ASIANOMADS
Bambini bengalesi & Renato Rosso
TENDE BARCHE CASE
TENDE BARCHE CASE
Progetto editoriale:
PNB: Pastorale dei Nomadi in Bangladesh
Testi e Disegni:
Bambini delle Pre-Scuole:
Juragate
Kalibari
Katakali
Daimari
Savar
Damkura
Studio Grafico:
Laboratorio Pedagogico Damkura
Traduzione e parafrasi:
Renato Rosso
Revisione del testo:
Antonella Saracco
Editori:
Ruah & La pedagogia del Villaggio - 2017
Presentazione
Tra i disegni e le parole di queste magiche pagine, sento riecheggiare il verso di Tagore : sulla spiaggia di mondi infiniti i bimbi s'incontrano con grida e danze. I tratti essenziali , nitidi e freschi, di questi artisti assoluti urlano al nostro mondo, stanco e indolente, la vitale necessità di rinnovarsi, la gioia di vedere e toccare con mano le minime, e tuttavia sorprendenti, realtà quotidiane. Soltanto le loro piccole mani sicure , guidate da sguardi genuini e intuitivi, potevano dipingere questi realistici ed esaurienti quadri di vita, in cui uomini e donne, tigri, serpenti ed elefanti, si muovono e agiscono tra villaggi, fiumi e foreste.
Ogni situazione sembra emergere da suggestivi sfondi poetici, portando con sé una potente carica espressiva: gravi dilemmi, scelte esistenziali, comportamenti più o meno virtuosi, tensioni etiche, risvolti paradossali e umoristici di vicende apparentemente tragiche si alternano a costrutti fantastici e a semplici, ma eloquenti, istantanee che restituiscono al lettore tutta la piacevolezza della descrizione. Grazie perciò ai bambini artisti, alle mamme, a don Renato e a chi, con lui, coltiva il talento fin dal suo sorgere. Grazie di cuore per questo capolavoro di umanità.
Antonella Saracco
Introduzione
Non è un libro solo per bambini ma specialmente per adulti e insegnanti. Il bambino prodigio non è un privilegiato dotato di straordinario quoziente intellettuale, ma ogni bambino è un prodigio. Sul suo volto si intravede lo stesso volto di Dio e ciascuno di noi incaricato di accompagnare per alcuni anni questo miracolo vivente deve avere chiara coscienza di questa responsabilità.
I graffiti di Altamira, di Bhimbetka o della Val Camonica proprio perchè sono l'espressione della nostra umanità bambina hanno potuto trasmettere, come i disegni di queste pagine, contenuti di straordinaria bellezza difficilmente raggiungibili dagli adulti.
Anche gli autori dei racconti e disegni riportati in questo testo, son tribali nomadi o semi nomadi del Bangladesh, che frequentano una prescuola . La loro età dai due ai cinque anni è di una preziosità straordinaria. Da noi non si usa dire di non copiare dal vicino, ma il contrario. Quando i bambini hanno raccontato le loro storie ai fratelli o sorelle più grandi o hanno mostrato loro i disegni e ne hanno ricevuto stimoli per modificare i loro racconti o inserire in essi tratti di altre storie hanno continuato ad essere gli autori esclusivi di queste pagine.
La traduzione dal Bengalese non è letterale, ma unicamente preoccupata di trasmettere il contenuto dei racconti.
Da ultimo, le mamme hanno raccolto i disegni dei figli e li hanno riportati su stoffa per realizzare preziosi ricami in Noxi Kantha, di tradizione bengalese (vedi le ultime pagine del libro).
Un grazie particolare alla Famiglia Abbiati e alla Signora Rosanna Vittani che hanno proposto di ottenere dai bambini stessi nuovi stimoli per un artigianato rinnovato e originale. Essi pure hanno concesso gli originali testi e disegni per questa pubblicazione.
Grazie a "Scuola e Società" & "La Pedagogia del Villaggio", nella persona della Professoressa Silvia Bernardi che ha sponsorizzato la pubblicazione.
1 - Il primo scarabocchio *
Quando vidi che Emmanuel (due anni e sei mesi), nel cortile, con una scheggia di mattone tracciava dei segni su una pietra e li guardava con incanto, pensai che era giunto il tempo per lui di iniziare ad esprimersi con la scrittura. Portai a lui un grande album di fogli bianchi per disegno o acquarelli e davanti a lui tracciai con una matita uno scarabocchio e consegnata la matita a lui lo invitai a continuare in modo simile. Strinse la matita che avevo appena sistemato nella sua mano e fece il primo scarabocchio che potete vedere qui sopra. In quindici giorni riempì l'album di quei segni che si rivelarono poi di una forza espressiva sorprendente. Conservai quel suo primo esercizio e due anni dopo lo invitai a scegliere i colori per riempire gli spazi di ciò che chiamavamo scarabocchio. Incaricammo il computer per distribuire il colore e il risultato lo si può contemplare nei 14 riquadri che seguono. Un artista ha utilizzato gli stessi per realizzare delle vetrate suggestive.
