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LETIZIA LEONE scrittrice e critica letteraria, ha avuto molti riconoscimenti tra i quali: Segnalazione al Premio Montale (1997), Grande Dizionario della Lingua Italiana S. Battaglia – UTET (1998), Premio Nuove Scrittrici, Tracce, (1998 e 2002) Menzione d’Onore Premio Lorenzo Montano, Anterem Edizioni; Per l’edito: Civetta di Minerva e Premio L’albero di Rose, Regione Basilicata (2019).
Ha pubblicato i seguenti libri: Pochi centimetri di luce, (Roma, 2000); L’ora minerale, (Perrone Editore, Roma, 2004); Carte Sanitarie (Perrone Editore, Roma, 2008); La disgrazia elementare (Perrone Editore, Roma, 2011); Confetti sporchi (Lepisma Edizioni, Roma, 2013); Rose e detriti (FusibiliaLibri, 2015); Viola norimberga (Edizioni Progetto Cultura, Roma, 2018); Notazioni sui fastidi del sonno (Ensemble Edizioni, 2020).
Tra le numerose antologie: Antologia del Grande Dizionario della Lingua Italiana, UTET, Torino, 1998; Sorridimi ancora a cura di Lidia Ravera, Giulio Perrone Editore, Roma 2007, dalla quale è stato messo in scena lo spettacolo Le invisibili, Teatro Valle, 2009; “Come è finita la guerra di Troia non ricordo” a cura di G. Linguaglossa, Edizioni Progetto Cultura, Roma, 2016; l’antologia americana How The Trojan War Ended I Don’t Remember, Chelsea Edition, 2019, New York; AA.VV. Poetry Kitchen, a cura di G. Linguaglossa, Edizioni Progetto Cultura, 2022.
Redattrice della Rivista Internazionale L’Ombra delle parole e della rivista di poesia e contemporaneistica Il Mangiaparole (Edizioni Progetto Cultura), è presente nella Storia della poesia italiana-Dalla lirica al discorso poetico, Roma (2011) e in Dopo il Novecento, a cura di G. Linguaglossa, (2013). Organizza laboratori di lettura e scrittura poetica.
MADRIGALE PER VOCE SOLA
Vorresti forse il giunco
di palude o lessate
ortiche per le tue piaghe morali?
Erbe del pentimento.
Ortica cotta.
Verdura povera delle cucine
il suo vapore sfiamma le ferite
del maleficio o dell’occhio smagato.
La terra del quaternario
medusa radioattiva,
quella che era la via delle lumache
ora è smaltita in Chernobyl-preghiera.