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Ophelia Borghesan
Le ceneri di Super Vicki
196 pagine
Specchio del contemporaneo, ekphrasis, apologo, descrizione di descrizione, natura morta con meme: la poesia di Ophelia Borghesan è tra le poche in Italia che lavori senza cinismo con i significanti che ci circondano. Parole e cose vengono nominate, ordinate, scandite da un gesto metrico terso come il battito di una Roland 808. Le serie che compongono questo libro formano un canzoniere antilirico e frontale che è una nuova forma di poesia civile.
Ophelia Borghesan (Angela Grasso e Luca Rizzatello) è un progetto fondato nel 2013 che si occupa di scrittura, grafica e videoinstallazioni. Ha un tatuaggio che in lingua cherokee significa lust in translation.
IN USCITA IL 1° OTTOBRE e in prevendita da Settembre
Gli strappi nella carta da parati
non erano che strappi, e non metafore
di quello che eravate nella stanza.
Eppure, riguardandoli, sembravano
dei visi nel compianto, delle case
in pasto all’uragano, dei licantropi
al ballo delle debuttanti; eppure.
*
Così le biciclette vi spingevano
sui sassi bianchi e ossuti, in mezzo ai platani,
le gambe impolverate, la certezza
di vivere un cliché, e un altro, e un altro,
l’attesa della doppia spunta come
l’arrivo di un Cortés qualunque, come
l’arrivo del vaiolo, o degli alieni.
*
La figlia del giostraio sollevando
il braccio con il palmo spalancato
a imitazione dei passanti lascia
cadere a terra il pacco con le stelle
filanti. Il carro coi parenti al seguito
trascorre per le vie; lontano è il soundcheck.
Ci sono 20 gradi, il cielo è terso.