L'origine del dramma attico, purtroppo, è sconosciuta, e attualmente è impossibile ricostruire in modo esaustivo i suoi precedenti. Nel corso del tempo, sono state avanzate numerose ipotesi, anche in base alle notizie offerte dalla Poetica di Aristotele, che però sono molto sintetiche e talvolta contraddittorie a riguardo.
Ciò che è certo è che il dramma attico è strettamente legato al culto di Dioniso, e il teatro stesso assume la forma di un santuario, come evidenziato dalla presenza di un altare. Il legame con il dio del vino e del teatro sottolinea la sacralità dell'arte drammatica nell'antica Grecia.
Le rappresentazioni drammatiche si svolgevano principalmente durante le Grandi Dionisie, celebrazioni che avevano luogo nel teatro di Dioniso tra marzo e aprile, e durante le Lenee, tenute in un teatro di campagna tra gennaio e febbraio. Questi eventi erano non solo intrattenimenti pubblici ma anche occasioni per esprimere devozione religiosa attraverso la performance teatrale.
Gli elementi architettonici del teatro giocavano un ruolo cruciale nella rappresentazione: la cavea ospitava il pubblico, l'orchestra era dedicata al coro, mentre la scena era riservata agli attori. Questa suddivisione rifletteva la gerarchia delle parti coinvolte nello spettacolo e contribuiva a definire il ruolo di ciascun elemento nella narrazione drammatica. La cavea, con i suoi gradini, offriva una prospettiva chiara e ampia per gli spettatori, creando un'atmosfera coinvolgente durante le rappresentazioni.