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TESTI DI
Alba Toni
Laura Pezzola
Stefania De Mitri
Mirko Rovina
Miriam Bruni
Antonio Maddamma
Salvatore Cantone
Valentina Ciurleo
A te che ami e stai in silenzio
stretto nella tua sincerità
e ti tremano i polsi.
A volte ti vedo a volte no
ti sento nell'insistenza del richiamo
vedo i tuoi occhi
e nel corpo di cristallo
scorrono i vasi sanguigni dei fiumi
si leggono i tuoi pensieri.
Nell'aorta discendente c'è un sentimento alto
nella carotide comune quel tuo cuore spezzato
nei seni venosi il tuo dolore.
Ti saluto da lontano non voglio il tuo tormento
dormo quando è già troppo tardi
e sulla testa ho un soffitto al neon
la stanza è grande ha una penombra un velo
una tenda tutta mia.
Non oltrepassare sta scritto
ma il tempo l'ha cancellato
e resto lì da sempre.
Sotto il tuo sguardo santissimo
sopra la tua parola di domani
senza accento con l'accento
nelle tue mani non una lacrima
nei tuoi capelli non una linea retta.
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Tutte le notti a quest'ora viene essa
una civetta.
La sento da lontano e da vicino
sento il verso e sento il richiamo.
Chissà cosa cerca sulla strada di noi
se c'è ancora traccia dello spirito versato
e del taglio traverso unilaterale
chissà se essa sa che intorno faggi platani querce perdono
insieme a me foglie in tutte le stagioni e poi
che io stessa le recupero sotto la pioggia
mi inchino
ne faccio un bracciale con le gocce d'acqua.
Chissà essa cosa cerca
se morte e vita le appartengono
o se morte e vita insidiano solo noi
e la pioggia.
LA RICETTA DELLA POESIA
I miei pensieri oscillano
adagiati sul grembo di una stella
a breve cadranno sulla terra
formeranno semi di parole
e negli orti cittadini spunteranno
piantine di come e di perché.
Condite con origano e cannella
mescolate ai pasticci della foglie
riempiranno di poesia fumante
i cocci in terracotta dell'inverno.
ALBUM DI FAMIGLIA
Sotto misteriose ombre di tulle in mezzo al salotto
l'album di famiglia sonnecchia con le foto.
Di rado sfiorato dalle dita di qualcuno,
qui si é fermato il tempo che vola.
Sotto berretti di scuola occhi di carboni ardenti.
Un timido sorriso, un bouquet di petunie.
Veli da sposa sopra guance rotonde.
Barbe, accompagnate da importanti bastoni.
E ancora - divise da soldato nella nebbia,
si perdono in volti, anch'essi indistinti.
E donne in nero, all'improvviso incanutite,
e in nuvola di trine il sopraggiunto neonato.
Per lui da tempo la via é aperta:
berretto e poi sorriso in bianco,
divisa cinerea e solitudine in nero,
e un bebè in trine, e da capo di nuovo ...
No, io non entrerò facilmente in quell'album,
in pose inchiodate, in pettinature attorcigliate!
Che il vento, monello pazzo, in me
scombini i capelli impetuosi, e i giorni!
Blaga Dimitrova, da "Segnali", 1939
(sotto, foto di Stefania De Mitri)
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Parole
Parole come piccole lame
spie luminose
scie di pensiero.
Ancora una volta
sono un Poeta.
La poesia respira con me.
Stefania De Mitri
(illustrazione di Stefania De Mitri per la copertina della raccolta poetica: "Colori, suoni e altre storie" di Stefania De Mitri)
Ti ho lasciato
La mia arte
La mia passione
La mia musica
La mia poesia
Ti ho lasciato
La decisione
Del mio al di là
Da solo
Non sono stato in grado
Ti ho lasciato
il mio posto
Perché
A prescindere
Sei il mio posto
Luce, luce, luce,
tu della terra sei il canto audace.
Senza di te le foglie non danno gioia, i fiori pace.
Frugale o maestosa, superi ogni notte, sempre puntuale.
Vicino a te non piango più per le mie scarpe rotte,
o il cuore delicato. Siamo tuoi figli,
Luce, nonostante il peccato.
da CREDERE NELL'ATTESA
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Adolescenza (o Luna bambina)
(L'aria di notte muta il suo odore.)
Qualcosa si muove tra i ghiacci.
- Oh labbra buie di vergini notti! -
Qualcosa che cerca
quel duro Equilibrio
di eterno biancore...
Scaltro, infinito colore
- che semplice, tutto contiene! -
Maturità (o Luna matura)
È di lui che risplende,
dei suoi baci, lo sappiamo.
Lei fa finta di nulla, si accaparra
ammirazione, di lontano.
Ma in quell'unico viso
- separato dal corpo - che guardare
possiamo senza orrore,
non vi è alcuna vanagloria,
infedeltà riguardo al sole:
taci, che è per Lui,
e solo Lui, che lei sorride.
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Manifesto
Non ha nulla di esteriore, la Poesia;
non è un forex - da copiare
né una marca - da indossare.
E' un Ambiente
- accessibile - la mia. E' dimora
in cui sedersi ed ammirare;
in cui l'Anima innaffiare.
(inedito - Luglio 24)
Forsizia
Là dove un tempo c’erano gaggìe,
odorose di carne umana, regna
inodore, fra il lezzo d’immondizia
recente, una siepe di forsizia.
Piantata intorno ad un campo da tennis
nel tristo confine d’una villa
abbandonata, fra la terra rossa,
è sorta accanto alla nativa argilla,
inutile oramai fuorché a se stessa.
Ed io che la vedevo da lontano
pensavo alla ginestra leopardiana!
Pioggia
“Solo la pioggia può donare Amore,
dove corpi aridi sono in attesa
di esser bagnati.
Pioggia calda di lacrime feconde
sulle nostre terre ch’ancora
non conoscono distese di fiori”
Se scoprissi di lui qualcosa che non vedo
che non sento.
Attraversa l'anima.
Del tuo corpo,
imperscrutabile natura dell'attimo.
Pensavo di stendermi
in orizzontale così senza reclamare nulla.
La finestra aperta, il rumore.
Non si capisce
se sia luce,
l’imposta della finestra che sbatte contro.
È uno di quei momenti intimi ed isolati dove non cerchi.
Senti solo attraversare.
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Sere d’estate
quando gli occhi corrono liberi
e sembra che il tempo sia rimasto
a giocare, a sorridere
in bocca alla vita.