Membro del Tribunale di Milano e protomedico, viene mandato insieme a un auditore per svolgere un sopralluogo riguardo la peste, a seguito di un medico e un commissario che si erano fatti abbindolare da un barbiere di Bellano. A causa della sua denuncia, ossia aver dichiarato che Milano era stata colpita dalla peste, viene odiato dal popolo, il quale non gli crede: egli viene addirittura dichiarato nemico della patria, insieme al figlio di Settala.
Egli sospetta che il primo appestato sia Lovato di Lecco, entrato a Milano il 22 ottobre.