EX MAM COSENZA Espone Paola Moglia Sabato 7 marzo 2026
Gianfranco Pugliese è con Paola Moglia presso MAM - Museo delle Arti e dei Mestieri. Cosenza, Calabria
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Paola Moglia. 1963, Cremona. Dirompente Energia. Gesso, pietra pomice, colla, idropittura, colore acrilici su tela - Siamo di fronte a un'opera d'Arte, della Pittrice, il Maestro, Paola Moglia. L'opera e' costituita da due tele in lino, quadrangolari, di chiara matrice geometrica euclidea, costituenti appunto il dittico in menzione.
La pittura infuocata caratterizza la pratica artistica della pittrice in quest'opera in menzione, sicche' tale avvertenza tecnicista, puo' benevolmente essere inserita nelle attente ricerche artistiche di tutti i pittori aniconici di ogni tempo e luoghi manifesti e non piu' manifesti della realta' fenomenica.
Perciocche' si deduce adunque il fatto che, la visione infuocata che, l'anima vegetante della pittrice, Moglia, e' capace di percepire nei suoi inconsci piu' reconditi e pacifici sia essa stessa ontoverificabile nella sua vasta produzione artistica, all' interno della realta' fenomenica, ove si palesano nel quadro in alto le svariate fiamme del Fuoco Alchemico Manifesto che, brucia di continuo, solo nelle anime vegetanti di alcuni esseri psichici piu' risoluti e tranquilli, facenti parte dell'umanita' recaltrante.
Gli sfumati pittorici contribuiscono in uopo di ontoverificare il quasi biditridimensionalismo pittorico di possibili dimensioni psicoallucinanti che, la pittrice suddetta, e' in grado di percepire nella sua anima vegetante nella Somma Solitudine del Suo Atelier di Casa.
Le linee esili o massive di un primo disegno di base ontoconcretizzante fatte a matita o altro di differente, non sono quasi mai impiegate dall'estro artistico della pittrice in questione e ne' quantomeno evocanti l'ontosignificazione delle complesse forme antropiche o animali tutte, nonche' degli obiecta stessi che, da sempre, accompagnano l'esperianzialita' di vita dell'umanita' recalcitrante, pellegrina ed esistente come altre specie viventi sulla superficie del pianeta terra manifesto e giammai presente nei suoi multiuniversi ultraterreni.
Gli aniconismi pittorici, tentano di autodissolversi nel loro supremo esito ontologico, ma non lo fanno, per volonta' stessa della pittrice, poiche' cotali aniconismi, rappresentano simbolicamente la liberta' stessa di Spirito e di animo Supremo della Pittrice in questione, e null'altro di differente che, possa palesare delle forme di distrazioni psicologiche nei confronti dei possibili osservatori delle sue opere, nel momento in cui ognuno di essi e' capace con la propria anima e il proprio corpo di ontoconcretizzazione antropico di sostare nei medesimi spazi ontologici accoglienti loro stessi e l'opera manifesta, qui in menzione.
Il dittico e' stato ispirato dalle idee di Gioacchino da Fiore, abate e profeta che la Chiesa non ha mai condannato o accetto in completezza. Nel dittico tutto ribolle nonche' il rosso manifesto e' il simbolo stesso dell'amore ruggente e della ricerca della Verita' di Se Stessi e del proprio significato di Vita nella stessa realta' fenomenica, sensazioni psicologiche queste, dettate dalla razionalita' di ogni soggetto psichico, facente parte dell' umanita' recalcitrante.
Le lingue di fuoco dello Spirito Santo si possono percepire in alto, sulla tela superiore del dittico, nonche' lo Spirito Santo e' parte costituente del Padre e del figlio della Trinita' Storica meditata ossessivamente, quando era in vita, da Gioacchino da Fiore.
Inoltre le lingue di fuoco dipinte nel quadro dalla Moglia sono quattro, e rappresentano appunto i quattro punti cardinali, nord, est, sud ed Ovest, e cio' sta a significare che lo Spirito di Dio, Crea, Sottende e Sorregge con le sue energie benevole la totalita' del Creato.
Oltre allo Spirito Santo queste lingue di fuoco potrebbero rappresentare i Sigilli del libro dell' Apocalisse.
I sigilli dell'Apocalisse sono sette simbolici sigilli che chiudono un libro, o una pergamena, tenuto in mano da Dio nella visione dell'evangelista Giovanni, descritta nell'Apocalisse di Giovanni (capitoli 5-8). Rappresentano giudizi divini e tappe della storia della salvezza, scatenando catastrofi, i quattro cavalieri, e infine il silenzio prima del giudizio finale, svelando il piano di Dio.
Questi sigilli si aprono nel tempo uno alla volta, e quelli che sono rimasti appunto chiusi sono in quattro, ossia quelli dipinti nel primo quadro superiore dalla Moglia, mentre gli altri tre si sono aperti e hanno riversato i loro colori aniconici gialli, rosso, attorno alla terra, percepibile la sua superficie di colore marrone con delle micromacrocromo chiazze aniconiche dipinte al centro della tela in basso del dittico.
Questi sigilli aprono la strada agli eventi finali della storia umana, segnando la progressione dei giudizi di Dio contro l'iniquità e favoriscono di seguito di palesare la luce e le l'energia benevole contenuta nell' anima di ogni creatura del pianeta terra manifesto.
