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VIDEO INAUGURAZIONE: Tessiture di luce - Il colore come respiro - di Paola Moglia- Presentano Donata Ardigò e Matteo Piloni
... è una superficie che si anima attraverso la luce i rilievi le ombre leggere che raccontano storie sussurrate.
Paola Moglia riesce così a dar forma alla voglia di vivere in tutte le sue sfumature: l'esplosione, il desiderio, la quiete, la nostalgia, l'attesa, il sogno.
Le sue opere non vogliono mai essere solo guardate, ma vissute, toccate, percepite come presenti: in in un'epoca in cui te tutto tende ad appiattirsi questa mostra è un invito a sentire di nuovo, a respirare attraverso il colore, a toccare la vita con gli occhi oltre che con le mani.
Donata Ardigò
Presentazione Mostra Tessiture di luce - Il colore come respiro
Paola Moglia torna a raccontare la materia e l’anima attraverso una nuova serie di opere che si muovono tra l’esuberanza del colore e il candore assoluto del bianco. “Tessiture di luce. Il colore come respiro” è un percorso sensoriale che intreccia superfici vibranti, rilievi materici e una tensione emotiva che si traduce in gesti pittorici intensi, vivi, pulsanti.
La materia – da sempre protagonista nell’opera dell’artista – è qui il tramite di una rinascita interiore. Ogni quadro è un atto di resistenza alla stasi, un’energia che si propaga sulla tela come un fremito, come un respiro profondo. Il colore diventa voce, movimento, gioia che trabocca dalle superfici, mentre nelle opere “bianche su bianco” il silenzio diventa spazio per l’ascolto più intimo, per un’emozione che si fa sottile, quasi impercettibile, eppure viva.
Il sogno si stempera sulla tela e ci mostra i tratti reconditi dell’artista che non cela il suo sguardo positivo sulla vita.
I quadri in cui domina il colore esplodono in composizioni libere, stratificate, dove toni caldi e freddi si rincorrono senza gerarchie, come frammenti di felicità sparsi sulla tela. In questi lavori, l’occhio si perde tra pieghe, increspature, tocchi di materia che sembrano voler uscire dal quadro, coinvolgendo il corpo oltre che lo sguardo.
Al contrario, le opere “bianche” invitano a un’altra forma di vitalità: quella che si cela, che respira piano, che si lascia scoprire solo se osservata con lentezza. Qui il bianco non è vuoto, ma totalità. È una superficie che si anima attraverso la luce, i rilievi, le ombre leggere che raccontano storie sussurrate.
Paola Moglia riesce così a dare forma alla voglia di vivere in tutte le sue sfumature: l’esplosione, il desiderio, la quiete, la nostalgia, l’attesa. Le sue opere non vogliono mai solo essere guardate, ma vissute, toccate, percepite come presenze.
In un’epoca in cui tutto tende ad appiattirsi, questa mostra è un invito a sentire di nuovo. A respirare attraverso il colore. A toccare la vita con gli occhi oltre che con le mani.
Donata Ardigò
l'arte di modellare
le emozioni con l'acciaio
Paola Moglia è un’artista che utilizza la materia per trasformare le sue opere in esperienze tattili, dove ogni quadro non è solo visivo, ma anche percepibile al tatto. Attraverso l’uso di materiali inusuali come la materia elaborata con gessi idropittura, ferro, plessiglas e l”ultimo materiale utilizzato L’acciaio. Paola crea figure di uccelli che volano e danzano nel cielo, portatori di un messaggio profondo di libertà e vastità. Questi uccelli, leggeri e apparentemente effimeri, esprimono la possibilità di elevarsi oltre i limiti, richiamando alla mente la serenità di un cielo senza confini.
Nel suo lavoro, Paola esplora anche l’intimo rapporto tra figura e notte, dove le sue creazioni diventano figure amichevoli che dialogano con l’oscurità, quasi come persone che vengono a trovarci per alleviare la paura del buio e la sensazione di vuoto. C’è una profonda ricerca di generosità nelle sue opere: Paola non crea per se stessa, ma per trovare una gioia che possa donare agli altri.
Uno dei materiali principali che utilizza è l’acciaio, scelto per la sua forza e predominanza strutturale. Tuttavia, l’artista ne esplora la duttilità e la capacità di adattarsi, mostrando come dietro la durezza dell’acciaio si nasconda un’anima sensibile, docile nelle mani dell’artista. Questa combinazione di forza e dolcezza diventa un simbolo del contrasto tra il visibile e l’invisibile, tra il materiale e il sensibile.
