Temi trattati
Il Seicento
Come i temi vengono trattati
Manzoni racconta la peste di Milano in tutte le sue fasi con puntuali riferimenti storici agli studiosi dell'epoca, come Tadino, Ripamonti e Settala. Lo scrittore si sofferma sui dettagli della vicenda, più famosa che conosciuta, e sulle sue evoluzioni incoerenti perché negli errori e massime negli errori di molti, ciò che è più interessante e più utile a osservarsi, mi pare che sia appunto la strada che hanno fatta, l’apparenze, i modi con cui hanno potuto entrar nelle menti, e dominarle. Per destreggiarsi in questo percorso così lungo e così storto, Manzoni propone di osservare, ascoltare, paragonare, pensare, prima di parlare. Egli stesso si accorge però che parlare, questa cosa così sola, è talmente più facile di tutte quell’altre insieme: noi uomini siamo quindi da compatire. La conclusione del capitolo è riporta quindi l'unica verità certa sulla peste a Milano, ma non solo a Milano e non solo sulla peste: in un momento delicato, noi uomini ci facciamo tirar giù dal panico al posto di rialzarci grazie alla ragione. Siamo da compatire perché la pigrizia mentale di uno di noi è la morte di tutti.
Perché i temi vengono trattati
Nel capitolo in questione, la storia torna a essere protagonista del romanzo, secondo la poetica del vero per soggetto. La storia della peste è narrata come la rivolta del Forno delle Grucce: vengono delineate le origini, le cause e le conseguenze del fenomeno, ponendole sempre in relazione con la gente dell'epoca. Gli sbagli di quest'ultima (grandi mali e grandi errori ) divengono le basi per le critiche storiche di Manzoni, il quale apprende dalla storia ciò non andrebbe ripetuto in futuro. Le persone sono infatti protagoniste degli eventi, perché sono proprio loro a mandare avanti la storia: gli errori commessi vengono analizzati nel dettaglio e condannati dallo scrittore, al fine di evitare che si verifichino nuovamente. Manzoni non ha infatti paura a esaltare gli umili in un capitolo e a sgridarli nell'altro, perché questa è la realtà dei fatti: certo, i potenti spargono fandonie, ma il popolo vi crede. Questa è la sua colpa, la miscredenza, la cecità, la fissazione.