Jean-François Bachis-Pugliese, Archivista, Semiologo e Critico d'Arte, nonche' Esperto e Perito d' Arte della Camera di Commercio della Provincia di Cosenza. Copyright 2025.Tutti I Diritti Riservati
Gianfranco Pugliese è con Paola Moglia presso Marca - Museo delle Arti di Catanzaro., Calabria. https://www.facebook.com/share/p/17ydwyZpNZ/
Paola Moglia. 1963, Cremona. Il volo di Icaro - Idropittura, colori acrilici, gesso in polvere, pietra pomice, colla su tela - Misure portanti di100x100cm per ognuna delle tre tele. ( Trittico) Anno 2025.
l'Aniconismo pittorico, suggestiona di continuo l'anima vegetante della Pittrice, Paola Moglia, nonche' tal fatto e' palesato adunque anche in questo suo trittico in menzione, realizzato in memoria delle stesse esperienzialita' di vita del giovane Icaro, figlio di Dedalo e della schiava di Re Minosse, Naucrate.
Conciossiacosa che, si deduce il fatto che, cotale avvertenza tecnicistica palesata attraverso l'estro artistico della pittrice Moglia, basata appunto sull' aniconismo pittorico, ponga in essere semanticamente dei concetti inerenti a evocare l' estromissione totalizzante della classica prigionia della forma geometrimatematecizzata, preferendo accio' l' ontognificazione diretta sulle tre superfici delle tre tele sopraddette, quadrangolari, di chiara matrice geometrica euclidea, di svariate cromotraspaluminescenze aniconiche, in continuo trasmutazionismo pittorico, capaci in uopo di accidentalizzarsi in complesse autoevaporizzazioni pittoriche di colore rosso, grigio, blu e celeste manifeste biditridimensionalmente sempre sulle tre superfici delle tele in questione.
Perciocche' si palesa il fatto che, il colore celeste e il colore blu rappresentino delle "sostanze spirituali" che vivacizzano l' anima vegetante dello stesso Icaro, sicche' il mare di colore celeste rappresenta la sua agitazione d' animo mentre il blu, il cielo e la sete di conoscenza. Il rosso, rappresenta la vulcanicìta' e ipertensione psicologica di Icaro, che vuole sfidare i limiti imposti dagli dei, per superarli e trasmutarsi sostanzialmente come uno dei tanti dei sopraddetti. Icaro si percepisce nel quadro centrale del trittico, di colore bianco traspaluminescente, mentre vola in alto dei Cieli. Icaro in effetti e' la stessa figlia di Minosse, appunto Arianna, colei che donera' a Teseo il filo da seguire per non smarrirsi dopo aver ucciso il Minotauro, all'interno dei corridoi del labirinto.
Arianna e' la figlia di Minosse e di Pasifae, nonche' sara' colei che si invanghìrà del toro bianco che fu regalato a suo marito, sicche' dal rapporto d' amore fra Pasifae e il toro bianco nascera' il Minotauro, appunto il fratellastro di Arianna, mezzo uomo e mezzo toro.
Saputo cio' Minosse dall' imbarazzo, fece costruire il labirinto al suo architetto di fiducia, appunto Dedalo, padre di Icaro, per rinchiudervici dentro il Minotauro.
I Greci per non essere attacati dai Cretesi furono obbligati a versare come tributo ogni anno a Minosse i loro giovani, per darli in pasto e in sacrificio al Minotauro stesso. Teseo, figlio di Egeo, re di Atene, decise personalmente di recarsi all'interno del labirinto per uccidere il Minotauro, per far cessare questi sacrifici.
Giunto a Creta, la figlia di Minosse, Arianna, si innamora di lui, e gli da un gomitolo di lana per ritornare vivo e vegeto dopo che avra' ucciso il Minotauro e uscire così dal Labirinto.
Ecco che Teseo rappresenta la forza di Arianna che uccide le sue paure di ragazza, simboleggiate appunto da questo mostro psicologico che e' appunto il Minotauro stesso.
Teseo una volta fuoriuscito dal labirinto si trasforma in Icaro, ed e' Icaro stesso che rappresenta la sete di conoscenza di Arianna e che vuole a tutti i costi rubare il fuoco agli dei, ma per questo suo peccato di "hybris', verra' punito/a per essersi troppo avvicinato/a al sole, dove la cera che tenevono unite le piume della ali di Icaro squagliera', con la conseguenza di farlo cadere nelle oscurita' piu' profonde e oscure del mare Egeo.
Quindi Arianna rappresenta simbolicamente il punto iniziale di una retta, mentre Icaro quello finale, che volle a tutti i costi trasformarsi in una linea infinita senza limiti e confini. In effetti la pittura aniconica della pittrice Moglia, estromette ogni tipo di linea di contorno esile e massiva che possa favorire la perimetralizzazione di tutti i cromatismi che sono stati utilizzati da lei stessa per costituire l' artisticizzazione di queste sue tre tele in questione, costituenti appunto il trittico in menzione.
Tutti i colori aniconici rappresentano appunto la Quintaessenza dell' anima vegetante di Arianna che si "iposticizza" in Teseo, e Icaro, ma nello stesso tempo anche in Minosse, in Naucrate, in Pasifae, nel Minotauro e in Dedalo. In effetti tutti questi personaggi sono una sola persona, appunto Arianna.
La pittrice Moglia non ha rappresentato un Icaro perdente, ma un Icaro in continuo movimento e con la sua sete di innalzarsi sempre di piu' alla destra degli Dei.
L' Icaro di Paola Moglia non e' un perdente e quantomeno un vittorioso, ma solo un ottimo e istancabile viaggiatore che si dirige verso un futuro radioso e tranquillo tutto da scoprire.
Jean-François Bachis-Pugliese, Archivista, Semiologo e Critico d'Arte, nonche' Esperto e Perito d' Arte della Camera di Commercio della Provincia di Cosenza. Copyright 2025.Tutti I Diritti Riservati
Pugliese Gianfranco Critico d' arte e Artista sullo sfondo "L'energia della Terra" di Paola Moglia.
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