Le opere di Paola si muovono tra il sogno e la realtà, un equilibrio sottile che la contraddistingue. La sua vita è immersa nei colori, e anche il tema dell’inconscio è centrale, rappresentato come un paesaggio interiore che spesso assume le sembianze di un uccello immensamente libero. Questo paesaggio è un luogo di rifugio e scoperta, dove le luci e le ombre si intrecciano per creare sfumature dai colori variegati, simboleggiando l’unione tra la luce nel buio e la ricchezza delle emozioni. Colore, materia, ricerca contraddistinguono il lavoro di Paola che dà vita a queste pareti e ci regalano un momento di bellezza come solo l’arte sa fare. L’arte di Paola è ricca di passione la stessa che mette nella sua vita.
Per Paola Moglia, l’arte è un mezzo di espressione profondo e intimo, un linguaggio che le consente di comunicare emozioni e stati d’animo attraverso forme e materiali. La sua arte è un’esplorazione del mondo interiore e della realtà esterna, dove la materia diventa un veicolo per trasmettere sensazioni di libertà, vulnerabilità e connessione.
Donata Ardigò
🌞 Paola Moglia – Il volo di Icaro
Tecnica mista materico, colori acrilici
Con Il volo di Icaro, Paola Moglia reinterpreta il mito antico trasformandolo in un’esperienza profondamente interiore. Le tre opere, accomunate da un forte linguaggio materico e da un uso emotivo del colore, raccontano non tanto la caduta dell’eroe, quanto il suo desiderio di elevarsi, il suo gesto audace, la sua luce.
Il mito diventa un viaggio psicologico: dall’impeto alla trasformazione, fino alla rivelazione di un’immagine alata che non è più punizione, ma nascita.
🔶 1. L’ascesa
Nel primo quadro, dominato da una grande nube rossa sospesa su un ampio campo azzurro, si avverte l’impulso iniziale: l’energia di chi decide di staccarsi dal suolo.
Il rosso, esplosivo ma ancora raccolto, rappresenta la spinta del desiderio, il calore del sole che attira e accende.
L’azzurro sottostante è lo spazio dell’aria: una soglia, un invito, un luogo di sospensione dove il volo diventa possibile.
L’opera esprime la potenza del momento in cui Icaro sceglie di elevarsi, mosso da ardore e innocenza.
🔷 2. La sfida al cielo
Nel secondo quadro la tensione aumenta: il rosso ora è un gesto che taglia la tela, un lampo verticale che parla di slancio, rischio e vertigine.
Il blu scuro in alto a sinistra è il punto misterioso verso cui Icaro si spinge — il cielo profondo, il limite, il divino.
L’intera composizione è diagonale, spinta, irrequieta: è il corpo nel pieno del volo, nel momento in cui la velocità travolge tutto.
L’opera racconta la parte più audace e insieme più fragile del mito: la sfida.
🔵 3. La metamorfosi
Nel terzo quadro, l’immagine del corpo alato emerge finalmente, come una figura luminosa tra l’incendio del cielo e l’onda blu sottostante.
Qui Moglia abbandona l’idea della tragedia: l’Icaro che vediamo non precipita, non scompare.
È un essere che esiste tra due mondi — cielo e mare — come se il suo gesto, invece di condannarlo, lo avesse trasformato in pura essenza, pura luce.
Il rosso diventa il ricordo del sole, il blu diventa la memoria del mare: ma il corpo alato è un ritorno, non una fine.
L’artista sembra suggerire che il volo non è caduta, è rinascita.
🎨 La tecnica
L’uso della tecnica mista materica permette a Paola Moglia di creare superfici vive, increspate, quasi in movimento.
Il colore non è un semplice elemento pittorico: è materia narrativa.
• Rosso: calore, ardore, impulso, il sole di Icaro
• Azzurro: aria, sospensione, respiro
• Blu profondo: il rischio, l’abisso, il limite
• Bianco: la parte spirituale, l’ala, l’essenza che sopravvive
L’artista dipinge stati d’animo prima ancora che figure.
Il mito è un pretesto per parlare dell’essere umano e del suo bisogno eterno di andare oltre.
✨ Conclusione
Il volo di Icaro diventa così un trittico sull’audacia, sul desiderio e sulla forza trasformativa del sogno.
Non una tragedia, ma un atto di libertà.
Non una caduta, ma un’occasione per immaginare la possibilità di diventare altro, di elevarsi oltre i propri confini.
Paola Moglia restituisce al mito la sua dimensione più profonda:
il coraggio di provare a volare.
Donata Ardigò
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