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Mondo Padano del 24/1/2026
Resti di un mondo fragile in un bianco che avvolge tutto
Paola Moglia espone a Crema. Intrecci tra materia e spiritualità
di Ana Vera Teixeira
Prosegue fino al 28 di febbraio, presso il Ristorante Laboratorio VeroAmore, in piazza Trento e Trieste 13 a Crema, la mostra personale di Paola Moglia dal titolo "La Poesia del Bianco". L'artista Cremonese espone una ventina di opere realizzate in acrilico, tecnica mista con materiali della natura.
Nelle mie opere bianche -spiega-, esiste principalmente la materia, che diventa così l'elemento essenziale. E' un esempio di spiritualità, opere ricche di leggeri corpi materici, foglie, rametti, increspature vegetali, intrecci di filamenti che si avviluppano in nodi eleganti. In queste opere, emerge un'indagine interiore che tende ad allontanarsi dalla realtà. Ogni cosa si smaterializza diventando un trampolino verso l'infinità."
"In questa serie, Paola Moglia porta all'estremo la sua ricerca materica, scegliendo il bianco come territorio di silenzio, sospensione e rivelazione - ha evidenziato la critica d'arte, Donata Ardigò -. Il bianco non è assenza: è lo spazio in cui la materia può parlare senza essere distratta dal colore, dove ogni piega, ogni rugosità, ogni frammento ritrova una sua voce. Nei bianchi la superficie si fa paesaggiointeriore. Tessuti distesi, come lensuoli che custodiscono memorie, diventano linee di orizzonte; materiali naturali -foglie, rami, frammenti secchi - emergono come reliquie intrappolate in una coltre luminosa. Sono resti di un mondo fragile e vivo, sospesi in un tempo che non scorre più,ma che continua a vibrare. Il bianco avvolge tutto, ma non cancella: rivela. Rende essenziale ciò che resta, impreziosisce ciò che è stato scartato, trasforma la fragilità in una forma sacra. Ogni opera è un piccolo rito di cura: la materia viene accolta, protetta, riportata alla luce attraverso un gesto che è al tempo stesso contemplazione e interrogazione".
In queste composizioni si percepiasce una tensione sottile tra ciò che è stato e ciò che rimane, tra la quiete apparente e un movimento interno che continua a pulsare. E' come osservare la traccia di un respiro, un eco di vita custodita sotto la pelle della pittura. Con i Bianchi, Paola Moglia invita a rallentare, a guardare l'invisibile, a lasciarsi attrarre da ciò che emerge quando tutto il superfuluo viene sottratto. E' un incontro con l amateria nella sua forma più essenziale: fragile, luminosa, profondamente umana. Alla ricerca di sè nel passaggio da una dimensione onirica alla realtà, fatta di essenziale che diventa essenza.
Info. La mostra è visitabile fino al 28 febbraio, da martedì a sabato dalle ore 8 alle 24, domenica dalle ore 1\0 alle 24. Lunedì chiuso.
Ana Vera Teixeira
La Provincia del 7-1-2026
L'artista Paola Moglia
CREMA - La poesia del bianco è il titolo della mostra di Paola Moglia, allestita fino al 28 febbraio presso Laboratorio VeroAmore (piazza Trento Trieste).
L'artista cremonese ha voluto mettere in evidenza le sue tele legate al colore bianco, un bianco che abbaglia, il non colore per eccellenza, che tutti i colori unisce, annullandoli. Eppure il bianco materico delle tele di Moglia ha un suo cromatismo dato dalla materia, dalle essenze vegetali, foglie, piuttosto che rami secchi che fanno parte di un indistinto velo bianco che tutto copre come la neve.
Ed è una sorta di pace candida che comunicano le tele di Moglia, artista che sa trasfigurare la concretezza della materia nella leggerezza dell'immagine che per Moglia è sempre palpabile, toccabile.
Il tatto oltre che la vista contribuisce a rendere le opere di Moglia una sorta di quadri/sculture che irrompono nello spazio, oltrepassano la bidimensionalità della tela, per farsi oggetti che dialogano nello spazio circostante.
Ed è questa l'impressione che si riceve dalla rassegna La Poesia del bianco.