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Etica ed Economia ed il bene comune

"Il bene comune" problema dominante nella società contemporanea

La nostra fondazione di Etica ed Economia, opera da tempo sia in Bassano che in diverse altre sedi; ma ovunque con progetti che col tempo hanno avuto il collaudo degli eventi e l'approvazione di eminenti Autorità

Nello spirito e nell'intento esplicito, ha sempre mirato a portare tutti a condividere alcuni valori ritenuti irrinunciabili, come la ricerca e la condivisione del bene comune, la stima del valore di ogni persona al di là della sua cultura, il sostegno alle potenzialità di ciascuno per l'affermazione e lo sviluppo delle sue risorse.

Questi intenti hanno come approdo di elevare in dignità ogni uomo e di sostenere il processo della sua capacità di rendersi utile alla società cui appartiene

Appare subito l'opportunità di chiarire il rapporto tra etica ed economia entro questa concezione, o più esattamente il rapporto tra razionalità economica e razionalità etica. Noi non escludiamo le regole e le esigenze della razionalità economica, ma ne riconosciamo la relatività, in quanto la razionalità etica presiede alla concezione dei valori umani da far valere in ogni prospettiva di progresso. In buona sostanza riconosciamo che siamo di fronte alla costruzione di una nuova civiltà, il cui cammino, sul piano operativo, dovrà elaborare creativamente le soluzioni che promuovono insieme la solidarietà verso i bisogni di tutti e lo sviluppo della qualità della vita. Si tratta di coniugare insieme Solidarietà ed Efficienza.

Il cammino di civiltà va considerato, anzitutto, come cammino di libertà intesa come libertà dal bisogno, libertà dalla sottomissione e dallo sfruttamento. Riconosciamo che ciascun individuo è in grado di mettere in movimento un vero e proprio dinamismo di sviluppo, esplicare, cioè, risorse per il miglioramento della vita.

Volendo, poi, allargare il nostro orizzonte al bene comune oltre Bassano, ci troviamo di fronte al rapporto tra Nord e Sud del mondo: le scuole di Etica ed Economia non mirano ad esportare strutture ma a promuovere le capacità dei soggetti locali, fornendo loro competenze da sviluppare ed esplicare in proprio e nel proprio territorio. Non mi addentro in questo argomento molto caro alla Fondazione e coltivato con cura e costanza da sempre; solo posso affermare che anche questo sguardo ed intento non è che governato dai principi più sopra richiamati.

Mi preme concludere con l'invito a tutte le istituzioni che adempiono ad un compito sociale, comprese quelle di carattere politico, di mirare al perseguimento del bene comune superando ogni ristretto orizzonte di particolari interessi

Luigi Secco

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