"Infiniti orizzonti"
Opera di Paola Moglia Anno 2026
presentato alla mostra PIERRE LE VALDOISIEN EX MAM di Cosenza
100x100cm Tecnica mista su tela -materico idropittura bianca, pietra pomice, gesso, colla arilico viola 5 colori di viola, gesso bianco colla.
In quest’opera, Paola Moglia costruisce uno spazio sospeso tra materia e visione, dove il colore non descrive, ma rivela. La superficie è viva, attraversata da stratificazioni dense che trasformano la tela in un paesaggio interiore.
La composizione si articola in fasce orizzontali: in alto, un cielo profondo, quasi notturno, che sfuma in tonalità del viola ; al centro, una linea chiara, materica, irregolare, segna un confine fragile — una soglia più che una separazione. È un margine che suggerisce passaggio, tensione, forse una possibilità di apertura.
Sotto, il colore si accende in un magenta vibrante, carico di energia emotiva, che sembra muoversi e respirare. È una zona fluida, inquieta, attraversata da gesti pittorici che restituiscono movimento e profondità. In basso, le tonalità si scuriscono, addensandosi in una materia più compatta, quasi terrestre, dove emergono forme indistinte, come presenze o memorie.
La forza dell’opera risiede proprio in questo dialogo: luce e ombra, leggerezza e densità, superficie e profondità. La materia non è mai solo materia: diventa linguaggio sensibile, capace di evocare stati d’animo e paesaggi dell’inconscio.
Come spesso accade nel lavoro di Moglia, la tela si trasforma in uno spazio di attraversamento, in cui lo spettatore è invitato a sostare. Qui, tra le luci e le zone più oscure, si intravede una tensione verso la libertà — suggerita ma mai esplicitata — come un volo possibile oltre la linea.
Non è un paesaggio reale, ma un luogo emotivo: un confine interiore in cui qualcosa si trattiene e, allo stesso tempo, cerca di oltrepassarsi.
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