Maglia Ezio

Maglia Ezio

ARTECULTURA 2017

PAOLA MOGLIA

Un perdersi nella luce della materia

di Ezio Maglia


Il principale motivo ispiratore della estrosa e cremonesissima Moglia è un dato naturalistico, tipico della pianura dove si incontrano albe e tramonti, negli ambigui e incerti confini tra cielo e terra; cielo e terra che si avvicinano fin ad un contatto, ad un abbraccio fisico; materico appunto.

Infatti la spatolata vigorosa di Moglia lascia su supporto non solo impronte spesse e umori forti come fossero uscite da pustole infiammate di colori decisi egravide; gravide, in quante desiderose di amore, di donare nuova vita ad una materia assetata di metamorfosi e l'ammalato "rigonfiamento" cosè appare lenito o guarito col calore e con la luce del sole.

O, meglio, con le pulsazioni del cuore, sistole e diastole dei ritmi creativi.

Nei recenti diminti di Moglia possono, si, affiorare ancora frammenti di cieli luminosi e di terre umide o rugiadose o riarse, ma protagonista resta e permane il puro e acceso sentimento del colore e della sua forza espressiva.

Il sapore del colore (nella sua gamma più o meno vivace che talvolta si perde o si spegne nel bianco) sa pure fugare quelle dimide ombre che avanzano sul calare della sera per sospingerci verso la luce (e nella luce farci smarrire), che sentiamo intensamente e religiosamente appartenerci nei momenti di grazia, creativi e nostalgici; nostalgici dell'infinito e dell'eterno.

Ezio Maglia

Rivista ARTECULTURA Anno 1 N°6 Giugno 2017, copertina
Rivista ARTECULTURA Anno 1 N°6 Giugno 2017, copertina
Rivista ARTECULTURA Anno 1 N°6 Giugno 2017, articolo di Ezio Maglia
Rivista ARTECULTURA Anno 1 N°6 Giugno 2017, articolo di Ezio Maglia

LA PROVINCIA 1996

Personale di grafica di Paola Moglia all'Adafa

Segno, simbolo e "gesto"

Un percorso di ricerca attraverso tutta l'avanguardia

di Ezio Maglia

CREMONA. Fra gli artisti cosiddetti "segnici", si trova qualcuno che ha idee chiare sul lavoro che svolge e che, magari, sa anche spiegarlo. ... Ne deriva una scrittura fatta di segni-simbolo, di calibrate geometrie colorate ed in bianco e nero. La fibezza tecica si unisce ad una accuratezza tutta particolare nei tagli, nella scelta dei chiaro-scuri dai toni netti, con qualche propensione verso il "gestuale". Le composizioni della Moglia sono filtrate da una sottile sensibilità e talora sono tradotte in immagini liricamente evocative, fino ad offrirci un senso di luce diffusa che conferisce una concreta presenza al soggetto, secondo un gusto supporato da una tecnica di rappresentazione grafica che al disegno vbuol ricollegare il concetto. Denominatore comune, pure nei dipinti più recenti, rimane il "segno", al punto che possiamo individuare il gioco di almeno quattro elementi: il segno -gesto e il segno-concetto. Nello stesso tempo, la pittrice ricerca le relazioni fra segni, forma e colori, nonchè le correlazioni con gli eventi. Ed è a questo punto che il segno diventa scritttura con la quale Paola Moglia potrà "narrare" fatti e "registrare" la propria intima biografia.

Ezio Maglia

LA PROVINCIA 1996 Articolo di Ezio Maglia
LA PROVINCIA 1996 Articolo di Ezio Maglia