Le commedie di Aristofane – come tutto il teatro – avevano una prima diffusione orale. È probabile tuttavia che vi fosse anche una circolazione scritta, in forma di rotolo di papiro, sebbene per pochi lettori.
Tutta la produzione aristofanesca era sicuramente conservata presso la biblioteca di Alessandria; il primo ad occuparsi in qualche modo del testo di Aristofane sarebbe stato il poeta Licofrone, autore di un περὶ κωμῳδίας. Dopo di lui bisogna citare Callimaco, Eratostene di Cirene (soprattutto, sembra, per questioni di cronologia), Aristofane di Bisanzio (autore di interventi sulla colometria e sul testo e forse di una edizione critica di Aristofane comico), Callistrato detto «aristofaneo», allievo del precedente e Aristarco di Samotracia (certamente attivo come commentatore, mentre meno sicura è l’esistenza di una sua edizione).
Questo lavoro confluì nell’opera di un grammatico del I sec. a.C.: Didimo. Uno dei motivi di interesse era la lingua di Aristofane, considerato un esempio di attico puro, al pari di Lisia.
Abbiamo alcuni papiri che risalgono al I sec. a..C.- I d.C. che contengono circa 70 versi.
In seguito, come avvenne in generale per tutti i poeti scenici greci, furono ricavate delle antologie che contenevano undici commedie intere che sopravvivono in tradizione manoscritta: Acarnesi, Cavalieri Nuvole, Vespe, Pace, Uccelli, Tesmoforiazuse, Lisistrata, Rane, Ecclesiazuse, Pluto
Gli eruditi bizantini, a partire dal IX sec. studiarono il testo di Aristofane e lo trascrissero utilizzando una forma nuova di libro, con annotazioni sui margini (marginalia). Un solo manoscritto le conserva tutte: Il codice 429 della Biblioteca Classense di Ravenna, che è anche il manoscritto più antico (X sec.). Il testo è vergato da una sola mano che ha usato una minuscola informale, con modulo quadrato, stilizzazione tondeggiante, e ductus ora posato ora corsivo. La mano risulta simile a quella del cod. laurenziano plut. 32.9. Il codice presenta marginalia trascritti poco dopo la stesura del manoscritto.
Gli altri codici contengono una scelta più ridotta: la cosiddetta «triade bizantina», costituita da Pluto, Nuvole e Rane
La prima edizione a stampa (Aldina) è del 1498 a Venezia a cura di Marco Musuro.
Editio aldina di Aristofane: Aristofanous Komoidiai ennea. Aristophanis Comoediae novem. Venezia, Aldo Manuzio, 1498.