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STEFANIA DE MITRI
Nata a Roma, dove vive e lavora. Ha iniziato giovanissima la sua ricerca
espressiva, partecipando con i gruppi di poesia La Noce, Gli Itineranti e Spazio
Corsaro a letture in teatri e spazi culturali e pubblicando due raccolte poetiche:
Prove d’espressione, Gabrieli Editore, e Colori, suoni e altre storie, Amanda
Editrice, con prefazione di Luca Liguori e illustrazioni dell’autrice.
In anni recenti ha partecipato ai lavori del gruppo Controverso Liberatorio di
Poesia, del quale tuttora fa parte ed è presente nella Mappa Mondiale Sonora
della Poesia di Giovanna Iorio.
Nel 2019 è uscito il suo primo romanzo “Tipi da ufficio (PsyCompany)”,
edito da Progetto Cultura, con illustrazione di copertina e disegni interni
dell' autrice e prefazione di Laura Pezzola.
Suoi racconti e poesie sono apparsi su antologie, giornali e riviste
specializzate.
Interessata anche al settore delle arti visive, ha frequentato il corso pittorico e
il corso di Illustrazione per l'Editoria d'Arte presso la Scuola “Arti Ornamentali”
del Comune di Roma dove ha conosciuto il marito Pino Buffa, artista visuale,
con il quale ha collaborato in occasione di mostre ed eventi artistici,
partecipando con i suoi lavori grafico-pittorici e di fiber art, centrati sulla parola
e sul segno grafico.
Nella trama di Penelope
Penelope
tesse la tela
a trama larga
Ulisse
naviga storie
bagnate di vento
Lei srotola
barche di carta
su oceani dell'infinito
Fluire rallentato
degli attimi
Trame allargate
del tempo
Tentativi affioranti
d'eternità
Stato interessante
Davanti allo specchio
mi vedo grassa
di parole non scritte.
Resto a dieta per mesi
ho poco tempo
intanto continuo
a lievitare
di scritture inespresse.
Sono gravida.
Le parole montano
dentro di me
legandosi in pensieri
premono con forza
per uscire all'esterno
finché non arriva
l'onda lunga
il mio travaglio di parto.
La pressione si fa forte
continua, insistente.
Le storie accumulate
all'interno
spingono forte
per venire alla luce.
Infine qualche parola
trova il canale giusto
le altre la seguono a ruota.
La scrittura é il mio
respiro vitale.
La poesia si vendica sempre
Sono una cantastorie però
ogni volta che
volto le spalle alla poesia
lei si offende.
Mi prende per mano
neanche mi accorgo
del cambio di ritmo.
Le parole si snodano
in versi.
Nodo allo stomaco
Una poesia densissima
pesante sullo stomaco
come una denuncia.
Vorrebbe aggredire il mondo
mentre spalanco la bocca.
Lo stomaco s'allunga
come una fionda tesa
gettando fuori con rabbia
la scomoda inquilina.