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Alba Toni poeta
Se miracolosamente dovessi sopravvivere
cadrei in perpendicolare sulle rocce
forse lì in un luogo asciutto e riparato
potrei nascondermi e non tornare
o essere ritrovata molto tempo dopo
con un taglio un fiocco
e un vestito bianco.
Non lo indossavo allora era celeste
ma era d'inverno
e il bianco volteggiava
chiamava da lontano
tirava le somme
di un sospiro tra la distesa e il tempo
quando l'estate
era una lunga linea retta
senza trattino.
Avere dei limiti può servire per mangiare aria
e domani per ieri per oggi
solo nell'incavo della mano si ritorce e medita
il senso.
Ha un ricordo che sgranocchia rode
lo stesso tuo nel bulbo
di quando fiorirà e avrà odore di rosa
che non vedrai perché sarai già in un altro paese
che avrà altri profumi altri dolori diversi
affacciata alle terrazze della casa.
Davanti il muro o il mare
di lato un capo e stelle e firmamento.
Così ci salutava
con una mano alzata e il fiocco sulla spalla
solo un ginocchio aveva l'altro era svanito
perso in un sogno inutile un sogno nell'incavo
una fossetta.
E oggi che sarà di quella guancia sorridente e il suo saluto
viva per sempre non si può
perché cercare altre parole
c'era un ginocchio piegato un altro inesistente
e un dolore all'osso quale osso.
C'era un amore uno e basta
su tre presenze che le conti sulle dita.
Non si può scegliere la potatura
i rami
secchi in una notte appena.
Il suo sorriso non ha costellazioni
resta fermo nel tempo nell'arco nella corda
nella mia richiesta grave il suo sorriso
svanito
anch'esso.
La congiunzione poi è un caso sia finita lì
piccolo errore di battitura sotto il cielo?
Di certo era un inizio era una fine.