Seleziona la barra di navigazione in lato a sinistra
ADESIONE RUBRICA CARTA E STELLE
Adesione di Maria Lenti.
1. Come è nata la tua passione per la scrittura? Raccontaci quando hai capito che scrivere sarebbe diventato qualcosa di importante nella tua vita.
R. Lasciando alle malinconie adolescenziali gli inizi, sui venti anni la scrittura mi è diventata amica e necessaria: come introspezione prima, come extraflessione poi, ossia come incontro del mio mondo con il mondo e i suoi risvolti, come voce da non disperdere, eventualmente da far conoscere…con timore e molta insicurezza stilistica, poetica.
2. In un'epoca come la nostra, in cui tutto scorre velocemente e la comunicazione è spesso frammentata, in che modo pensi che la scrittura possa offrire un'alternativa significativa? Credi che scrivere (e leggere) possa ancora essere un atto di resistenza o di profondità?
R. Da un lato la speranza che scrivere, denunciare, possa ancora incidere, far riflettere, offrire alternative ideali (ovviamente raccolte da chi ha responsabilità politiche) alle insolvenze pubbliche, alla pericolosità storica, donare anche un verso di solidarietà e di amore per i simili, per questa bella nostra Terra. Dall’altro lo scoramento per la velocità del vivere odierno, una velocità che travolge e macina parole e pensieri di poeti, di scrittori, di scienziati, di gente che cerca il fondo dei perché e il fondo della loro soluzione.
E allora? Continuo ad esprimere pensieri e parole, poesie e scritti: una forma, certamente di resistenza al consumismo dei tempi, alle superficialità. Una forma di amore per la vita.
3. In che modo la scrittura ha inciso — o incide tuttora — sulla tua quotidianità? Ti ha cambiato come persona? Influisce sul tuo modo di vedere o vivere le cose di ogni giorno?
R. Nulla die sine linea: scrive Plinio il Vecchio. Non passa giorno che io non scriva, che non cerchi di andare nelle ragioni del mio vivere, pur non pensando sempre a dare organicità a quel che scrivo per farne un libro di poesia o di prosa. La scrittura mi ha cambiata? Forse vale il contrario: sono arrivata alla scrittura proprio perché era cambiato il mio sguardo, nutrito da letture le più diverse e dai miei studi mirati. Sguardo che da esterno si è fatto interiore, uscendo poi in una scrittura...anche lieve, anche ironica.
4. Parlaci delle tue pubblicazioni e dei tuoi progetti letterari. Hai voglia di condividere con noi qualche dettaglio, anche su ciò che stai preparando o che sogni di realizzare in futuro?
R. Ho iniziato con la poesia (Un altro tempo, 1972), mai abbandonandola (Albero e foglia, 1982, Sinopia per appunti, 1997, Versi alfabetici, 2004, Il gatto nell’armadio, poemetto, 2005, Cambio di luci , 2009, Ai piedi del faro, 2016, Arcorass Rincuorarsi, 2020,Segn e artaj Segni e ritagli, 2024) .
Ma, a seconda della “ispirazione”, quel sussulto intimo che risale in scrittura e che mi porta ad un “sì” (si stampi) sempre con trepidazione, ho via via pubblicato altro: saggi, racconti, studi.
Il saggio, politico o sociale (Effetto giorno, 2012), tenta di cogliere le dinamiche più evidenti dell’intorno. Il saggio letterario ha la sua specificità di approfondimento: Cartografie neodialettali. Poeti di Romagna e d’altri luoghi, 2014, Altri dialettali, in preparazione.
I racconti (Giardini d’aria, 2011; Certe piccole lune, 2017; Apologhi in fotofinish, 2023), su una corda più simbolica che non strettamente realistica, presentano una varia umanità e storia alle prese con...la propria e altrui storia e umanità.
Gli studi parlano da sé: Amore del cinema e della Resistenza, 2009; In vino levitas. Poeti latini e vino, 2014.
Il futuro? La poesia… Al momento sono solo prove e controprove, scrittura e cancellazione, versi e versi diversi, tentativi. Il resto? Verrà, se sentirò in me risuonare non i disastri di Gaza e dell’Iran da parte di Israele ma una nota meno cupa, quella che, dopo la denuncia e l’indignazione, apre il mondo alla vivenza degli esseri come me.
