col frecc, scapà
brancaa comè tanti besti: metes in strada
per on viagg sensa speransa; afrontà la sort
la sort d’on destin sinistre. Oh Pierin
Aldo, Renato, speravoi de troa
La salvesa. Oh Miglietto, Luisin:
V’hann metuu in presòn ‘mè delinquent;
va n’han faaa ‘dree fin ch’el caliss l’è sta pien,
e poeu j afrontaa la mor sens’on lamnt.
Né pasaa tanti di ann; ma mi son cert
che se anca ne pasass pusee de cent
nunch regurdarem sempre quell c’havii sofert.
Tegnarem sempre viva la memoria
del vost sacrifici, di vost vint’ann ofert
per la libertà d’Italia. “QUESTA L’E’ STORIA”.
Peducci Alessandro
Poeta dialettale
IL DUE FEBBRAIO DEL QUARANTACINQUE
Parlarne ancora adesso dopo trentottenni
di tutto quello che è successo il due Febbraio;
un giorno, una data che i nostri Partigiani
hanno scritto col sangue, e , non sono stati avari;
anzi sono stati come dei fari luminosi
che hanno rischiarato la scena di un mondo amaro,
vuoto, pieno soltanto d prepotenza e furioso
capace soltanto di ragionare sol manganello.
E’ necessario parlarne e far sentire la voce
far capire ai nostri ragazzi che se oggi è bello
vivere, parlare, scrivere e dire tutto quello che si pensa,
e ragionare ognuno con la sua testa
è merito anche di loro; perché senza
la loro morte, senza il loro sacrificio
saremmo ritornati indietro, con l’incombenza
di ripartire ancora da zero. Il giudizio
della “Storia” non ha mai fretta;
ma arriva sempre in tempo. Dove sono quei tizi
che in camicia nera e con la faccia truce
andavano gridando “Duce, duce” seminando il terrore?
Ci sono, ma hanno cambiato il pelo e la figura;
vanno dove spira il vento, cambiano colore
tutte le volte che hanno convenienza.
Ma questi uomini non hanno fatto come loro;
hanno affrontato la morte, la sofferenza estrema
piuttosto che mancare al giuramento.
Iginio è stato il primo; lui la quintessenza
Della generosità, dell’ardimento;
ha dato l’esempio. La sua giovinezza
stroncata sul campo sotto il piombo del tradimento.
Oh! buia notte cattiva! Quanta amarezza
dover pensare che è morto per mano dei fratelli!
Il Natale era passato da poco; e, con tenerezza
avrebbe dovuto dal cuore far nascere
pensieri belli, di pace; ma la pace tanto agonista,
tanto sospirata nonna trovato posto in quei
cuori di pietra. Chi è stato quel cane che ha fatto la spia?
Avete dovuto di notte, col gelo, col freddo scappare
braccati come bestie; mettervi in cammino
per un viaggio senza speranza, affrontare la sorte
di un destino amaro, sinistro. Oh Pierino,
Aldo, Renato, speravate ancora
nella salvezza! Oh Emilio,
vi hanno messo in prigione come i delinquenti;
vi hanno torturati fino a riempire il calice della sofferenza
e poi avete affrontato la morte senza un lamento.
Ne son passati tanti di anni; ma io son certo
che se anche ne passassero più di cento
noi ricorderemo sempre quello che avete sofferto.
Terremo sempre viva la memoria
del vostro sacrificio, dei vostri vent’anni offerti
per la libertà d’Italia. “QUESTA E’ STORIA”.
Peducci Alessandro
Poeta dialettale
FISCHIA IL VENTO
Fischia il vento e soffia la bufera
Scarpe rotte eppur bisogna andar,
Conquistando la rossa primavera
Dove sorge il sol dell’avvenir.
Ogni contrada è Patria del ribelle
Ogni donna a lui darà un sospir,
Nella notte lo guidano le stelle
Forte il cuore, il braccio per colpir.
Se ci voglie la crudele morte
Dura vendetta sarà del partigian,
Ormai sicura è la bella sorte
Contro il vil che ognun di noi cerchiam.
Cessa il vento e calma la bufera
Torna a casa il fiero partigian,
Sventolando la rossa sua bandiera
Vittoriosi alfin liberi siam.
Avanti, avanti, banda partgiaiana
Pattuglia ardita della libertà,
Avanti, avanti che squilla la diana
Per la vittoria che nostra sarà.
Su fratelli impugnate i fucili
Le nostre schiere venute a ingrossar
Madri d’Italia non date dei vili,
Su per la Patria bisogna pugnar.
E per la Patria che giace e che langue
Il nostro sangue bisogna versar,
E’ meglio morti che vivere servi
E’ meglio morti che schiavi a languir.
Avanti, avanti banda partigiana
Pattuglia ardita del lavorator,
Avanti, avanti che squilla la diana
Viva l’Italia, fuori l’oppressor.
Avanti, avanti le rosse bandiere
Tinte del sangue dei nostri martiri
Ogni campana che lieta risuona
Per la conquista del nostro avvenir.