*La nostra prima storia racconta come è nata la scrittura nella vita di Emmanuel.
2 - I primi disegni di Borno
Borno (due anni e 10 mesi) vedeva spesso il papà che scriveva o disegnava mentre preparava le lezioni di scuola, essendo coordinatore delle scuole mobili nel distretto di Khulna.
Borno non andava ancora a scuola, ma in casa respirava l'aria benefica di un nido dove si impara presto a volare. La galleria di immagini che segue l'abbiamo trovata quando era già stata realizzata l'ultima pagina riportata al termine di questo racconto.
A lato , i primi esseri animati che Borno incontra vicino a lui nel cortile: galline, anatre e pulcini.
Poi guarda un poco più lontano e trova un albero e le case.
La casa non gli interessa, infatti è piccolissima, mentre i frutti appesi all'albero son molto preziosi e per questo sproporzionatamente grandi.
Il mondo di Borno prende sempre più le dimensioni della realtà. Qui abbiamo un albero, i frutti di grandezza normale e, a destra, mamma e papà con i bambini, tutti ben riconoscibili.
Comincia a vedere anche gli oggetti molto piccoli come i fiori, ma non controlla ancora la proporzione: le foglie sono molto grandi.
Con l'esercizio le foglie si ridimensionano e l'immagine appare più realistica.
L'occhio attento di Borno vede sulle foglie una specie di reticella che cerca di riprodurre.
Riporto qui una pagina di alfabeto bengalese per aiutare il lettore a capire la pagina a lato.
Questa pagina è la più straordinaria di tutto il libro. Borno che vedeva spesso papà scrivere in quel modo, non ha copiato un testo di bengalese, infatti su questo foglio non si può distinguere una sola lettera di quel alfabeto, ma nell'insieme ha riprodotto una pagina bengalese.
L'autore è diventato, per un momento, un pittore impressionista e ha riportato con pennellate non diverse dai pixel di una fotografia, una immagine che, a poca distanza, prende la fisionomia di una pagina in lingua bengalese.
Nel 2015, questa composizione e lo scarabocchio di Emmanuel sono stati insigniti in Italia dal Premio Internazionale Angelo Masperi.
3 - Vieni e vedi
Alla domanda come fosse il Bangladesh, di cui Matteo aveva sentito parlare, si sentì rispondere: "Vieni e vedi". Così, per ricordare tutto ciò che aveva visto con un suo compagno di viaggio, disegnò ogni cosa.
4 - Il ragazzo pigro
Quel ragazzo andò a lavorare presso un fabbro, ma non resistette a lungo e cercò un altro lavoro. Vide un pescatore e capì che tirare le reti doveva essere più semplice che piegare il ferro. Ma ben presto sentì il peso di quel lavoro, che esige forza, pazienza e perseveranza. Vide un contadino e pensò che le piante e i frutti crescono da soli e si dedicò alla campagna, finchè si accorse quanto bassa era la terra e cercò altrove.
Vide uno che costruiva cestini e li vendeva ai suoi clienti, ormai amici collaudati e continuò per tutta la vita: da lui è nato il gruppo dei Mahali, che sono cestai.
5 - Il pastore e la scimmia
Un pastore, assetato, vide da lontano delle palme di noci da cocco e pensò che avrebbe potuto dissetarsi con il prelibato succo della noce. Si avvicinò, ma vide che i frutti erano ben custoditi da una scimmia. Raccolse una pietra e pensò di cacciare così la scimmia. l pastore non aggredì la nemica, ma questa si arrabbiò così furiosamente che, una per una, tirò al pastore una pioggia di noci di cocco. Il pastore, sedutosi, ringraziò e bevve abbondantemente.
6 - La fiera
Nei villaggi del Bangladesh, per accorciare le distanze tra i parenti, gli amici, le città e gli altri paesi, esistono le fiere. Là si vende di tutto, cose per gli adulti e per i bambini, e non mancano i divertimenti per gli uni e gli altri.
7 - La bambina diligente
Al mattino, appena alzata, finisce i compiti di scuola e poi va a giocare insieme alla vicina. Poi è il momento del suo lavoro, che è appunto la scuola. A sera, dopo il bagno e la cena, va a riposare per riprendere il giorno seguente la sua intensa vita.
