Seleziona la barra di navigazione in lato a sinistra
Mirko Rovina viene al mondo nel gennaio 1975 da mamma Ilva che a breve non ricorderà più che pesava 4,5 kg e le conseguenti imprecazioni. Nasce artisticamente come musicista, batterista e percussionista, mescola i colori della sua vita con quelli acrilici dei suoi quadri. Si inventa poeta per amore della musica e del suono delle parole, si inventa scrittore per un amore non ricambiato.
Mediterraneo
Mare, incontro di anime
Infrange onde nei cuori sconfitti
Ossigeno
Mancanza consapevole
Eterea nota di disgusto
Paradosso della solitudine
Metronomo
Scandisce il tempo
Respirare e distinguere
L’eterno battito
Monotona e ciclica
Ripetutamente noiosa
Quadro incomprensibile
Opera senza fine
Ritmo cardiaco
Battito irregolare
Energia che alterna
Calore e dolore
Non sei sola
Colma, riempi
Il vuoto
———————————————
Viaggiare seguendo le tracce del cuore
Fino all’aumentare dei battiti
Lasciarsi andare
Camminare contando i lampioni del viale
Come Hansel e Gretel non desideriamo perderci
I battiti aumentano
Il bosco suscita paura
La strada impervia
Difficile percorrerla senza tenersi per mano
Si alza il ritmo, tempo indefinito
Impossibile calcolare, calcolare non fa per noi
Meccanismo che percorre strade sconosciute
Certezze
Solo i corpi le riconoscono
Sguardi confusi
Mandano segnali impercettibili di vita futura
Passeggiare lungo i canali di Amsterdam
Al tramonto i colori si mischiano
Passo dopo passo, mutano
Cuore irrazionale
Non attracca in porti sicuri
Deflagrazione, ammaraggio
Orecchini riflettono spettri di luce
Accecano la vista, la prospettiva
Assorbono calore da labbra calde
Amara consolazione
Dipinta su tele troppo nitide
Ricordi non svaniscono
Scrivo, sogno ancora un’infanzia
Sogno un’alternativa
Sogno di cambiare strada
Adesso
Fino al prossimo incrocio
Dove bisognerà scegliere
Dove batterà il cuore.
——————————————-
Parole a tempo
Ripetute e dimenticate
Stereotipi della follia
Ironia perversa
Ironia suicida
Ultimo accordo
Uno spartito che svanisce
Senza pause
Senza ricordi
Tempo nella nebbia
Cancella gli attimi
Confonde i ricordi
Offusca la vista
Binario morto
Impossibile vedere
Le campane che battono il tempo
Segnano l’ora,
marcano la fine
A mamma.
Lacrime silenziose
Argini e utopie
Derive scoscese
Crollo verticale
C’era una volta.