Studio Acconciature

LA PROVINCIA 1994

Iniziativa-shock in uno studio d'acconciature in via dei Mille; ma tutto è proposto con stile, misura, coerenza

Quadri, falsi, grafica, design: di tutto di più

L'unione di più espressioni di un medesimo luogo non è un assemblaggio kitsh, ma un invito che obbliga il visitatore a trovare un contatto visivo con linguaggi apparentemente estranei tra loro. Successo di presenze anche per l'importanza di molte delle opere esposte. Il fascino dei "falsi d'autore" e delle varie esperienze presentate uno spazio alternativo.

di Donatella Migliore

Uno studio di acconciature, quadri di noti artisti cremonesi, falsi d'autore, grafica, design: nulla apparentemente in comune, eppure, se legato dal preciso intento di presentare una multiforme mostra di varie tendenze espressive, il tutto assume l'indubbio significato di un'iniziativa coraggiosa, di impronta personalissima. Questo abbiamo recepito visitando la mostra allestita nello Studio Acconciature Isa in Via dei Mille a Cremona.

Intendiamoci subito: non il nuovo tanto per stupire, sarebbe troppo comodo e sin troppo scontato. La novità è stata qui coniugata allo scopo ben definito di dimostrare come un luogo d'artigianato artistico possa diventare a sua volta contenitore di differenti linguaggi d'arte. L'idea è venuta a Paola Moglia, classe 1963, grafica con un passato di Art Director in campagne pubblicitarie per clienti tra cui Timberland, Grigio Perla, Les Copains, e di free lance a Milano e a Venezia, la quale, tornata a Cremona ha voluto incanalare la sua intraprendente carriera metropolitana in un'iniziativa (si spera la prima di tante altre) un pò shock per Cremona. Quello che ci voleva! L'importante è stato proporre la novità con stile, misura e coerenza; l'intento non è semplicemente stato quello di sbalordire, ma di tracciare una strada nuova nell'ambito delle proposte d'arte: il bersaglio è stato colpito. Se poi l'obiettivo ha risposto anche ad esigenze estetiche, come in questo caso, siamo nel pieno dell'originalità non fine a se stessa, ma motivata da un solido percorso culturale e mentale.

In questa iniziativa la serietà si è unita alla volontà di sdrammatizzare ciò che di "sacro" talvolta si ritrova in certi santuari della cultura, dove si rischia di subire iniziative tropo lontane da un approccio diretto con il visitatore. Questa mostra è stata rivolta proprio a "stimolare più persone all'arte, a volte schive ad andare presso le gallerie o luoghi simili per disabitudine o soggezione" per dirla con Paola Mogli: l'unione di più espressioni in un medesimo luogo è un invito, ma può anche diventare, sottilmente, un perdonabile obbligo per lo spettatore a mettersi in contatto con linguaggi altrimenti estranei.

Starà poi a lui evitarli o selezionarli e scegliere quelli più consoni al suo gusto, alla sua cultura, alla sua curiosità di conoscere. In questo modo di può essere a contatto col contemporaneo mondo dell'arte, prendendone visione per poi instradarsi verso ciò che più si sente vicino al proprio essere, a dimostrazione che l'obiettivo deve essere sempre esplicito sin dall'inizio, per evitare il rischio di allestire un'accozzaglia di opere, confondendo ciò che veramente è espressione d'arte da ciò che ne è solo una maschera, una parvenza. In questa mostra non si è caduti in tale inconveniente: l'intento è stato chiaro, lo scopo raggiunto (lo conferma la frequenza dei visitatori) grazie anche alla garanzia di nomi noti per la loro professionalità; Franca Baratti e Giorgio Mori, innanzitutto, che si sono lanciati in quest'impresa con spirito veramente giovanile e ottimistico, credendo nella positività dell'iniziativa; quindi i falsi d'autore di F.Franchi, i dipinti di A.Pizzarelli, la grafica assurta a dignità di quadro, di Paola Moglia e il fantasioso e coloratissimo design di Pozzi occhiali. Un contributo di diverse esperienze estetiche e professionali che ha fatto centro, sicuramente per avere solleticato la curiosità della gente e, probabilmente, per aver dato il via ad altre mostre future di diverso tema, ma con la stessa impronta organizzativa. Dimostrazione che anche un negozio d'acconciature, se ben studiato negli spazi che può offrire e valorizzato da un allestimento sobrio e di buon gusto, può diventare luogo alternativo per esposizioni e confronti d'arte.

Ruggero Alfei ha aperto ieri una sua personale di pittura nella sala de'arte del Gruppo artistico Leonardo, in via Cadolini 20 a Cremona. La rassegna comprende opere su carta del 1990 e resterà aperta fino al 20 gennaio prossimo con il seguente orario: dalle 17-30 alle 19.30.

Luigi Garoli inaugurerà venerdì 14 gennaio, alle 18-30 una sua personale alla Galleria XXV Aprile della libreria Il tarlo. La mostra resterà aperta finao al 5 febbraio prossimo.

Manlio Lodigiani espone a Crema, nella Galleria di Via Civerchi 82, fino al 17 gennaio. Orario di apertura: 17-22 feriali, 10.30-12.30 e 16-22, festivi.