CORSO DI PITTURA Imparare Arte con l'artista Paola Moglia
"Fuoco di Luna" di Paola Moglia
Jean-François Bachis-Pugliese, Archivista, Semiologo e Critico d'Arte Emerito
Siamo di fronte a un' opera d' Arte, della Pittrice, il Maestro, Paola Moglia.
L'opera e' costituita da una tela in lino, quadrangolare, di chiara matrice geometrica euclidea, costituente appunto l'opera in menzione.
La pittura infuocata caratterizza di continuo la pratica artistica della pittrice in questione, sicche' tale avvertenza tecnicista, puo' benevolmente essere inserita nelle attente ricerche artistiche di tutti i pittori aniconici di ogni tempo e luoghi manifesti e non piu' manifesti della realta' fenomenica.
Perciocche' si deduce adunque il fatto che, la visione infuocata che, l'anima vegetante della pittrice, Moglia, e' capace di percepire nei suoi inconsci piu' reconditi e pacifici, sia essa stessa ontoverificabile nella sua vasta produzione artistica, all' interno della realta' fenomenica, ove si palesano di continuo le svariate fiamme del Fuoco Alchemico Manifesto che, brucia di continuo, solo in alcuni esseri psichici, piu' risoluti e tranquilli, facenti parte dell' umanita' recaltrante.
Gli sfumati pittorici contribuiscono in uopo di ontoverificare il quasi biditridimensionalismo pittorico di possibili dimensioni psicoallucinanti che, la pittrice suddetta, e' in grado di percepire nella Somma Solitudine del Suo Atelier di Casa nella sua anima vegetante.
Le linee esili o massive di un primo disegno di base ontoconcretizzante fatte a matita o altro di differente, non sono quasi mai impiegate dall'estro artistico della pittrice in questione e ne' quantomeno evocanti l'ontosignificazione delle complesse forme antropiche o animali tutte, nonche' degli obiecta stessi che, da sempre, accompagnano l'esperianzialita' di vita dell'umanita' recalcitrante, pellegrina e unica esistente sulla superficie del pianeta terra manifesto e giammai presente nei suoi multiuniversi.
Gli aniconismi pittorici, tentano di autodissolversi nel loro supremo esito ontologico, ma non lo fanno, per volonta' stessa della pittrice, poiche' cotali aniconismi, rappresentano in guisa la liberta' stessa di Spirito e di animo supremo della Pittrice in questione, e null'altro di differente che, possa palesare delle forme di distrazioni psicologiche nei confronti dei possibili osservatori delle sue opere, nel momento in cui ognuno di essi e' capace con la propria anima e il proprio corpo di ontoconcretizzazione antropico di sostare nei medesimi spazi ontologici accoglienti loro stessi e l' opera manifesta, qui in menzione.
** " Non moltiplicare gli enti se non sono necessari" Guglielmo da Okkam ***
.. Jean-François Bachis-Pugliese, Archivista, Semiologo e Critico d'Arte Emerito, nonche' Esperto e Critico d' Arte della Camera di Commercio di Cosenza.
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