DOVE NASCE LA COMUNITÀ?
In realtà la comunità, anche se non ufficialmente, è sempre esistita. Non c’è stato un periodo nel quale le persone sono diventate omosessuali, lo sono sempre state sin dall’antichità, alcuni nomi di personaggi storici omosessuali sono Alessandro Magno (Re Macedone), Leonardo Da Vinci (Scienziato e Artista), Abraham Lincoln (Presidente degli Stati Uniti), Hans Christian Andersen (Scrittore) e Eleanor Roosevelt (First Lady Of The World).
Nel 1897 il sessuologo tedesco Hirschfeld fondò il primo comitato scientifico-umanitario che trattava di omosessualità. Hirschfeld approfondì la teoria del terzo sesso, elaborato già nella seconda metà del XIX secolo da Ulrichs, che aveva individuato diversi orientamenti sessuali: Urning (gay), Urninds (lesbica) e Uranodionings (bisessuale).
Ma a cosa serviva fondamentalmente il comitato di Hirschfeld?
Il suo scopo principale era mobilitare la popolazione contro il paragrafo 175, un articolo del codice penale tedesco istituito nel 1871 che puniva e recludeva l’omosessualità.
Il comitato aveva sedi in città tedesche, olandesi e austriache e riuscì a ottenere 5000 firme per abolire il paragrafo 175. Tra queste c’erano quelle di Albert Einstein, Hermann Hesse, Thomas Mann, Rainer Maria Rilke e Lev Tolstoj.
Tuttavia il comitato fece passi avanti solo trent’anni dopo, negli anni venti, poco prima che l’ascesa del partito nazionalsocialista bloccasse i lavori del comitato. Dopo la seconda guerra mondiale ci fu qualche tentativo per ricreare tale consesso, ma furono tutti vani in quanto l’idea di un “comitato scientifico” era superata.
Ma la vera e propria comunità LGBT+ dove nasce?
In realtà il vero e proprio concetto LGBT+ nasce solo nel 1969 con i moti di Stonewall che danno inizio al movimento di liberazione omosessuale. C’è da dire inoltre che il locale Stonewall Inn, all’epoca frequentato soprattutto da LGBT+, era situato nel Greenwich Village un quartiere di New York che oggi è considerato il centro di eventi come il Gay Pride.
Ma cosa aveva d’importante lo Stonewall Inn?
Negli anni 60 la polizia era solita fare incursioni nei locali LGBT+, ma lo Stonewall aveva una marcia in più: il distretto di New York informava sempre i gestori prima delle incursioni, in modo da sospendere l’attività quelle sere. Ma il 27 Giugno 1969 lo Stonewall non fu avvisato e la polizia fece irruzione arrestando i clienti e i gestori. Da quella sera nacquero disordini che portarono la comunità a far sentire la propria voce e far valere i diritti che nei decenni precedenti erano stati calpestati. È per questo che il Gay Pride viene svolto verso gli ultimi giorni di Giugno.
COSA VOGLIONO DIRE TUTTE LE LETTERE DELL’ACRONIMO?
Quando noi ci riferiamo alla comunità LGBT sottintendiamo tutte le altre lettere, l’acronimo giusto infatti sarebbe LGBTQIA+.
L: Lesbica, una donna a cui piacciono le donne.
G: Gay, un uomo a cui piacciono gli uomini.
In generale Lesbiche e Gay sono considerati Omosessuali, cioè persone a cui piacciono individui dello stesso sesso.
B: Bisessuale, un uomo o una donna a cui piacciono più generi, da questa definizione deriva anche quella del genere Pansessuale (che non ha ancora una lettera nella sigla), e cioè una persona a cui non interessa il genere dell’altra.
T: Transgender, una persona che non si trova a proprio agio nel genere col quale è nato/a. Una persona Transgender non per forza deve modificare il proprio aspetto e può seguire un qualsiasi orientamento sessuale.
Q: Questa lettera indica due significati, Queer, non si individua in nessuna identità o orientamento, a tende a cambiarli nel tempo; e Questioning, una persona che non ha ancora trovato l’identità e l’orientamento che più gli si addice.
I: Intersessuale, ha caratteristiche diverse da quelle maschili e femminili, soprattutto a livello di cromosomi, ormoni, apparati e altro.
A: Asessuale, una persona che non è attratta da nessun genere.
+: indica tutti gli altri possibili orientamenti e identità.
CHE SIGNIFICATO HANNO TUTTE LE BANDIERE LGBT+ ?
La prima bandiera, e forse quella più conosciuta, è quella arcobaleno, creata negli anni ’70. All’inizio presentava otto colori che avevano significati ben precisi: il rosa il sesso, il rosso la vita, l’arancione la guarigione, il giallo il sole, il verde la natura, il turchese la magia, il blu la serenità e il viola lo spirito. Ma a causa della difficoltà nella produzione dei tessuti colorati vennero tolti il rosa e il turchese.
Nel 2018 la bandiera venne modificata aggiungendo dei colori dedicati alle comunità di colore, a quelle Transgender, ai malati di HIV e a chi morì per portare avanti la battaglia dei diritti.
La bandiera dell’orgoglio bisessuale è nata nel ’98 ed è formata da tre colori: il rosa in alto per l’orientamento omosessuale, il blu in basso per l’orientamento eterosessuale e il viola in centro per la fusione dei due colori.
La bandiera dell’orgoglio transessuale è stata creata nel 2000. Il blu indica il colore che spesso viene associato al genere maschile, mentre il rosa al genere femminile e il bianco è per coloro che hanno un genere neutro. La sequenza è tale che in qualsiasi si guardi la bandiera sia sempre corretta.
Per la bandiera dell’orgoglio intersessuale del 2013 sono stati scelti colori ben precisi, infatti il giallo e il viola sono colori ‘neutri’ e che quindi non sono riconducibili al genere maschio o femmina.
Nella bandiera dell’orgoglio asessuale il nero simboleggia l’asessualità, il grigio l’area neutra tra asessualità e sessualità, il bianco la sessualità e il viola la comunità che ne fa parte.
Sofia Schiavon - 1E