Grazie alle didascalie contenute nei principali manoscritti, che rielaborano i dati risalenti alla tradizione alessandrina, conosciamo datazione, festival cui parteciparono e piazzamento finale di molti titoli:
Acarnesi Lenee del 425 a.C.: primo premio;
Cavalieri Lenee del 424: primo premio;
Nuvole Dionisie del 423: terzo posto;
Vespe Lenee del 422: secondo posto;
Pace Dionisie del 421: secondo posto;
Uccelli Dionisie del 414: secondo posto;
Lisistrata probabilmente Lenee del 411: non ne conosciamo l’esito;
Tesmoforiazuse Dionisie del 411: non ne conosciamo l’esito;
Rane Lenee del 405: primo premio;
Ecclesiazuse forse 392: non sappiamo a quale festival e con quale esito;
Pluto 388; non sappiamo a quale festival e con quale esito
C’È UN’EVOLUZIONE NEL TEATRO DI ARISTOFANE?
La produzione poetica di Aristofane si può dividere in 3 gruppi:
Commedie della guerra: sono quelle composte durante la prima fase della guerra del Peloponneso prevale l’impegno politico con vibranti accuse personali (il famoso onomastí komo(i)dêin, «sfottere per nome») e con un’assoluta prevalenza della tematica civile: i protagonisti sono ostili al conflitto ed escogitano soluzioni assurde per farlo cessare; la classe dirigente ateniese viene duramente criticata: e vengono attaccati il sistema educativo, politico e giudiziario. (Acarnesi, Cavalieri, Nuvole, Vespe, Pace)
Commedie dell’utopia: il poeta approfondisce il tema delle soluzioni paradossali al conflitto, proponendo vere e proprie utopie: la rifondazione della polis, la polis governata dalle donne, il ritorno al passato attraverso il recupero del poeta Eschilo dal regno dei morti. (Uccelli, Tesmoforiazuse, Lisistrata, Rane)
Nell’ultima fase della sua produzione, dopo il 405, Aristofane sperimentò un tipo diverso di comicità con la rinuncia definitiva all’impegno civile e trame svincolate da ogni diretto aggancio con la realtà contemporanea
L’IMPEGNO POLITICO
Nel secolo scorso si è dibattuto su quale fosse il «partito» di Aristofane, se quello democratico o quello oligarchico. Ma nell’Atene del V sec. non esistono i partiti come schieramenti con programmi e ideologia (dalla Rivoluzione francese in poi) In realtà è più appropriato parlare di pubblico e di committenza: a quale pubblico si rivolgeva Aristofane e quali gruppi sociali ne sostenevano l’attività drammaturgica (appoggiandolo in caso di attacchi e denunce)?
Aristofane sembra essersi identificato con due grandi categorie:
i contadini e piccoli proprietari delal campagna attica, danneggiati dalla guerra, conservatori e legati al passato e alla tradizione;
i cavalieri, cioè la classe di chi poteva permettersi l’equipaggiamento di un cavallo, ostili alla politica imperialista e marittima di Pericle.
I primi costituiscono il suo pubblico, i secondi i suoi ‘committenti’.
Bersaglio polemico di Aristofane sono invece: quella parte del popolo che vive della paga statale (nullatenenti, abitanti della città) e i demagoghi, politici di professione che strumentalizzano il popolo, gli innovatori in campi diversi (musica, poesia, filosofia)