8 - Un invito
Gli uomini e le donne vivevano felici nel villaggio, quando scoprirono che invitando degli animali a vivere con loro avrebbero avuto grandi benefici.
9 - I due topi
Un topo di campagna venne visitato da un topo di città, che per la verità non apprezzò molto la vita in campagna. Il topo di città spiegò all'amico campagnolo che la città aveva tanti vantaggi. In primo luogo, ogni tipo di cibo che in campagna non si può nemmeno sognare; feste con gli amici e almeno un televisore sempre acceso. Il topo di paese si lasciò convincere ed entrambi partirono per la città: uno per ritornare a casa e l'altro per visitare e poi fermarsi in questo paradiso. La prima sera, dopo aver rosicchiato del formaggio e pure un pezzo di salame, mentre cercava di mettersi in salvo, ricevette tante bastonate che si scoraggiò a vivere da ricco in quel brutto paradiso.
10 - La vecchia cicogna
Vicino a un villaggio, sulla cima di una collina, c'era una piccola capanna con una vecchia cicogna. In basso c'era un piccolo fiume, ma la cicogna non aveva più la forza per procurarsi il cibo mangiando pesci, perciò divenne pigra. Un giorno pensò di ingannare i pesci. Andò vicino al fiume e cominciò a piangere forte e a farsi sentire. Tutti i pesci si avvicinarono e le chiesero perchè mai piangesse. La cicogna, allora, rispose che non piangeva per sè, ma per loro. Riferì di aver saputo che quel fiume si sarebbe presto prosciugato e che sarebbero tutti morti. Anche i pesci piansero e le chiesero aiuto, ma la cicogna rispose che ormai era vecchia e che poteva portare loro solo un piccolo soccorso: oltre la collina c'era un altro fiume che non rischiava di prosciugare e propose perciò di portare un pesce al mattino e uno al pomeriggio, per metterli in salvo nell'altro fiume. Il re dei pesci e tutti gli altri accettarono e la cicogna cominciò il suo servizio, salvando un pesce al mattino e uno al pomeriggio. Venne la volta di un granchio che, arrivato dall'altra parte della collina, vedendo che non c'era il fiume, ma solo un mucchio di lische di pesci, chiese spiegazioni alla cicogna. La risposta fu che era proprio stupido se non capiva che lei i pesci li mangiava. Quando si avvicinò al granchio per ammazzarlo, lui riuscì ad aggrapparsi alla testa e poi al collo della cicogna e la uccise, salvando così tutti gli altri pesci.
11 - Protom e Pronoe
Pitom della Eurita School di Savar e suo fratello Pronoe hanno invitato Andrea, un ragazzo italiano, a visitare il loro villaggio del Bangladesh. I tre viaggiatori, dopo due giorni di visite, hanno cominciato a scrivere tutto ciò che vedevano, come piccoli racconti.
12 - Due venditori
Siamo arrivati a un mercato con due venditori: un uomo ed una donna (da pochissimo in Bangladesh cominciano ad apparire le donne sul mercato come venditrici. Fino a poco tempo fa erano solamente gli uomini che vendevano e solo gli uomini che compravano. Oggi qualcosa sta cambiando). Troviamo un uomo che vende patate, peperoncino, riso, olio, uova etc., mentre la donna in questo mercato vende pomodori, papaia, banane, seven up, shampoo, etc.
13 - Il villaggio
Qui troviamo un paesaggio molto comune col fiume, case alberi, uccelli, barche, pescatori e lavoratori del campo.
14 - Altri particolari del Bangladesh
Angolo di città, gente che cammina, alcuni venditori di stoffa, c'è pure una chiesa, diverse moschee e un piccolo tempio, alcune case, alberi e qualche auto in strada. Passiamo vicino al Sunderban (bella foresta). Si intravedono alberi, serpenti, caprioli e, dietro gli alberi, immaginiamo anche tigri, elefanti e altri animali. Dall'albero, una scimmia si gode il paesaggio, ben protetta.
15 - I due mercanti
Sempre continuando la visita al Bangladesh, troviamo qui due mercanti (che ci fanno capire il carattere del bengalese): uno è molto scrupoloso e annota ogni cosa per seguire bene il suo lavoro con onestà. Un altro cerca di essere molto gentile con il pubblico, per questo riesce a vendere molto.
16 - Gli incantatori di serpenti
Ci sono le barche degli zingari di fiume. Sono in attesa dei loro padroni. Gli zingari sono andati a fare gli incantatori di serpenti, altri a caccia di serpenti per i loro colleghi. In questo modo riescono a mantenere la loro famiglia.
