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Laura Pezzola è nata a Fiano Romano e vive a Roma. Ha pubblicato le raccolte poetiche Uccelli di carta (Seledizioni1981), La Manutenzione dell’anima (Edizioni Progetto Cultura 2013) , Il primo verso (Edizioni Progetto Cultura 2014), L’inquilina dei piani alti (Edizioni Progetto Cultura 2017), Del nostro stare al mondo (Ensemble 2021), Tutti i no sono saliti al cielo (Ensemble 2023). Sue poesie sono presenti in varie antologie e blog.
L’ABBECEDARIO
L’abbecedario della prima
la A di ape - la R di regina.
La maestra nell’aula dei sospiri
il corriere dei piccoli scolari.
Ho cinque ossi da lanciare in alto
sul gradino che salva dalla fuga
sono scivolata su una goccia
ma qualcuno dice che non c’era.
Per salire stringo il corrimano
raccolgo le molliche tra le spine.
Mi salvo fissando il sole buono
perché di sera nei vicoli fa buio
e scappo dalle scarpe impolverate
che cantano il no delle canzoni.
Libera me - se vuoi - da tutte le paure
ne scrivo per guadagnare tempo
per acquistare ancora un po’ di vita.
GEOGRAFIA
Trascorro dalla testa ai piedi
sui canali azzurri delle vene
navigo i crateri del cuore
esploro le foreste sempreverdi
dal midollo al fusto.
La geografia del corpo
è una strada intricata
di mappe parallele.
Mi concentro sul respiro
che solleva e rilascia.
Trattengo il poco che serve:
l’inutile che porto sulle spalle
per attraversare la notte.
IL MIO POSTO
Quale sarà il posto delle mie parole
quale briciola indicherà il cammino
per raggiungere la casa - il giardino
del tabacco - i capperi - le file operose
delle formiche sulle loro tane di terra?
Un posto che assomigli ai miei capelli
ai miei occhi – ai miei gomitoli di sogni
Sarà una madia del pane - un granaio
un’altalena sospesa sulle cime dei pioppi
un cono di cemento addormentato?
Non c’è cartello che indichi la via.
nessun asilo per il grumo dei pensieri
solo foglie da intrecciare al nido
un nido dove stare per non sentirmi sola.
TEMPESTE EMOZIONALI
Tempeste emozionali
lancette che racchiudono i giorni
nell’eternità di un attimo
tanto vale ancorarsi ai lembi della notte
baluardo di roccia che sgretola
il mondo e scoperchia paure.
Gli armadi si affollano di mostri
i vestiti agitano il vuoto dei corpi
e il dottore buono fotocopia
ombre di referti in bianco e nero.
Basta così poco per ferirci
il tempo di una lacrima
che scivola sulle labbra
con il suo milligrammo di sale.