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Eleonora Bellini vive nel Piemonte Orientale, vicino al Lago Maggiore sulle cui rive è
nata. Ha diretto per quasi quarant'anni un'importante biblioteca pubblica, curandone, tra
l'altro, le pubblicazioni, le attività di promozione della lettura e gli incontri con gli autori, i
laboratori creativi, le mostre d'arte e documentarie. È stata ideatrice e segretaria del Premio
Nazionale di poesia e traduzione poetica "Achille Marazza" (1986-2018), del Concorso di
letteratura e illustrazione per l'infanzia "La casa della Fantasia" (2003-2029) e del
Concorso letterario "Antonio Cerruti-Ariodante Marianni" (2005-2018). Collabora
attivamente a riviste e siti letterari. Ha pubblicato testi di saggistica, di narrativa, libri per
bambini e ragazzi e raccolte di poesia.
Eleonora Bellini
Tre poesie
Rotonda della Besana
L'assedio dei morti già si stringe attorno
come una foresta arida e secca, spoglia
di foglie e muta
di sospiri. L'aria é morso di lupo.
Ogni tanto tra i palazzi
spunta qualcosa di strano
come a una svolta
del tempo.
E tu pensi a quanto
può durare una rosa
e a quando
coi tuoi piedi correva
l'infanzia, mentre
il mite aprile scoppiava
verdi gemme in cortile.
(Milano, 5 aprile 2018)
Da Stanze d'inverno, Book Editore 2021
Il ponte e il calabrone
Può essere l'imprevisto attacco
di un calabrone, oppure l'annunciato
crollo di un ponte, innalzato
contro il cielo a colpire:
il corpo umano è fragile.
Può essere l'aspro gusto
del cuore quando muore in gola,
la scossa d'acciaio di un motore,
può essere un errore a colpire:
il corpo umano è fragile.
O semplicemente può essere
il fiato che si spegne,
il credito esaurito,
la corsa terminata:
il corpo umano è fragile.
Il corpo umano è fragile,
ma chi uccide per ignoranza,
per incuria, per denaro o perché nutre
in sé anima di sciacallo, ostenta
zanne di iena e spalanca
bocca di menzogna, è un assassino
- poco importa a quale immeritato
podio l'abbiano elevato -.
Il corpo umano è fragile, una pietra sola
del più modesto muro può finirlo, il crollo
di un solo ponte apre un fronte
come di guerra: corpi umani indifesi
contro il cielo. E tuttavia sono innocenti
le cose e i manufatti e innocenti
perfino i calabroni, tutti ignari
di morti e vivi e dell'infamia umana.
(Genova, 14 agosto 2018)
Da Stanze d'inverno, Book Editore 2021
B
Due bambini si scaldano le mani
sui cartoni della pizza mentre vanno
veloci trascinando al binario giusto
la giovane madre curva sul telefono.
Il vecchio signore ha il passo lento
nelle calze di lana fatte a mano
e vigile lo sguardo oltre
la bianca mascherina sanitaria.
Torna dal breve squarcio di vacanza
la piccola maestra, stretta
tra valigie immense. Ondate
di folla oscillano compatte,
s'immergono
negli effluvi del cibo fritto in fretta
e nell'aroma dei caffè.
È sera di festa anche in stazione.
Da Stazioni, Kanaga Edizioni 2024
Per la Rubrica Carta e Stelle in dialogo con l'autore Eleonora Bellini.
1. Come è nata la tua passione per la scrittura?
Raccontaci quando hai capito che scrivere sarebbe diventato qualcosa di importante nella
tua vita.
Da bambina, in estate giocavo con i sassi del lago e d’inverno ritagliavo figure da “Il
Corriere dei Piccoli”. Leggevo molto, tutto il tempo possibile, cercando di eludere gli
ordini della mia mamma che, per il bene della mia vista, della mia spina dorsale e anche
per il fatto che ero figlia unica, ogni giorno mi spediva a giocare all'aperto, per almeno due
ore. In ogni stagione, ma d'estate di più. E pensare che la mia mamma faceva la maestra!
