Temi
La Provvidenza, Gli Umili e La Fede
Come i temi vengono trattati
La Provvidenza viene presentata come minaccia da parte di Fra Cristoforo a Don Rodrigo (“Ho compassione di questa casa: la maledizione le sta sopra sospesa. [...] Lucia è sicura da voi: ve lo dico io povero frate; e in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno…”), indicando che la giustizia divina farà il suo corso, anche se il prepotente signorotto cercherà di impedirlo. Inoltre, anche il vecchio servitore che avverte Fra Cristoforo del losco di Don Rodrigo può essere visto come un segno della Provvidenza: l’uomo ha sì tradito la sua fedeltà al signorotto, ma per un bene maggiore.
Agnese è invece la rappresentante della destrezza popolare, con la sua proposta del matrimonio a sorpresa. Lucia, che reagisce male all’idea della madre (“Son imbrogli, non son cose lisce. Finora abbiamo operato sinceramente: tiriamo avanti con fede, e Dio ci aiuterà.”), è ancora una volta l’incarnazione della fede manzoniana: aspettare che la Provvidenza faccia il suo corso è, secondo la sposa, saggio. Infatti, cercare di scompigliare i fili del piano di Dio si dimostrerà solo controproducente.
Perché vengono trattati
Manzoni anticipa al lettore il destino sia degli sposi che di Don Rodrigo, la Provvidenza, proprio per rimarcare il fatto che tutti i tentativi di aggirare il piano divino, o di anticiparlo, nel caso della madre di Lucia, sono semplici sprechi di energia: il fato farà il suo corso, a suo tempo. Secondo lo scrittore, l’unico atteggiamento saggio è quindi quello che adotta Lucia: aspettare e avere fede. La furbizia di Agnese si rivelerà infatti inutile, ma rappresenta un comportamento tipico del popolo, il quale si è sempre dovuto affidare a se stesso: cercare scappatoie per ottenere giustizia.