Temi
La Giustizia Terrena
Come i temi vengono trattati
Quando Renzo si reca dall’Azzecca-garbugli per risolvere la questione del matrimonio, l’avvocato fraintende tutto e pensa che Renzo abbia minacciato Don Abbondio, scambiando quindi lo sposo per un bravo. Durante la lettura di una grida del 1600 (righe 111-135), riportata ai fini del vero per soggetto, l’avvocato nota che Renzo non è ansioso, cosa non usuale per qualcuno che ha commesso un reato; dice infatti: “Vi siete fatto tagliare il ciuffo.” (i Bravi portavano un ciuffo lungo che cadeva sul volto, per evitare di essere riconosciuti: ciò viene spiegato riportando una grida del tempo (righe 144-156), sempre per fedeltà alla poetica). Ma quando Renzo rivela di non essere un Bravo (“io non ho mai portato ciuffo in vita mia”), l’Azzecca-garbugli lo incita a dirgli la verità, che tanto la legge era lì apposta per essere piegata a proprio vantaggio, e il lavoro dell’avvocato era proprio quello (“All’avvocato bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi a imbrogliarle.”). Renzo spiega però di non aver esercitato alcuna prepotenza, bensì di averla subita dai Bravi di Don Rodrigo; a quel punto, l’avvocato lo caccia dallo studio, gli restituisce i capponi portati in dono e dichiara di non volerlo aiutare.
Perché vengono trattati
Manzoni usa il capitolo per spiegare quanto sia corrotta la giustizia terrena: l’avvocato, infatti, complice di Don Rodrigo, non osa nemmeno pensare di usare la legge per fare giustizia, andando così contro il suo amico.
Viene inoltre letteralmente detto che la legge non va davvero applicata, ma usata a favore dei più potenti, anche se sono nel torto e i deboli ci rimettono. Ovviamente, tutto ciò, secondo Manzoni, non accadrebbe se ci si affidasse alla Provvidenza, l’unica vera fonte di giustizia.