R40 Live

Rush R40 Live

recensione a cura di Davide Dal Frà

I Rush nel 2015 pubblicano l'album R40 LIVE.

Scontata pubblicazione d’album e video a seguito del tour celebrativo per il quarantennale del gruppo (in realtà festeggiato dopo 41 anni).

La novità più grande rispetto al passato è che con questo tour i Rush hanno seriamente preso in considerazione di sospendere l'attività concertistica: questo potrebbe pertanto divenire l'ultimo album live prodotto dal trio.

Nonostante le celebrazioni in atto potessero far pensare ad un prodotto di lusso, l'album risulta essere piuttosto sobrio, con una confezione non particolarmente curata e nessuna rarità o sorpresa nei contenuti. Anzi la copertina dell'album presenta uno scatto fotografico che odora più da bootleg che non da album ufficiale!

Un album quindi perfettamente in linea con le numerose e recenti uscite live dei Rush, curate da Hugh Syme per quanto concerne l'aspetto grafico e da David Bottill per la produzione e i suoni. L'album è stato registrato durante gli show casalinghi di Toronto del 17 e 19 giugno 2015, Che novità e che aspetti vincenti presenta questo album?

In verità pochi, a causa della inflazionata pubblicazione di prodotti similari avvenuta nell'arco di dieci/quindici anni, ma tant'è, si sapeva che usciva anche R40 LIVE.

Il punto forte rimane sicuramente la scaletta dello show, forse la più bella possibile ed immaginabile, e proposta in un emozionante crescendo in rigoroso ordine cronologico. Da segnalare a tal proposito alcune gemme quali Lakeside Park, Xanadu, Prelude di Hemispheres, Jacobs Ladder e, su tutte, Losing It, presente in due versioni, una con Ben Mink al violino elettrico e una con Jonathan Dinklage (già membro della “Clockwork Angels String Ensemble”).

Notevole la citazione di Garden Road nel finale del concerto. Peccato solo che alcuni album non siano stati rappresentati in questo show, TEST FOR ECHO, PRESTO, HOLD YOUR FIRE, POWER WINDOWS: forse valeva la pena di omaggiarli tutti, tranne FEEDBACK che ovviamente non era necessario.

I Rush, nonostante gli acciacchi fisici dichiarati – tra i motivi principali del loro probabile ritiro dalle scene – riescono a dare un’ennesima performance perfetta. La voce di Geddy ha invece perso negli ultimi anni freschezza e potenza, e si sente che fatica molto in varie parti, soprattutto durante i primi brani, con la gola ancora fredda.

Va apprezzato che comunque i tre rinuncino a supportare la voce con l'ausilio dell'elettronica o tramite l'aiuto di coristi, preferendo una performance vocale magari non perfetta, ma autentica ed onesta.

Se relativamente alle pubblicazioni dei video non ho nulla da dire, riguardo l'album una considerazione: alla fine avrei di gran lunga preferito un album live unico, come quelli del passato. Un riassunto pubblicato dopo questo tour a sigillo della V fase, una sintesi dei tour da VAPOR TRAILS in avanti, contenente le varie perle diffuse un po' dispersivamente nei numerosi album dal vivo che sono invece stati freneticamente pubblicati nel corso degli anni (ben 6 !!!!); un live senza tutti quei doppioni che continuano a ripetersi (Subdivisions, Tom Sawyer, The Spirit of Radio.....), oramai presenti in innumerevoli versioni, che però poco o nulla aggiungono alla leggenda dei brani stessi; un live che non avrebbe nulla da invidiare rispetto ai pluri-osannati dischi del passato quali DIFFERENT STAGES o EXIT...STAGE LEFT.

Non è andata così, pazienza.