Aspetti fondamentali della drammaturgia di Aristofane sono:
Centralità della figura del protagonista (eroe comico): ideazione di un progetto, fantastico o utopistico: per esempio far cessare la guerra, stipulando una pace privata; fondare una città abitata da uccelli, recarsi nel regno dei morti, far comandare le donne, ed eroica ostinazione nel portarlo a compimento.
In questo percorso, due aspetti essenziali:
Insoddisfazione iniziale per la realtà esistente
Il carattere paradossale della soluzione trovata
Che si fondono perfettamente (realtà e fantasia)
Eroe comico: è dotato di forza aggressiva; con cui travolge i suoi avversari; specialmente i demagoghi, attaccati con battute scurrili, ciò provoca l’annullamento delle tensioni sociali in un riso liberatorio. È spesso un ‘villano’e ha una spalla (bomolochos) dalla comicità volgare e bassa.
Esito dell’azione dell’eroe è l’instaurazione di un nuovo assetto, in cui è finalmente possibile il soddisfacimento di ogni desiderio
Intorno all’eroe si muovono vari personaggi - il sicofante, la vecchia, il ciarlatano etc.- attraverso i quali si esplorano le conseguenze della realizzazione del progetto
LA SCENA
La scena rappresenta quasi sempre la casa di uno dei personaggi, o talvolta di due personaggi: nelle Nuvole, la casa di Strepsiade e il pensatoio di Socrate; negli Acarnesi e negli Uccelli, invece la scena rappresenta uno spazio non domestico: la Pnice, dove Diceopoli si è recato per parlare in assemblea; uno spazio aperto, dove Pistetero ed Evelpide vogliono rifugiarsi per sfuggire alla città.
Grande rilievo ha la facciata scenica, in cui si aprono diverse porte: esse segnano spesso il passaggio fra il mondo reale e il mondo fantastico.
Diverse macchine sceniche sono usate da Aristofane: la gru in Pace, dove Trigeo la usa per cavalcare lo scarabeo alato; la macchina del tuono e forse quella della pioggia nelle Nuvole, l’enciclema.
Vari riferimenti vi sono agli abiti di scena e alle maschere: Dioniso nelle Rane indossa un abito giallo che doveva risultare ridicolo; il coro dei Cavalieri indossava maschere equine, come risulta da una raffigurazione vascolare.
LA POETICA
Le idee di Aristofane sulla poesia trovano spazio nelle parabasi e sono approfondite nella commedia le Rane (in parte anche nelle (Tesmoforiazuse) in cui si affeonta il tema della poesia tragica e si mettono a confronto Euripide ed Eschilo.
«Nella parabasis in senso proprio, ossia negli anapesti, il corifeo, deposta la maschera, può farsi portavoce del poeta. La sezione è di norma composta da tetrametri anapestici, ma anche da eupolidei e da forme metriche ad essi correlate. I motivi che si intrecciano negli anapesti sono vari, ma sempre di carattere apologetico. Al poeta è attribuito il profilo del buon consigliere politico che si pone a difesa della polis contro l’influenza nefasta di figure negative come Cleone (Acarnesi, Vespe, Pace), un profilo al quale non di rado è accostata la maestria letteraria, a dispetto delle incomprensioni che ne hanno in passato provocato la sconfitta nell’agone comico in favore di rivali indegni perché autori di plagio o comunque privi di originalità (Cavalieri, Nuvole II*, Vespe, Pace). https://site.unibo.it/lessicodelcomico/it/parabasi/la-parabasi-nella-commedia