Leggendo leggendo, cominciai a imitare quelle cose belle, le parole scritte. Composi la
prima poesia a dieci anni per il giornalino della colonia in cui trascorrevo alcune settimane
di vacanza. Proseguii qualche altra volta, anni dopo, sul giornalino del liceo. Mi sembrò
quello, la poesia, l’omaggio più bello che potessi regalare ai semplici e laboriosi fogli che
uscivano dal ciclostile. D’altra parte, che cosa avrei potuto trovare di meglio, se la poesia
era spesso protagonista della conversazione di casa a pranzo e a cena? Pascoli vinceva
D’Annunzio, Leopardi era in ottima posizione, ma su tutti spiccavano Dante e Foscolo.
Grandi passioni e piccoli destini a volte camminano per mano.
2. In un'epoca come la nostra, in cui tutto scorre velocemente e la comunicazione è spesso
frammentata, in che modo pensi che la scrittura possa offrire un'alternativa significativa?
Credi che scrivere (e leggere) possa ancora essere un atto di resistenza o di profondità?
La scrittura richiede tempi lunghi, varietà di prospettive, esercizio di riflessione, autenticità
e rigore, prospettive anche non immediate e non effimere, memoria. Tutto ciò procede in
direzione contraria al tempo travagliato e onnivoro che viviamo. Penso che questo
procedere in direzione contraria possa condurci sulla giusta via, accompagnandoci lungo
un autentico cammino. Quindi scrivere a mio avviso può costituire senz'altro un atto di
resistenza e di approfondimento. Così come leggere.
3. In che modo la scrittura ha inciso — o incide tuttora — sulla tua quotidianità?
Ti ha cambiato come persona? Influisce sul tuo modo di vedere o vivere le cose di ogni
giorno?
La scrittura è un piacere, ma non è un gioco. Porta con sé le fatiche dei giorni e il pungolo
dei pensieri, i dolori e i piaceri della vita, l'allegria delle parole giuste ed efficaci, il
tormento dell'impotenza nei confronti dei mali del mondo. Cambia con l'umore e le
stagioni, ma è comunque una compagna fedele, che sa attendere e ascoltare. A volte può
perfino accadere che la scrittura illumini un pensiero, rischiari una notte, faccia accendere
una risata nell'opacità del grigio. E, se talvolta si allontana, sempre poi ritorna.
4. Parlaci delle tue pubblicazioni e dei tuoi progetti letterari.
Hai voglia di condividere con noi qualche dettaglio, anche su ciò che stai preparando o che
sogni di realizzare in futuro?
Ricordo con piacere e, nel caso delle prime pubblicazioni, anche con un po' di nostalgia
per le promesse e le illusioni in esse contenute, i titoli delle mie raccolte di poesia:
Metadizionario, Lalli 1980; Note a Margine, Premio Albisola Giovani - Seledizioni 1980;
Tracce, con prefazione di Vico Faggi, Sabatelli - Quaderni di Resine 1993; Agenda feriale,
Premio Rhegium Julii 1997; I nemici svegli, con presentazione di Ariodante Marianni,
ArtEuropa, 2004; Il rumore dei treni, con nota di Ariodante Marianni, Book 2007; Le
ceneri del poeta, Orizzonti Meridionali 2011; Stanze d’inverno. Non solo liriche, La
Parada 2012; ριζώματα radici. Poesie sui 4 elementi, Youcanprint/Mimesis.me 2014; Prove
d'autunno, con presentazione di Fabio Scotto, Puntoacapo editrice 2018; Legno estivo,
Youcanprint/ Mimesis.me 2019; Stanze d'inverno e altre poesie con Nota di Alfredo Luzi,
Book Editore 2021; Frunza semiluna/Foglia a mezzaluna, Bucarest, Cosmopoli 2024;
Haiku dell'ape e del giardino, La Ruota 2024; Stazioni, Kanaga Edizioni, 2024; Piccoli
orti assorti, con presentazione di Maria Lenti, Progetto Cultura 2024.
Ricordo anche prose, racconti, saggi, traduzioni e i tredici libri per bambini e ragazzi a cui
sono molto affezionata perché mi consentono incontri con gruppi e classi.
Progetti? Proseguire adelante con juicio nella scrittura e nel dialogo, riprendendo anche, se
possibile, il lavoro di traduzione.