L’autrice, Rosemily Paticchio nata nel 1975 nel Salento, esordisce in campo letterario nel 2012 con la pubblicazione della raccolta poetica “Prima che i germi”, nell’ambito del volume antologico “Retrobottega 2” (CFR Edizioni), con saggio critico di Gianmario Lucini. Successivamente, nello stesso anno, pubblica la plaquette di poesie dal titolo “Incipio”, accompagnate dalle opere fotografiche di Rossella Venezia, per la collana Coincidenze di Arca Felice Edizioni, a cura di Mario Fresa. Nell’ottobre 2013 consegue il Premio Astrolabio per originalità del tema nell’ambito dell’omonimo concorso letterario con la silloge inedita “Entropie del Sistema Astrale,” i cui testi vengono pubblicati integralmente in ebook nel gennaio 2014 per la collana Libri liberi di LaRecherche Edizioni, accompagnati dalle opere pittoriche dell’artista Sara Giantin. Approfondendo la poetica femminile contemporanea pubblica, nel 2019, un suo contributo sulla poetessa Sylvia Plath nel volume “Rock, Rimbaud e caffè” a cura di Collettiva Edizioni, e un altro sulla poetessa Claudia Ruggeri per Spagine, Magazzino di Poesia, a cura di Mauro Marino (Fondo Verri). Nel 2020 pubblica la silloge inedita Theatròn nel IX volume delle Antologie Poetiche Virtuali di Transiti Poetici, curate da Giuseppe Vetromile. Nel 2021 è tra i vincitori assoluti del Concorso Poetico “Infinite Lune” (I Libri di Icaro Edizioni) con la video poesia intitolata “Una o Centomila” pubblicata in ebook dalla stessa casa editrice. Nel 2022 è tra il finalisti con menzione speciale del Premio Internazionale di Poesia Leopold Senghor con il componimento ArcheoPoesia. Varie sue poesie sono state selezionati nell’ambito di concorsi letterari e pubblicati nelle relative raccolte antologiche curate da vari editori tra cui Perrone, Lietocolle, Aletti, LaRecherche, Onirica, altri sono apparsi su riviste letterarie e litblogs. Ha pubblicato racconti sulla rivista per ragazzi “Un due tre stella” (Lupo Editore) e collaborato con vari artisti curando i testi creativi di mostre fotografiche e installazioni.
Io non partecipo all’incipiere del giorno
non odo i trilli delle albe pungenti
ma dimoro soltanto
nei posti estesi prescelti dalla mente
tengo la rotta scura del crescersi diverso
ho bocche da sfamare
come lupe d’inverno
espressioni aperte a colonizzare
le visioni di un insieme
orifizi tesi a cogliere il soliloquio
di un dialogo imperfetto
Imperfette Desinenze.
Nessun posto abitai per intero
ma gravitante fui tra i boschi
rigogliosi di un tempo
dove poggia il morbido piede
dorme il mio ventre allegro
sulle Tracce
dell’ombelico profondo
le andature distorco sul sentiero.
E se così pervenni alla nascita
a non sbavare i contorni
ciò che tremo in fondo è l’orlo
non le cime più alte.
La poesia è tratta dalla raccolta edita "Incipio"
(L'Arca Felice 2012)