17 - Il pastore
Nel nostro villaggio incontriamo un pastore che si riposa e suona il flauto sotto un albero, godendosi il paesaggio. Il sole tramonta, ci sono animali che pascolano, altri che lavorano la terra. C'è pure un accampamento di zingari con tende e barche. Uno fa l'incantatore di serpenti ed è anche visibile un alunno che, al chiarore di una lampada, studia sotto la tenda.
18 - I lavori in Bangladesh
Il giorno dopo, di mattino, nel villaggio si vedono altri lavori nel campo e lavori domestici delle donne.
19 - Il venditore
Arrivati ad un altro mercato, si vede ancora un rivenditore che mostra ai clienti i suoi prodotti: carote, patate, ginger, melanzane, etc. Un particolare da notare è che, al mercato, il venditore normalmente sta seduto.
20 - Rasulpur
Siamo arrivati al villaggio di Rasulpur. Qui ci sono molti incantatori e cacciatori di serpenti. Vediamo un serpente su un albero, altri in uno show e un serpente che si mangia una rana da colazione.
21 - La foresta
Passiamo ancora vicino alla foresta, dove vediamo le impronte di una tigre.
22 - Ecco un altro mercato
Diversi tipi di persone vengono al mercato. Due venditori si danno da fare a vendere le loro mercanzie ai compratori.
23 - Villaggio
Ecco la normale vita di villaggio. Una bambina dà da mangiare alle galline. Un pescatore fissa la barca, dopo aver trasportato un uomo da questa parte del fiume. Quello prosegue con il suo ombrello, mentre un altro arriva e un altro ancora lavora nel campo.
24 - Il matrimonio della tigre
In un villaggio ci hanno raccontato che, per la festa del matrimonio della tigre, sono stati invitati animali forti che si trovano anche bene con le tigri. Anche il rinoceronte non rinuncia a ritmare la musica con il suo tamburo e altri danzano, poi ci sono gli elefanti e i coccodrilli, mentre la tigre viene trasportata su un baldacchino, come si usa in Bangladesh portare la sposa. Intanto i non invitati, i piccolini, le gazzelle, le capre, le lepri, le galline, gli uccelli, i topi e le rane, si sbafano tutto il pranzo destinato alla festa dei grandi.
25 - Visione di foresta
Ecco un angolo del Sunderban (bella foresta). Alberi e animali popolano la boscaglia, ma c'è un fatto nuovo: la distruzione della foresta. Qualcuno taglia gli alberi e gli animali spaventati si vedono crollare la loro casa: scimmie che saltano da un albero all'altro, uccelli che volano via. La stessa tigre si sente meno protetta.
26 - Il villaggio di Manipur
Il nome del villaggio è quello di una nota danza bengalese. E' un bel villaggio. Ci sono case, alberi, barche, barcaioli e bei fiori. Dall'altra parte della strada il paesaggio continua, ricco di vita. C'è chi trasporta verdura e frutti del campo in testa e chi raccoglie il succo della palma da dattero in contenitori di terracotta appesi alle palme, mentre si vedono uccelli che volano in cielo. E' un bel villaggio.
27 - Uccelli e pesci
E' ancora un angolo di foresta con alberi, fiori, uccelli che cantano, api che fanno il miele pesci che nuotano
28 - I serpentai nel villaggio
Si spostano da un villaggio all'altro con tende piccole e grandi o con barche. Dopo la colazione del mattino, con i loro cesti vanno nei villaggi a mostrare i serpenti e a vendere medicine naturali ai malati che incontrano. Alcuni sono bravi conoscitori di piante medicinali che, insieme allo show, hanno l'occasione di vendere e guadagnare cosi da vivere.
29 - Il villaggio di Puja
In questo villaggio, le case son ben solide e la gente si sposta da un posto all'altro per commerciare. Gli abitanti hanno la fortuna di avere un fiume discretamente grande, che permette alle barche di trasportare persone e beni. Si intravedono gli animali della foresta oltre il fiume, fiori, uccelli, pesci e un bel cielo con il sole che spunta tra gli alberi.
30 - Amore di mamma e figlio
Nel villaggio di Solpur arrivò un'alluvione che allagò tutto: strade, case, mercati e ogni cosa furono coperti dall'acqua. Anche la fontana rimase inutilizzata. Dopo alcuni giorni, uno dei pochi bambini sopravvissuti disse alla mamma che aveva tanta sete. E lei, presa la brocca, si incamminò verso un altro villaggio dove sapeva che c'era l'acqua. Ci arrivò con l'acqua alla gola poi, con l'aiuto di un barcaiolo, fece ritorno, ingerendo però molta acqua sporca durante il cammino. Il bambino felice bevve. Ma poco tempo dopo si accorse che la mamma si era ammalata per andare a prendere l'acqua. Pregò perchè guarisse e la sua preghiera fu esaudita.