Maria Lenti
Notizie biobibliografiche
Maria Lenti, poetessa, narratrice, saggista, giornalista, è nata e vive a Urbino. Docente di lettere fino al 1994, anno in cui è stata eletta (e rieletta nel 1996 fino al 2001) alla Camera dei Deputati con Rifondazione Comunista. Ha una lunga esperienza - lezioni e seminari di lingua, letteratura, cultura italiana - con studenti stranieri, in Italia e all’estero. Studiosa di letteratura ed arte: saggi, recensioni, interventi critici si trovano in volumi collettanei, in riviste e su quotidiani, in siti internet. Ha pubblicato: - poesie: Un altro tempo, 1972; Albero e foglia, 1982; Sinopia per appunti, 1997 (2° classificato al premio “Alpi Apuane”); Versi alfabetici, 2004; Il gatto nell’armadio, 2005; Cambio di luci, 2009 (finalista al premio “Pascoli”); Ai piedi del faro, 2016; Elena, Ecuba e le altre, 2019 (3° premio al Pontedilegno Poesia 2019); Arcorass Rincuorarsi, 2020; - racconti: Passi variati, 2003; Due ritmi una voce, 2006; Giardini d’aria, 2011; Certe piccole lune, 2017 (vincitore del concorso “narrabilando” di Fara Editore); Apologhi in fotofinish. Racconti e altri scritti, 2023; - saggi: Effetto giorno scritti diversi (1993-2012), 2012; Cartografie neodialettali. Poeti di Romagna e d’altri luoghi, 2014; - gli studi: Amore del Cinema e della Resistenza, 2009; In vino levitas. Poeti latini e vino, 2014; - plaquettes d’arte, tra cui le ultime: Beatrice e le altre: a Dante, con una stampa di Susanna Galeotti, Vivarte, Urbino, 2022; Ombre, con una incisione di Giordano Perelli, Nuove Carte, Fano, 2023; - l’antologia di poeti italiani contemporanei Dentro il mutamento, 2011; l’antologia di narratori italiani contemporanei Il mantello aperto, 2020. Tra altri premi, ha vinto lo “Zirè d’oro” (L’Aquila, 2006). Ha curato, con Gualtiero De Santi e Roberto Rossini, il volume Perché Pasolini (1978). Sulla sua poesia il regista Lucilio Santoni ha realizzato nel 2002 il film-video A lungo ragionarne insieme. Un viaggio con Maria Lenti.
Maria Lenti, dalla raccolta Arcorass Rincuorarsi, Introduzione di Sanzio Balducci – Postfazione
di Manuel Cohen, puntoacapo 2020
C’era una volta
Poss dì che la memoria
è pane quotidiano ma non ci piango sopra.
El so che l’arte la poesia
devono poggiare su ricordi
da dimenticare, che devono però tornare
illimpiditi
(l’ha scritto Rilke tra altri).
I mi ricord èn tutti messi a post
en me fan sofrì en dan fastidi
mi sostengono nel vivere di oggi
m’aiutne a fè la vitta d’ogni giorne
mi danno la gioia del vissuto
la consapevolezza delle scelte
la chiarezza nelle emozioni.
La mi preferensa va tel present
ch’ pol aprì ’l futur
(per me breve, lungo per altri)
de quel che c’ho e de quel ch’en c’ho
de quel ch’ poss fè de quel ch’en ho da fè.
Ma c’era una volta.
C’era una volta
Poss dì = Posso dire
El so = Lo so
I mi ricord èn tutti messi a post / en me fan sofrì en dan fastidi = i
miei ricordi sono tutti al loro posto / non mi fanno soffrire
né danno fastidio
m’aiutne a fè la vitta d’ogni giorne = mi aiutano a fare la vita di
ogni giorno
La mi preferensa va mal present / ch’ pol aprì ’l futur / de quel ch’
c’ho e quel ch’en c’ho = La mia preferenza va al presente / che
può aprire il futuro / di quel che ho e di quel che non ho
de quel che poss fè de quel ch’ en ho da fè. = di quel che posso fare
di quel che non devo fare.
Rainer Maria Rilke, I quaderni di Malte Laurids Brigge.