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Nicola Manicardi è nato a Modena dove risiede e lavora in ambito sanitario. Appassionato di letteratura in particolare modo di poesia ha pubblicato nel 2015, per la casa editrice Rupe Mutevole di Parma diretta da Enrico Nascimbeni, il suo primo volume intitolato “Periplo”. Successivamente alcuni suoi testi sono stati inseriti in una antologia dedicata al mito di Marilyn Monroe intitolata “Umana troppo umana”, curata da Alessandro Fo e Fabrizio Cavallaro ed edita da Aragno nel 2016. Nel 2018 ha pubblicato il suo secondo volume di poesia intitolato ”Non so”, per la casa editrice “I Quaderni del Bardo” di Stefano Donno collana Zeta diretta da Nicola Vacca. Alcune sue poesie sono state tradotte in greco, spagnolo, rumeno, russo e francese e inserite in alcune riviste nazionali e internazionali. Nel giugno 2020 esce una nuova raccolta di poesie dal titolo “Umiltà degli Scarti” Collana Agorà diretta da Nicola Vacca per l’Argolibro editore. Il 25 settembre del 2021 riceve una “Menzione Speciale” al XXXIII Premio Letterario Camaiore Francesco Belluomini” L’ultimo lavoro è una raccolta di poesie racconti intitolato Carne e Sangue per la casa editrice Oltre. Dal 2022 collabora con la Piccola Accademia di Poesia di Milano diretta da Elena Mearini.
In mia assenza
ho lasciato le finestre aperte.
Il meteo dava pioggia
così non è stato.
Al rientro ho ritrovato un sorriso
il mio di quando ero bambino.
Le foglie erano primizie.
Distese
come se mi aspettassero
per tornare a vedere i colori.
Il quaderno non l’ho mai archiviato.
Vorrei cadere
dentro alle tue allegrie.
Nel verso tra gli zigomi
sul tuo labbro superiore
quello alto della mia luce.
Sotto alle tue ciglia vado a capo
scendendo nel racconto - sussurrato.
Come nei toni bassi di una lettura migro
e nel viaggio affronto.
Non esiste mare
che non debba essere salpato e
tra le tue onde cerco terra.
I tuoi occhi li ho visti circumnavigando e
sapevano di sale come onde al vento
come la fatica composta come
la mia mano aperta che tiene
un bozzolo di seta pura
la tua pelle appoggiala su di me o sul mio amore.
Voglio leggerti nell’incavo
del non detto.
Fra l’ombelico e il seno
per salire sulle tue tempie.
Non so da quale frase apparire
ai tuoi occhi ma...
lo senti come è calda la mano?