31 - L'alluvione
Nel villaggio vicino, sempre durante l'alluvione, una ragazza di 28 anni aveva saputo che a distanza di un'ora e mezza di barca c'era un villaggio con case di terra ed era tutto allagato. Bisognava andare a soccorrere la gente che si era messa sul tetto delle case. La ragazza chiese a tanti di andare con lei, ma tutti avevano paura. Allora partì e, dopo un'ora e mezza, arrivò in quel villaggio, prese la prima persona che vide sulla sua casa e la portò in salvo. Invitò ancora altri, ma nessuno andò con lei per la paura. Lei ripartì e dopo tre ore tornò con un secondo bambino salvato. Nella sua barca poteva portare solo una persone per volta. Venne la notte e lei continuò a remare e a portare gente in salvo. Remò per 36 ore, salvando 12 persone che sarebbero tutte annegate.
32 - La boscaiola e la tigre (Juragate asilo)
Ogni giorno una boscaiola andava nella foresta a tagliare legna, che poi vendeva per sostenere la famiglia. Si preoccupava anche di portare dei regali per gli uccelli, le gazzelle, le scimmie e altri amici animaletti. A tutti portava banane, biscotti, vari tipi di verdure e tutti erano felici e non si fermavano più a pascolare. Senza animali la tigre cominciò a fare la fame: un giorno affrontò la boscaiola e le staccò un braccio, pensando che così non sarebbe più venuta nella foresta a tagliare la legna. Dopo alcuni giorni di convalescenca, però, la boscaiola tornò nella foresta e da allora i suoi amici animali cominciarono a portarle regali. Venivano gli uccelli con buone bacche; le scimmie con tre banane, le gazzelle con erba che lei poteva portare a casa alla mucca. E tutto tornò in fesa. La tigre l'affrontò di nuovo, dicendo che le avrebbe staccato le gambe, così non sarebbe più tornata. La boscaiola rispose: "Sono dalla scimmia, che è sulla palma di noce di cocco. La tigre ci andò ma, imvece delle gambe, si prese sulla testa una pioggia di noci che la fecero morire.
33 - Il pastore bugiardo (Juragate asilo)
Mentre era al pascolo vicino alla foresta, per scherzo un pastore gridò: "Aiuto! C'è la tigre!" e tutti corsero, ma videro solo il pastore che se la rideva perchè erano stati tutti dei creduloni. Così si ripetè la storia il secondo e il terzo giorno. Il quarto giorno arrivò la tigre e le grida del pastore non scomodarono nessuno, perchè sapevano che diceva solo bugie. Il giorno dopo trovarono solo i vestiti del pastore.
34 - Lo stupidotto
Uno stupidotto trovò un serpente vicino al fiume. Si avvicinò e vide che tremava. Preso dalla compassione, lo sollevò e se lo mise vicino al cuore, al caldo. Lentamente il serpente si riprese e, quando si fu completamente ristabilito, trovando il braccio dello stupidotto a portata di morso, lo addentò avvelenandolo. Lo stupidotto morì, perchè non aveva pensato che la prima occupazione del serpente è quella di mordere.
35 - L'anatra e il pesce dorato
Padre, madre e due figli coltivano i campi. Mentre andavano a falciare il riso, furono sorpresi da un mezzo ciclone, che piegò a terra tutte le piante di riso: per questo tornarono a casa con una fascina piccola e per di più bagnata. La donna disse alla famiglia di non preoccuparsi, perchè il giorno dopo avrebbero potuto mangiare l'anatra, non essendoci riso. L'anatra sentì e si mise in salvo il mattino presto. Incontrò il pesce dorato che piangeva e si lamentava, perchè tutti i pesci avevano invidia di lui. Sia l'anatra, sia il pesce decisero di andare molto lontano da uomini e pesci per continuare a vivere in pace.
36 - E' arrivato il signor Mosca
Al mercato c'era una vendita di colciumi all'aperto. Il proprietario disse al figlio di fare attenzione alla merce, mentre lui si riposava due ore perchè era molto stanco. Arrivò il signor Mosca e chiese al bambino dove fosse il padre: la risposta fu che riposava. Il signore disse al bambino di chiamare il papà e di fargli sapere che Mosca voleva mangiare i dolci. Il bambino lo fece e il papà rispose: "Lascia che mangino tranquille". Allora il bambino lasciò che il signor Mosca mangiasse fino a saziarsi. Poi se ne andò. Appena si fu svegliato, il papà chiese chi avesse mangiato i dolci e il bambino rispose che lui stesso aveva autorizzato Mosca. Capirono entrambi che non erano stati abbastanza intelligenti.
