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Itinerario matematico nel cristianesimo
di Francesco Malaspina
Presentazione di Renato Rosso
Prefazione di Antonio Ambrosetti
Postfazione di Ferruccio Ceragioli
Effatà Editrice
Trama del libro
"Il nostro autore, servendosi dei suoni neutri della matematica e organizzandoli in accordi e in forme narrative, ha ottenuto un corale che ha "cantato" un prezioso spartito di cristianesimo. Accompagna il lettore con un linguaggio strettamente scientifico e tecnico e, in parallelo, con un linguaggio intuitivo, per cui offre la possibilità anche ai non addetti ai lavori di non scoraggiarsi e di non chiudere il libro dopo le prime pagine". (Dalla Presentazione di Renato Rosso).
"Questo affascinante piccolo grande libro introduce in modo efficace il lettore a concetti matematici complessi e li collega alla fede cristiana. Attraverso essi Malaspina ci costringe a pensare, ci fa riflettere sui grandi problemi della vita umana e riesce a comunicarci il suo modo profondo di vivere la fede e il suo grande entusiasmo per la matematica" (Dalla Prefazione di Antonio Ambrosetti). "Si tratta di recuperare un modo di pensare capace di vedere le cose non solo in se stesse come nell'approccio scientifico, ma anche come simboli. E anche in questo senso il confronto con la matematica, che vive di simboli, appare di grande interesse. Come altri hanno utilizzato altre arti per parlare della bellezza del cristianesimo, così ci si può legittimamente servire della astratta e limpida bellezza della matematica per parlare di Gesù Cristo" (Dalla Postfazione di Ferruccio Ceragioli)
Testo scritto in occasione del centenario del Genocidio dei Santi Martiri Armeni
Nella foto il Tsitsernakaberd Memorial
La Bibbia in parole povere
Effatà Editrice 2015
La Bibbia «in parole povere» è la Bibbia del primo incontro, dei pastori, dei semplici che, privi di speciali bagagli culturali, incontrano il Signore e contemplano la sua “gloria”: la Bibbia nello spirito di Betlemme.
A Betlemme non c’è da capire, c’è piuttosto da inginocchiarsi e adorare. Così fanno anche i Magi: essi arrivano da lontano, sono degli stranieri, degli extracomunitari che non sanno a quale porta bussare e vanno persino da Erode. Ma sono attratti da una luce, da una stella. Cercano un bambino e anch’essi incontrano il Signore Gesù. A Betlemme Gesù si nasconde ai sapienti, si rivela ai piccoli, ai poveri beduini, accampati nelle vicinanze. Betlemme è piccola, ma proprio là, in quello scarno presepio, cantano gli angeli.
La Bibbia di Betlemme è questo presepio, che proprio perché semplice ci può aiutare a incontrare Gesù. Non è un testo per teologi: essi hanno altri mezzi per incontrare il Signore.
La Bibbia di Betlemme nasce infatti dal progetto del Concilio Vaticano II di offrire almeno le pagine bibliche di maggior rilievo a tutta la comunità dei cristiani nel mondo.
Per annunciare al mondo questi testi, si è scelta come sede privilegiata la santa Messa domenicale e feriale. Risulta quindi una antologia biblica distribuita nell’arco dei tre anni liturgici A B C. La Bibbia di Betlemme presenta la stessa antologia di testi che quella Commissione ha scelto, ma non in un contesto liturgico, bensì nell’ordine biblico, come si trova nella Bibbia integrale ufficiale.
Questa Bibbia è per noi, adolescenti nella fede, che vogliamo solo vedere un Bambino: il testo «in parole povere» ci può accompagnare a trovarlo.
Ed. Effatà 2010
Fate questo in memoria di me
Ogni giorno dobbiamo fare la nostra piccola, grande consegna, per entrare a far parte dei «beati» del Vangelo: perdere tutto per il regno, al fine di non avere più nulla da perdere nel momento in cui Dio ci chiederà tutto.
«Prendete, questo è il mio corpo e il mio sangue che io consegno per voi. Fate questo in memoria di me». Con queste parole Gesù ci invita a fare come Lui: prendere il nostro corpo, il nostro sangue, e consegnarlo nelle mani del Padre e dei fratelli. Se noi non ci consegneremo, tutte le volte che celebriamo l’Eucarestia faremo solo una drammatizzazione piena di grazia, ma non quello che Lui ci ha indicato.
Guardare il fratello con occhi di fede
Questo libro vuole essere un «taccuino di viaggio», dove l’Autore ha trascritto brani del vangelo letto con gli amici, testi della tradizione cristiana che provocano un confronto tra il nostro incontro con Gesù nell’eucaristia e il nostro incontro con lui nei poveri (che per i padri sono come «la seconda eucaristia»). Nel suo insieme, questa breve pubblicazione assume la fisionomia di una celebrazione, «la messa sull’uomo»: letture bibliche, appunti per la riflessione e il canone. È la festa dell’uomo. Il corpo e il sangue dell’uomo sono diventati il corpo e il sangue di Cristo e noi contempliamo questo mistero.
Ed. EDB 2009
Dalle lettere degli Apostoli
Le Lettere degli Apostoli raccolte nel Nuovo Testamento esprimono dei contenuti altissimi e sono ricchissime di suggestioni e di spunti per la vita cristiana.
Questo libro ne presenta una trasposizione in lingua corrente che vorrebbe trasmettere l’essenziale del modo in cui gli Apostoli seguivano le comunità che avevano fondato, preoccupati che i cristiani non perdessero il fervore della vita evangelica e non si distaccassero dal Signore Gesù, che avevano accolto come il salvatore della loro vita. Paolo, Giacomo, Pietro, Giovanni e Giuda escono da queste pagine con una grande forza comunicativa, di padri nella fede autorevoli e accorati nell’accudire il loro gregge.
Ed. Effatà 2004
Ed. Effatà 2001
Con il santo di Assisi per le strade del mondo
Quale forma dovrà assumere la fede cristiana per testimoniare il Vangelo agli uomini e alle donne del terzo millennio? Una risposta giunge da queste pagine, attraverso il racconto di una vita. È il Francesco d’Assisi del nostro tempo testimone di un amore talmente gratuito da non cercare neppure la ricompensa della conversione di coloro con cui ha scelto di vivere, i nomadi: gli zingari del Brasile e del Bangladesh.
Ricamo e poesie in Bangladesh
Ricami della vita di Gesù con la straordinaria tecnica bengalesa della nokshi kantha
Ed. No profit 2001
Ed. EDB 1996
Don Renato Rosso vive da tre anni con gli zingari "jajabor" del Bangladesh: una vita nomade trascorsa spesso sull'acqua, tra una tenda e una barca, con l'assoluto divieto di predicare il cristianesimo a questo popolo islamico. Nelle angustie materiali e in assoluta solitudine è difficile scrivere un libro vero e proprio. Infatti "Nella grotta di Elia" più che un libro è una sorta di sogno in cui l'autore rivive il vissuto monastico tradizionale dal proprio punto di osservazione: l'accampamento dei nomadi è il suo monastero, la tenda o la barca la sua cella.