La sensibilità di Euripide verso temi come la guerra e la condizione femminile, pur espressa nel registro tragico, può trovare interessanti punti di contatto con l'approccio di Aristofane, specialmente considerando il contesto culturale ateniese condiviso dai due autori.
Sensibilità verso le sofferenze della guerra: Euripide, come abbiamo visto, dedica grande attenzione alle vittime della guerra, in particolare alle donne, come emerge potentemente nelle Troiane. Questa compassione per le sofferenze umane causate dal conflitto non è estranea ad Aristofane. Sebbene egli utilizzi la commedia, opere come la Lisistrata mostrano una forte aspirazione alla pace e una critica verso la guerra e l'incapacità degli uomini di risolverla. Entrambi gli autori, quindi, seppur con toni e finalità diverse, dimostrano una sensibilità per le devastanti conseguenze dei conflitti e pongono l'accento sulle sofferenze di coloro che ne sono colpiti. La scelta di dare spazio alle donne come voci centrali in opere che trattano la guerra, sia in Euripide (come vittime e portatrici di dolore nelle Troiane) che in Aristofane (come artefici di un'azione per la pace in Lisistrata), suggerisce una comune attenzione verso il ruolo e la condizione femminile in tempo di guerra.
Presentazione di figure femminili forti e attive: Nonostante le critiche mosse da Aristofane nei confronti della rappresentazione femminile euripidea , entrambi i drammaturghi portano sulla scena figure femminili di notevole forza e determinazione. In Euripide, eroine come Medea, Fedra ed Ecuba, pur tormentate e spesso artefici di azioni estreme, possiedono una complessità psicologica e una capacità di agire che le rendono protagoniste indimenticabili . Allo stesso modo, in Lisistrata, le donne ateniesi e spartane prendono in mano il proprio destino e quello delle loro città, dimostrando una volontà e un'intelligenza strategica nel perseguire la pace . Anche se Aristofane può avere intenti satirici, la sua scelta di porre le donne al centro dell'azione politica e sociale rivela un riconoscimento del loro potenziale e della loro influenza. Possiamo quindi notare una comune tendenza a esplorare il ruolo attivo delle donne, sebbene Euripide si concentri maggiormente sulle loro motivazioni interiori e sui drammi personali, mentre Aristofane le inserisca in contesti socio-politici con intenti prevalentemente comici e di critica sociale.
L'influenza di Euripide come punto di riferimento: Il fatto che Aristofane parodiasse frequentemente Euripide nelle sue commedie, come nelle Tesmoforiazuse (dove viene parodiata Elena), indica la profonda influenza e la grande popolarità del teatro di Euripide presso il pubblico ateniese. La parodia presuppone una conoscenza pregressa dell'opera parodiata e mira a suscitare il riso attraverso la sua rielaborazione in chiave comica. Questo continuo riferimento a Euripide da parte di Aristofane suggerisce che il tragediografo era una figura centrale nel panorama culturale e teatrale dell'epoca, le cui opere e i cui temi suscitavano un vivo interesse e un dibattito costante, tanto da essere ripresi e reinterpretati anche nel genere comico. La sensibilità di Euripide, quindi, toccava corde profonde nel pubblico e negli altri autori, inclusi i suoi critici come Aristofane.