37 - Lo zingaro venditore di yogurt
Ogni giorno uno zingaro andava al mercato a vendere lo yogurt. Prima di partire volle fare il bagno e incaricò la capra e la scimmia di fare attenzione che nessuno mangiasse lo yogurt. Mentre lo zingaro faceva il bagno, la scimmia si riempì la pancia di yogurt e sporcò il muso della capra. Quando lo zingaro tornò, vide che qualcuno lo aveva mangiato. Vide il muso della capra bianco e, pensando che fosse lei la colpevole, la uccise con una bastonata in testa. La scimmia fece una risata e il venditore capì chi era la vera colpevole e le spezzò una gamba. Da quel giorno se la portò in giro a fare spettacolo e, per la compassione della scimmia zoppa, lo zingaro guadagnava a sufficienza per vivere.
38 - Gli uccelli e le scimmie
Vicino a un fiume c'era un albero con nidi di uccelli che covavano i piccoli. Venne un terribile temporale con acqua, vento e fulmini e un gruppo di scimmie arrivò a ripararsi un poco sotto l'albero. Erano bagnate e tremavano. Gli uccelli dissero alle scimmie: "Noi non abbiamo nè braccia nè mani, eppure ci facciamo case confortevoli per noi e i nostri piccoli". Le scimmie, prese da invidia e gelosia, aspettarono che tutto tornasse asciutto e calmo, poi salirono sull'albero distruggendo tutti i nidi agli abitanti dell'albero, dimostrando così che fare buoni discorsi a chi è pigro e con poco cervello non vale proprio la pena.
39 - La cesta di uova
Ogni settimana un contadino andava al mercato con la sua cesta di uova. Un giorno, molto stanco, si fermò sotto un albero e si mise a sedere accanto alla cesta. Cominciò a sognare di vendere le uova e con i soldi di comprare una capretta che crescendo e dando altri figli, poteva essere scambiata con una mucca che, crescendo insieme ai vitellini, avrebbe potuto essere venduta dal contadino per costruire una piccola casa e poi un un bell'allevamento di galline. Nel sogno vide poi un povero che gli chiedeva l'elemosina ma, per toglierselo da vicino, il contadino - sempre in sogno - , gli diede un calcio. Svegliandosi, però, vide che il suo calcio aveva colpito la cesta, facendo rotolare uova e sogni insieme.
40 - Lo zingaro fortunato
Per mantenere la famiglia, uno zingaro con due figli andava a pescare ogni giorno con molta fatica. Una sera sentì i suoi bambini piangere per la fame e per loro, benché fosse notte, tornò a pescare. Non prese pesci, ma una grande bottiglia. L'aprì e ne uscì una fata che, per prima cosa, ringraziò ripetutamente lo zingaro per averla liberata dopo tanti anni di prigionia. La fata chiese se poteva fare qualcosa per lo zingaro, che le raccontò tutta la sua vicenda. Lei gli disse: "Prendi, ogni volta che esprimerai un desiderio lo otterrai su questo piatto". Per prima cosa lui chiese il riso per i suoi figli, poi pesce e carne, casa e soldi. Potè così crescere la sua famiglia che diventò la più ricca dell'accampamento, pur rendendo ricche tutte le famiglie del suo gruppo. E vissero tutti felici.
41 - Il giardiniere
Un bambino di nome Shumon era appassionato di fiori. La mamma gli concesse di fare un giardino vicino a casa. Shumon cominciò a seminare e a piantare ogni tipo di fiori. Quando tutto fu fiorito, il bambino si rallegrò molto e ogni giorno, vedendo nuovi fiori, la sua felicità aumentava. Un diavoletto lo vide e, geloso e invidioso nel vedere qualcuno felice, distrusse tutti i fiori. Il bambino pianse e pianse, fino a quando si ammalò. Fu allora che un angelo, vedendolo ammalato, gli chiese che cosa fosse capitato. Shumon spiegò come aveva perso tutti i fiori. Con la sua bacchetta magica, l'angelo rimise in fiore tutto il giardino e Shumon recuperò la gioia e salute.
42 - Mamme
Una mamma di città dice al suo bambino: "Se non stai bravo chiamo gli zingari che ti porteranno via nel sacco". Una mamma zingara dice al figlio: "Se non stai bravo chiamo i gagé (i non zingari), che ti porteranno via nel sacco". Non esiste proprio nessuna differenza?
43 - Tigre e ragazza sposi!
