Genitori e figli, chi comanda

Chi comanda in casa nostra: noi genitori o i nostri figli ?

1^ incontro: I nostri figli tra bisogni e desideri (Cittadella 31.01.2003)

2^ incontro: I genitori tra lasciar fare e guidare ( 07.02.2003)

I nostri figli tra bisogni e desideri

1.- Ogni essere umano, fin dalla nascita, reca con sé una grande forza propulsiva: quella di volere e potere affermare se stesso secondo caratteristiche sue proprie ( che noi chiamiamo "identità", perché ognuno è diverso da ogni altro, e vuole anche essere diverso). Secondo alcuni autori l'identità si afferma opponendosi agli altri, cominciando dai genitori. Ma io non credo che questa opposizione sia necessaria e nemmeno benefica: meglio venire avanti con la serenità dei rapporti.

Altra risorsa naturale ed utile è l'aggressività (non la violenza, né l'apatia, o l'abulia: chi è sazio di tutto, non sente che deve fare le sue conquiste, che la vita "dipende da lui"). Possiamo chiamarla "volontà di potenza", naturale e non voluta per sopraffare. Cosicché è importante esigere dal figlio l'impegno personale e non sostituirsi a lui per evitargli le fatiche.

2.- "Desideri": Il desiderio sta alla base delle iniziative ed è "la ricerca del piacere". Dal principio del piacere si dovrà aiutare il figlio a passare progressivamente al principio della "realtà". Il bambino non lascia mai un piacere se non per un altro migliore. Il piacere va spostato e anche dilazionato verso uno di superiore, più nobile per l'uomo ed anche più soddisfacente e duraturo.

3.- La realtà si impone, è opaca, ha le sue leggi. Sono in gioco i valori umani. L'uomo si eleva in dignità attraverso l'acquisizione ed il rispetto dei valori: amore, giustizia, rispetto degli altri e delle cose altrui, collaborazione, fedeltà alla parola data, osservanza del dovere…

Si comincia da bambino. L'introduzione al mondo dei valori avviene attraverso l'amore e l'obbedienza alla mamma e al papà.

L'amore è il primo valore sperimentabile sia in ordine cronologico che psicologico ed appare anche la motivazione radicale di accoglienza o di rifiuto degli altri valori. E' l'amore che garantisce la fraternità dei rapporti, previene la violenza e stabilisce la pace.(Cfr. Amore e obbedienza come iniziale introduzione al mondo dei valori. In "Il problema dei valori nell'educazione d'oggi". pp.23 ss. ove si indicano i compiti della madre e del padre e le norme per superare la gelosia tra fratelli).

4.- I valori si incontrano o scontrano con i bisogni. Occorre distinguere tra bisogni autentici e bisogni indotti.

"Indotti" sono i bisogni provocati dall'esterno attraverso le suggestioni e la propaganda. Questi non sono essenziali e si può vivere –anche meglio- senza accontentarli.

Bisogni "autentici" sono: quelli fisici (che i classici americani elencano in quattro: nutrizione, difesa dalle intemperie, salute, uscire dall'isolamento) e sul piano "umano" cioè quelli dello sviluppo armonico delle facoltà: intelligenza, volontà, affettività, sessualità, etica , religione. Questi, attraverso l'educazione, devono essere sviluppati tutti fin dalla prima età. Trascurarne anche uno solo comporta una non completa formazione della personalità che si ripercuote – senza saperlo- in sensi di insoddisfazione e disorientamento.

NB. Non sempre i genitori sono aiutati a capire queste problematiche ed a sapervi intervenire. Sovente l'inquietudine dei nostri ragazzi ha all'origine una non buona educazione, anche se va rilevato che la distinzione tra i bisogni indotti e autentici non è di facile comprensione in concreto.

I genitori tra lasciar fare e guidare

1.- Sul piano pedagogico l'educatore vale più dell'educando. Non ci si mette alla pari, altrimenti non s'ha nulla da insegnare.

2.- L'educazione è una "proposta": "saggia" quando è basata sulla conoscenza vera del figlio nelle sue doti, capacità …e sulla scelta dei valori da trasmettere. Si può subire lo scacco, ma non si può abbandonare l'impegno, per cui occorre provare e riprovare ma senza danneggiare., ossia cambiare proposte o metodo.

3.- Il genitore è "la coscienza del figlio": egli sa, propone e più avanti dovrà non essere smentito, sopratutto all'apparire della preadolescenza quando il figlio scopre di avere valore per sé.(Cfr.Rousseau J.J., Emilio). Allora egli verifica il suo passato e potrebbe operare il "rigetto". Pertanto è importante che il genitore non possa mai essere smentito in quello che ha insegnato e chiesto al figlio. Il medesimo discorso vale per tutti gli altri educatori ed in particolare per il settore dell'educazione religiosa.

4.- E' il genitore che forma la coscienza del figlio attraverso valutazioni , ma anche – e soprattutto- esempi. Occorre dare il giusto peso ad ogni fatto. Attenzione che si crea l'endocrazia., ossia quella valutazione in coscienza che sarà punto di riferimento nelle scelte, forse anche per tutta la vita.

5.- Non perdere la disponibilità propria del preadolescente che tende a identificarsi con un adulto da lui stimato.

Inoltre egli ha bisogno del gruppo di coetanei (Un autore tedesco ritiene che tutta l'educazione a questa età sia mediata dai coetanei del gruppo): ma è importante che sia il gruppo giusto e che come genitori ci si renda conto e si intervenga cautamente.

6.- All'inizio dell'adolescenza si può verificare la volontà di affermazione per opposizione: ciò manifesta il bisogno di personalizzazione delle scelte e dei comportamenti. Occorre pazientare e non assumere atteggiamenti di disgusto, di disapprovazione…

7.-Il migliore esito educativo si ha quando il figlio sperimenta costantemente l'appartenenza e si sente amato e valutato in positivo.

Luigi Secco

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