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BIO-BIBLIOGRAFIA
Gianfranco Isetta nato a Castelnuovo Scrivia (AL) nel 1949.
Ho pubblicato: SONO VERSI SPARSI (Joker, Novi Ligure 2004), STAT ROSA (Puntoacapo, Novi Ligure 2008), sempre con la “Puntoacapo” di Novi Ligure, "INDIZI...forse" nel 2011, vincitore del premio Oubliette e PASSAGGI CURVI- Poesie non euclidee. .Sono presente in varie antologie alcune curate da Vincenzo Guarracino Stat rosa (con prefazione di Giorgio Barberi Squarotti) ha vinto (ex aequo) la XXIV edizione del Premio internazionale di poesia e letteratura dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli ed è stato premiato al Concorso Laurentum di Roma. PASSAGGI CURVI Poesie non euclidee, è risultato vincitore nel 2017 del Premio internazionale di poesia città di Acqui Terme. Sempre nel 2017 è uscito il volume di poesie GIGLI A COLAZIONE vincitore assoluto del Premio “L'arte in versi” a Jesi (Ancona) e di altri riconoscimenti come il casentino..
E’ uscita nel 2020 la raccolta poetica SENZA TURBARE IL CIELO
Nel prossimo luglio 2023 uscirà per LA VITA FELICE la raccolta L’ACERBO DEI RICORDI con prefazione del prof. Carlo Prosperi presidente del premio Guido Gozzano di Terzo
Recensioni e testi sono presenti in varie riviste
TESTI DI GIANFRANCO ISETTA
Quasi tutti inediti
IL SILENZIO
Al crepuscolo
il silenzio che scorre
giustifica il tempo
dell'indifferenza
col suo gioco d’inganni
e perdute certezze
TORNARE AL PUNTO LUCE
Tornare al punto luce
del quasi tutto
vuoto precipitare
sul senso delle cose
formiche in lento scorrere
strisce color di cenere
e constatarne il flusso
Le nubi che si levano
non sanno di volare
i cieli non s’addicono
a chi non vuol solcarli
GIGLI A COLAZIONE
Ti offro gigli a colazione,
non posso aggiungerti altro.
Appendili al tuo sguardo
nel salutare il cielo.
Assaggiane il profumo.
La corona di nuvole
è l'argento che incontri,
ti sarà accanto quando
vorrai cedere il passo
all'autunno che viene
a proporti il mio nome.
PREPARATI LO SGUARDO
Preparati lo sguardo
nascondilo dal sole
mentre sto imparando
potrei anche rincorrerti
seguendo le tue tracce
lasciate dai riflessi
come radici sparse
a ricomporre spazi
per qualcosa d’intenso
OGGETTI (e fatti) COLPITI DAL DESIDERIO
Un sogno si ripete.
Altrove. Con il corpo,
uscito dallo sguardo,
tenta uno spazio nuovo
per apparire vero.
Si muove un gatto lungo
pareti della stanza
unificando tutte
le distanze e il muso
che mi cresce sugli occhi.
Ora immagino il buio,
aggiungo tenerezze,
se vuoi cortesi annunci
di pezzi di futuro
ripiegati all'indietro.
Raccolgo qualche idea
sul prato degli incontri
dove sbocciano lucciole
come parole bianche
di un cielo di carbone
Avvisaglie di luce
per respingere il vuoto
accendono le mani
da un angolo di viso
che mi cresce sugli occhi.
FOGLIA
abbracciano una foglia
gli occhi
a bassa voce
scrutano il reticolo
che la unisce
e la commuove
quando evapora il vento
mentre accanto
si posano piccoli
profumi di genziana.
IL DOLORE
Il dolore inverte
la sua ragione
dissolto nell’incontro
col fuoco attende
la sua fioritura
CREPACCIO
C’è il punto di vista
del crepaccio
una fessura
che divida il campo
giocando con lo spazio
anima aspettative
come scelta di libertà
ha il diritto di non scegliere
di non decidere
promuove emozioni
assenze e vuoti
da riscuotere
all'ombra della crepa
che s'apre zigzagando
nel soffio del mio vivere.
IL TEMPO
Il tempo uccide il mondo
e disegua sui vetri
uomini e cose in attesa
per l'azione della luce
Si muove in un pulsare
poi dilegua e ci lascia
un paesaggio nudo
battuto solo dal vento
come pesci nell’acqua
l’abitiamo e ci nutre,
come un fiocco di neve
si scioglie tra le dita
il richiamo si perde
e poi ci ricompare
come un sibilo assente
indicibile al tatto
L’ONDA
Sorpresa, l’onda
ha rinunciato al suono
e lascia un movimento
nell'aria
lo nasconde soltanto
per un attimo
poi tutto si riprende
qualcosa si rinnova
UN VENTO D'ANGELO
Ho bisogno di un fiore
che sia solo il pretesto
per comprare buon vento.
Un angelo fragrante
che metta lo scompiglio
tra le buone ragioni
sospese sui rimbalzi.
Magari un bucaneve,
la pronuncia di un corpo
che spunti all'improvviso
e accenda una funzione
salendo verso l'alto.
Non sarà che l'inverno
per atteso risveglio
si propone in silenzio
all'incontro e poi scioglie
incertezze dei sensi?