Un giorno la tigre visitò il villaggio di Purabari. Vide una bella ragazza e volle sposarla. La tigre mandò l'intelligente civetta dal padre della ragazza per gli accordi riguardanti il matrimonio. Il padre disse: "Mia figlia ha certamente paura di sposare una tigre, a meno che sia disposta a cavarsi i denti e le unghie. Solo in questo caso potrò darle mia figlia in sposa". Per amore la tigre accettò l'accordo e furono invitati per la festa tutti gli animali dei dintorni, anche i nemici della tigre stessa: era un'occasione straordinaria quella di trascorrere una giornata in compagnia della tigre che avevano sempre temuto. Il padre della ragazza preparò il banchetto, ma la tigre, che si era tolta i denti e le unghie, non riuscì a sopravvivere.
44 - La volpe e la scimmia
La volpe, dopo aver cercato tutta la notte cibo, vide un grappolo di banane molto alto, custodito da una scimmia che dormiva. La volpe la salutò: "Buongiorno!". Ma la scimmia, infuriata per essere stata svegliata, per punirla tirò una per una tutte le banane alla volpe, che alla fine la ringraziò.
45 - L'aquila
Nell'ultima guerra i pakistani uccisero tanti bengalesi come l'aquila mangia i pesci. L'aquila (cioè il Pakistan) fu così golosa che mangiò tanto da morire. Alla fine i pesci (cioè i bengalesi) fecero festa per la loro liberazione.
46 - La cicogna e la volpe
Si invitarono l'un l'altra per pranzare insieme, ma mentre la volpe preparò un bel piatto di pesci che mangiarono felici, la cicogna, dal canto suo, preparò la pietanza in una giara di terracotta. Col suo lungo becco riusciva a mangiare comodamente , mentre la volpe, con tutte le sue astuzie, tornò a casa con la pancia vuota.
47 - Elefanti
La notte di Natale, dopo i preparativi per la festa, tutti gli abitanti del villaggio erano pronti non solo a bere, ma anche a ubriacarsi. Avevano preparato grandi contenitori di riso fermentato che diffondeva il profumo dell'alcol in tutto il villaggio e non solo. Dal confine indiano, attirati dal profumo dell'alcol, arrivarono gli elefanti e affondarono le proboscidi nei contenitori del riso fermentato. Dopo aver bevuto ed essersi ubriacati, fecero a pezzi il fragile villaggio. La gente trovò asilo solo nella chiesa vicina, che era in cemento armato e tutti passarono la notte di Natale in preghiera, a ringraziare per essere vivi.
48 - Le uova d'oro
Una famiglia lavorava e viveva in pace. Tutti i giorni il padre andava a vendere il latte che gli dava la mucca. Con quei soldi manteneva la famiglia e un giorno riuscì anche a comprare un anatroccolo, che si fece grande e diventò una gran bella anatra che cominciò a fare le uova. Ma con grande sorpresa dell'uomo, le uova erano d'oro. Le vendeva e guadagnava tanti soldi. Un giorno pensò di aprire la pancia dell'anatra per trovare ancora più uova d'oro. Col coltello la tagliò, ma l'anatra non aveva nulla da dare a un uomo che, per avidità era diventato cattivo.
49 - L'intelligenza vince sempre
Un boscaiolo sentì dei gemiti e trovò la tigre sdraiata e gemente per un osso di gazzella piantato nel collo. La tigre chiese aiuto e il boscaiolo si lasciò commuovere e l'aiutò a liberarsi dell'osso. Ma la tigre disse: "E' una settimana che non mangio e adesso devo mangiare te". Il boscaiolo disse: "Io ti ho fatto del bene e perchè vuoi ricompensare con il male?" La tigre capì e se ne andò nella sua foresta.
50 - Il tesoro
Un contadino, nel campo, trovò un tesoro. Dentro c'era una perla di rara bellezza, ma nessuno poteva comprarla. Dissero al contadino: "Va' dal Re, lui potrà comprarla". Affittò una bella carrozza e andò dal Re, ma questo non capì il valore della perla. Il contadino passando molto tempo con essa si affezionò e non volle più venderla a nessuno
51 - Una bella famiglia nel villaggio
La famiglia viveva del lavoro nei campi, coltivando del grano e pescando nel fiume. La mamma faceva tutti i lavori di casa. I genitori la sera dicevano ai figli e alla figlia: "Vedete quanto lavoriamo per voi? Fate i bravi, studiate così quando sarete grandi potrete anche voi fare qualcosa di buono per gli altri". I bambini capirono, studiarono, diventarono grandi e furono entrambi medici. Nel villaggio costruirono una piccola clinica. Un giorno il papà si ammalò e fu portato nella clinica dei figli. Fu guarito in poco tempo e così ricevette una bella ricompensa.
52 - Il nido dei corvi
Quando i corvi preparano il nido in primo luogo sistemano pezzi di legno abbastanza grandi. In seguito sistemano rami con lunghe spine, poi mettono foglie e piume o bambagia di pioppi o di altre piante. Da ultimo le uova che vengono covate. Quando i gusci si schiudono, i genitori li imbeccano e li proteggono con tanta cura. Poichè i corvetti al caldo e mantenuti stanno veramente bene, non comincerebbero mai a volare. A questo punto la madre comincia a buttare via la bambagia, poi le foglie e quando i piccoli si posano sulle spine cominciano a vedere i rami vicini e iniziano a volare.
53 - L'elefante re
La famiglia di Bogat (grande elefante) decise di incoronare re l'anziano Bogat, perchè si era sempre nutrito solo di erba, canne, foglie e tenere palme, ma non aveva mai attaccato nessun animale, né grande, né piccino. Per questa celebrazione invitarono non solo gli elefanti parenti, ma tutti gli animali che incontrarono nella foresta e tutti quanti si rallegrarono della festa.
55 - La nascita degli uccellini
Un mattino si sentì un gran cantare di uccelli. Cosa era capitato? Erano nati due uccellini e tutti gli uccelli del bosco erano stati invitati per la festa.
56 - La riva del fiume
Qui troviamo un paesaggio molto comune: il villaggio col fiume, case, alberi, uccelli, barche, pescatori e lavoratori del campo.
57 - L'anatra, gli anatroccoli e la volpe
Un'anatra con dieci anatroccoli pascolavano ogni giorno e la volpe li guardava, con una gran voglia di mangiarli. Un giorno, vista l'anatra da sola, si avviò alla casa degli anatroccoli e bussò. "Chi c'è?" chiesero gli anatroccoli. "La vostra mamma", rispose la volpe. "No la mamma ha un'altra voce". La volpe cercò una casa dove si cucinava e bevve di un fiato l'acqua bollente e si bruciò tutta la gola. Tornò e bussò agli anatroccoli ed essi: "Chi c'è?" "La vostra mamma", disse la volpe. Risposero: "No la mamma non ha una coda così lunga". La volpe tagliò la coda e andò di nuovo a bussare. Gli anatroccoli domandarono: "Chi c'è?" "Sono la vostra mamma" rispose la volpe. "No, la mamma non ha peli così rossi, lei è tutta bianca". La volpe si rovesciò acqua bollente sul corpo e perse tutti i peli. Andò a cercare farina, si coprì tutta e tornò a bussare . "Chi c'è?" "La vostra mamma", disse la volpe. "No, la mamma non ha quattro zape, ma solo due". La volpe, tanto golosa di anatroccoli, si tagliò anche due gambe e si incamminò a bussare nuovamente. Ma la perdita di tanto sangue la fece morire durante il viaggio, prima di arrivare alla casa degli anatroccoli.
58 - I fior di loto e i pesci
I tuberi delle ninfee e del loto avevano vissuto a lungo nell'acqua in compagnia dei pesci, ma poi, per ubbidire alla natura, salirono lentamente e, appena fuori dall'acqua, aprirono i loro fiori in quel nuovo mondo. Un giorno i pesci si lamentarono: ad essi toccava restare sempre sotto quell'acqua, senza mai vedere quell'altro meraviglioso mondo. I fiori però spiegarono che anche chi vive fuori dal mare non può mai vedere gli scenari meravigliosi che esistono tra tutte le piante mosse dall'acqua e gli infiniti colori dei pesci. Entrambi capirono che era bello essere felici nel proprio mondo, quello che il buon Dio ci ha dato.
59 - La tenda e le case
Un giorno, una tenda di zingari domandò alle case: "Come potete rimanere sempre nello stesso posto? Noi ci spostiamo ogni settimana e la nostra vita non è monotona, perchè possiamo vedere tutte le meraviglie del mondo". Da quel giorno alcune case cominciarono a pensare seriamente di muoversi e diventarono carovane, roulotte e rimorchi.
60 - La Gli zingari e i sedentari
Le persone che vivono in case spesso si chiedono: "Chissà perchè gli zingari si muovono sempre da un posto a un altro?" E gli zingari si chiedono: "Come possono i sedentari vivere sempre nello stesso posto?" Tutti risondono che sono contenti della propria vita.
61 - I sogni delle barche
Venne la notte e tutti i pescatori misero le barche a dormire. Una di esse, che durante la giornata aveva visto tanti pesci, sognò di essere anche lei un pesce. Un'altra che aveva navigato tra una gran quantità di ninfee, sognò anche lei un fior di loto, molto simile ad esse. Le altre barche si riposarono aspettando il nuovo giorno.
62 - L'alluvione
Quando è arrivata l'alluvione siamo scappati tutti con i nostri bagagli. Anche il sole è fuggito con il suo. Quanta paura in quel giorno!